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Fs entra nella metropolitana milanese: rileva il 36,5% della "lilla" da Astaldi

Passa di mano la quota rilevante della società che ha costruito e gestisce la rete della M5: sul piatto 64,5 milioni. La scommessa di Mazzoncini sull'integrazione nei trasporti locali
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MILANO - Le Ferrovie dello Stato muovono il primo passo importante nella rete delle metropolitane di una grande città. Lo fanno a Milano, dove subentrano quasi interamente ad Astaldi nella quota detenuta in M5 Spa, la società concessionaria della linea 5 (la "lilla") della metropolitana meneghina, quella che collega Bignami Parco Nord allo Stadio San Siro: una rete da 13 chilometri, con 19 stazioni di accesso e la guida automatica. M5 è la società che ha ricevuto la concessione del Comune di Milano per la progettazione, costruzione e gestione della nuova linea ferroviaria metropolitana, mentre la gestione del traffico vero e proprio è in mano ad Atm.

Fs e Astaldi hanno infatti siglato un atteso accordo che porta il 36,7% (capitale e finanziamento soci) posseduto da Astaldi in M5, valutato in 64,5 milioni di euro, nelle mani della società  guidata da Renato Mazzoncini. Astaldi resterà azionista con una quota del 2% di M5,…
MILANO - Le Ferrovie dello Stato muovono il primo passo importante nella rete delle metropolitane di una grande città. Lo fanno a Milano, dove subentrano quasi interamente ad Astaldi nella quota detenuta in M5 Spa, la società concessionaria della linea 5 (la "lilla") della metropolitana meneghina, quella che collega Bignami Parco Nord allo Stadio San Siro: una rete da 13 chilometri, con 19 stazioni di accesso e la guida automatica. M5 è la società che ha ricevuto la concessione del Comune di Milano per la progettazione, costruzione e gestione della nuova linea ferroviaria metropolitana, mentre la gestione del traffico vero e proprio è in mano ad Atm.

Fs e Astaldi hanno infatti siglato un atteso accordo che porta il 36,7% (capitale e finanziamento soci) posseduto da Astaldi in M5, valutato in 64,5 milioni di euro, nelle mani della società  guidata da Renato Mazzoncini. Astaldi resterà azionista con una quota del 2% di M5, "assicurando il supporto allo sviluppo delle attività di propria competenza", recita una nota. Gli altri azionisti di M5 sono Ansaldo STS, Atm, Hitachi Rail Italy - la ex AnsaldoBreda - e Alstom Ferroviaria.

L'annuncio odierno può rappresentare l'inizio di una svolta significativa per le Ferrovie dello Stato, il cui ad non ha fatto mistero di voler diventare un soggetto capace di integrare la rete dei trasporti locali. In alcune città, d'altra parte, le Ferrovie sono già presenti con il trasporto su gomma e proprio domani Mazzoncini incontrerà i rappresentanti delle società pubblico/private del trasporto su gomma per cercare di delineare le collaborazioni tra soggetti. "L'ingresso di FS Italiane nell'azionariato di Metro 5 - ha sottolineato Mazzoncini nella nota odierna - segna un ulteriore passo avanti nella realizzazione del Piano Industriale presentato lo scorso 28 Settembre. Questa operazione risponde alla strategia del Gruppo FS di creare un sistema di infrastrutture e servizi integrati che facilitino la mobilità collettiva anche nelle grandi città. Dalla metropolitana d'Italia ad un nuovo grande progetto per le aree metropolitane".

Mazzoncini ha recentemente avuto modo di sottolineare che i costruttori nell'ambito dei project financing sono soliti lasciare poi la palla ad altri, quando si tratta di gestire la rete. E il caso della staffetta con Astaldi ne è un perfetto esempio, oltre che un passo nel sistema del trasporto locale milanese, che a più ampio respiro chiama in causa anche i destini di Trenord, che pendono dalle scelte di Regione Lombardia.
 
"Stiamo andando avanti con il piano di dismissioni - ha commentato invece Paolo Astaldi - e questa operazione, che segue la vendita di A4 conclusa a settembre, rappresenta un ulteriore tassello nell'implementazione del nostro programma. La cessione della quota di Astaldi detenuta in M5 a FS Italiane è avvenuta a valle di un attento processo di selezione delle offerte ricevute. Stiamo anche valutando con estrema attenzione le offerte ricevute su altri asset in concessione".