Economia

Popolari, riforma congelata fino alla decisione della Consulta

Il Consiglio di Stato ha confermato che i termini per la trasformazione restano sospesi fino alla Camera di consiglio che seguirà la sentenza della Corte Costituzionale. Per la Sondrio e la Bari, le uniche due a non aver ancora tenuto le assemblee per diventare società per azioni, i tempi quindi si allungano

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MILANO - Il termine per la trasformazione societaria delle banche popolari rimane congelato fino a quando non si esprimerà la Corte costituzionale e, successivamente, si celebrerà, in Consiglio di Stato, la camera di consiglio conseguente all'esito della decisione della Consulta. Lo ha deciso lo stesso Consiglio di Stato, con un'ordinanza con cui conferma la sospensione dei termini, decisa a metà dicembre scorso. La riforma Renzi sulle popolari aveva indicato nel 27 dicembre l'ultimo momento utile per abbandonare il modello cooperativo, oltre una certa soglia di capitale (asset superiori ai 10 miliardi).

Dunque per la Popolare di Sondrio e per la Popolare di Bari, le uniche a non essersi ancora trasformate in spa, tutto è rimandato a quando si conosceranno le decisione della Consulta, sui dubbi di incostituzionalità sollevati. Gli aspetti finiti sotto i riflettori sono le modalità con cui è stato limitato - fino ad annullarlo - il diritto di recesso per i soci dissenzienti e la stessa formula del decreto legge, usato per riformare il settore.

Il Consiglio di stato lo scorso 2 dicembre aveva anche contestato il fondamento giuridico in base al quale la Banca d'Italia, nella sua circolare applicativa, aveva escluso per le Popolari la possibilità di scorporare l'attività bancaria, costituita in spa, ma lasciandone il controllo in campo ad una holding cooperativa. Una possibilità cui sta guardando con particolare interesse proprio la Sondrio ma che potrebbe essere usato anche dalla Popolare di Bari.