ROMA - E' uno degli uomini più ricchi di Israele. Il rampollo di una delle dinastie globali dei diamanti e fondatore di una delle maggiori società di esplorazione mineraria, la BSG Resources. E ora si trova in carcere, accusato di aver riciclato denaro illecito e corrotto le autorità della Guinea per assicurarsi nel 2008 lo sfruttamento del ricchissimo giacimento di ferro di Simandou. Beny Steinmetz, 60 anni, è stato fermato lunedì agli arresti domiciliari dalle autorità di Israele e sottoposto a interrogatorio per rispondere alle accuse formulate da un team di investigatori congiunto tra Guinea, Stati Uniti, Gran Bretagna e Svizzera.
Il caso della miniera di Simandou, valore stimato 20 miliardi di dollari, si trascina avanti ormai da molti anni. BSG Resources aveva ottenuti i diritti per lo sfruttamento di metà del giacimenti nel 2008 per poi rivendere due anni dopo il 51% della quota al gigante minerario del Brasile Vale per 2,5 miliardi. Subito però sono arrivate le accuse per Steinmetz di aver corrotto gli ufficiali pubblici responsabili dell'assegnazione. Una pratica molto diffusa in un Paese al fondo delle classifiche di trasparenza come la Guinea, ma che l'imprenditore svizzero-israeliano ha sempre negato definendola una manovra orchestrata dalla concorrente Rio Tinto per impossessarsi della concessione. Nel 2014 i diritti di sfruttamento della BSG sono stati revocati, dopo che un comitato governativo della Guinea ha trovato le prove della corruzione, mentre un'inchiesta parallela è stata aperta dal grand jury dello Stato di New York.
L'ex ministro delle Miniere della Guinea, Mahmoud Thiam, è stato arrestato la scorsa settimana a New York con l'accusa di avere percepito delle somme illecite per le licenze minerarie del Paese.
Il caso della miniera di Simandou, valore stimato 20 miliardi di dollari, si trascina avanti ormai da molti anni. BSG Resources aveva ottenuti i diritti per lo sfruttamento di metà del giacimenti nel 2008 per poi rivendere due anni dopo il 51% della quota al gigante minerario del Brasile Vale per 2,5 miliardi. Subito però sono arrivate le accuse per Steinmetz di aver corrotto gli ufficiali pubblici responsabili dell'assegnazione. Una pratica molto diffusa in un Paese al fondo delle classifiche di trasparenza come la Guinea, ma che l'imprenditore svizzero-israeliano ha sempre negato definendola una manovra orchestrata dalla concorrente Rio Tinto per impossessarsi della concessione. Nel 2014 i diritti di sfruttamento della BSG sono stati revocati, dopo che un comitato governativo della Guinea ha trovato le prove della corruzione, mentre un'inchiesta parallela è stata aperta dal grand jury dello Stato di New York.
L'ex ministro delle Miniere della Guinea, Mahmoud Thiam, è stato arrestato la scorsa settimana a New York con l'accusa di avere percepito delle somme illecite per le licenze minerarie del Paese.