Economia

Mps, arrivato il "no" della Bce alla proroga. Domani nuovo cda

Passera sulle chances di una soluzione di mercato: "Ci credo ancora, ma non c'è nulla sul mio tavolo". Anche Patuelli (Abi) si augura che vada in porto, mentre il titolo continua il recupero in Borsa

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MILANO - Il diniego della Bce a concedere venti giorni al Monte dei Paschi - oltre la scadenza di fine dicembre - per organizzare un aumento di capitale di mercato da 5 miliardi sarebbe stato formalizzato alla banca senese. Secondo quanto riportato dall'Agi ed emerso da fonti finanziarie, l'Eurotower ha comunicato la sua posizione questa mattina a Mps. Una notizia anticipata nella giornata di venerdì scorso, cha ha accelerato ancora di più il lavorio di management e advisor per cercare di trovare il modo per salvare il Monte senza ricorrere all'intervento del Tesoro, che resta pronto alla finestra per gettare il salvagente pubblico. La banca ha poi confermato, nella serata di martedì, l'arrivo della lettera.

Mercoledì pomeriggio si riunirà un nuovo cda sotto la guida di Marco Morelli: dal board - se il dialogo con la Consob arriverà a conclusione con esito fruttuoso - si attende il (ri)lancio del piano di conversione dei bond subordinati in azioni. Proprio all'Autorità dei mercati sono infatti arrivati nuovi documenti da Siena sullo schema di conversione e una loro valutazione "rapida" potrebbe consentire già al board di mercoledì di avviare l'operazione. Nella prima finestra l'opzione era stata offerta ai soli investitori istituzionali, che apportarono 1 miliardo di euro, ma restano titoli per circa 2 miliardi in mano a 40mila piccoli investitori: possono essere vitali per ridurre la fetta di aumento che gli advisor stanno chiedendo all'anchor investor qatariota e quella che si domanderà al mercato. Il titolo ha intanto trattato positivamente in Borsa, proseguendo il recupero delle ultime sedute.

Sulla possibilità che il piano di messa in sicurezza del Monte dei Paschi vada in porto è tornato l'ex ministro per lo Sviluppo e banchiere, Corrado Passera, che aveva avanzato un suo schema per salvare la banca, al quale il management aveva finito per preferire quello di Jp Morgan e Mediobanca: "Io ci credo ancora, ma non c'è nulla sul mio tavolo", ha detto Passera ricordando che "bisogna fare molta attenzione nel dichiarare sull'argomento perchè è una società quotata in Borsa e i mercati sono aperti". Per Passera, Mps "è una banca che ha le risorse per essere un polo di aggregazione: adesso è in corso un tentativo di trovare una soluzione privatistica, speriamo che ci riescano".

Dal fronte bancario è stato il presidente dell'Abi, Antonio Patuelli, ad esprimere l'augurio che l'aumento abbia successo "sul mercato". "Non faccio mai scommesse per ragioni di etica e di prudenza - ha precisato - e confido che le iniziative delle imprese private che vanno a cercare sul mercato anche rafforzamenti patrimoniali ottengano i migliori successi". "Non aggiungo subordinate - dice poi il presidente dell'Abi - perché le subordinate indeboliscono le principali". Alla domanda se la Bce è stata troppo severa con Mps nella decisione di negare un rinvio sull'aumento Patuelli ha replicato: "Io non ho letto nessuna decisione della Bce, salvo che abbia aperto una indagine su indiscrezioni che non erano frutto di decisioni".