Economia

Pinarello vara l'era della bici champagne. Louis Vuitton compra la Ferrari del pedale

Il capitale è stato rilevato dal Catterton, il più grande fondo di private equity consumer-focused globale nato nel 2016 dalla partnership fra Catterton, Lvmh e il gruppo Arnault

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MILANO -  Il mondo della bicicletta corona con un successo senza precedenti la sua scalata più difficile: quella all'Olimpo degli oggetti di culto che la finanza dei ricchi si strappa a peso d'oro. I puristi, magari, storceranno un po' il naso. Fausto Coppi, costretto a suo tempo ad affrontare Alpi e Pirenei in sella a catafalchi di 12 kg., si rivolterà forse nella tomba. Il mondo però è cambiato. Il mezzo di trasporto più povero e accessibile del pianeta è diventato in Occidente un sofisticatissimo sfizio per appassionati. Saltafoss e Grazielle hanno lasciato il posto a modelli che per dotazione tecnologica (e prezzo) paiono macchine di Formula 1. E la grande finanza, fiutato l'affare, si è buttata a pesce: Catterton, fondo di private equity nato dalla partnership fra Catterton, Lvmh e il gruppo Arnault, ha comprato la maggioranza della Pinarello, la Ferrari a due ruote italiana. E le splendide biciclette del marchio fondato a Treviso nel 1952 finiranno in vetrina accanto agli altri prodotti del gruppo del lusso transalpino, oggetti del desiderio come gli abiti di Dior e lo Champagne Moet et Chandon.

Il curriculum vitae dei velocipedi veneti ha in effetti il fascino antico e artigianale dei veri oggetti del desiderio. Il fondatore è il capostipite Nani, che dopo una carriera onesta ma non proprio folgorante nel ciclismo - il suo trofeo più prestigioso è la maglia nera al Giro d'Italia '46 - ha appeso la bici al chiodo fondando nel 1952 la bottega dove ha iniziato a costruire i suoi modelli. L'attività di imprenditore gli ha dato molto più lustro che quella di sportivo. Le Pinarello hanno in palmares Giri d'Italia e Tour de France, hanno portato alla vittoria Miguel Indurain, Chris Froome e Sir Bradley Wiggins che le ha regalato pure il record dell'ora in pista (54,562 km.) tuttora imbattuto . Il vero successo è però quello commerciale. La società fattura quasi 50 milioni con un utile oltre i due. Migliaia di appassionati cicloamatori in tutto il mondo sono in lista d'attesa per conquistare una due ruote con il marchio italiano, sperando che la bicicletta super-leggera e iper-tecnologica aggiunga alle loro performance quel guizzo che i polpacci non regalano più.

Il fondo rileverà la maggioranza dell'azienda ma Fausto Pinarello, attuale ad della cicli Pinarello, continuerà a guidare il business dall'headquarter di Treviso e deterrà una 'minoranza rilevante', sottolinea un comunicato. Gli obiettivi, adesso, saranno 'l'espansione di Pinarello sui mercati internazionali e l'ampliamento della rete con l'apertura di nuovi concept store in alcune delle capitali più prestigiose del mondo a marchio Pinarello. La società ha raggiunto nell'ultimo esercizio 2015/2016 un fatturato di 52 milioni, per il 90% realizzato all'estero, conta oltre 50 dipendenti e produce 30mila pezzi l'anno tra bici e telai, con investimenti in ricerca e sviluppo pari al 4% del fatturato.

"Ci apprestiamo a scriverne una nuova pagina, ma rimane la storia della nostra azienda, che continuerà ad essere guidata dal team che l'ha resa unica nel mondo e che vedrà aprirsi a nuove possibilità di crescita, mantenendo ben salde le nostre radici e la capacità di creare prodotti innovativi e di altissima qualita", ha sottolineato Fausto Pinarello. Anche Andrea Ottaviano, managing partner di l Catterton europe, dichiara: 'siamo emozionati di affiancare Pinarello, un'azienda che è stata capace di posizionarsi come il marchio di bici da corsa nel mondo, realizzando prodotti di incomparabile qualità e bellezza".