ROMA - Più degli scandali, delle accuse di corruzione, dei telefoni che esplodono, poté la fame mondiale di silicio. I conti trimestrali presentati martedì mattina da Samsung, il colosso coreano dell'elettronica, sono stati i migliori degli ultimi tre anni, spinti in particolare dalle vendite di componenti, chip e schermi. Un bilancio in cui non si vedono, almeno per ora, gli effetti delle indagini sul capo azienda, Lee Jae-yong, sospettato di aver corrotto stretti collaboratori del presidente coreano in cambio al via libera a una ristrutturazione societaria. E su cui non impatta più di tanto neppure il fiasco dei Galaxy Note 7, ritirati dal mercato e dalla produzione per i problemi alle batterie, con un costo stimato per l'azienda di quasi 5 miliardi di dollari.
Ma è proprio considerando la portata di quell'infortunio che i risultati dalla società coreana appaiono ancora più solidi. Il fatturato per l'intero 2016 ha registrato una lieve flessione a 173 miliardi di dollari, ma rallentando la caduta rispetto agli anni precedenti. Allo stesso tempo però i profitti operativi hanno mostrato una decisa crescita: più 10% per l'anno, a 25,1 miliardi, addirittura più 50% nell'ultimo trimestre, a 7,9 miliardi di dollari. Il migliore periodo da tre anni a questa parte.
Una crescita, ha spiegato l'azienda, dovuta soprattutto al business della componentistica. Oltre a vendere smartphone e televisori, infatti, Samsung è uno dei principali produttori al mondo di parti che finiscono nei device di altre case, iPhone compresi, in particolare i display e i chip di memoria le cui vendite sono cresciute del 39% in valore nel corso del 2016. Questo settore vale ormai oltre il 50% dei profitti della società coreana, una tendenza che le ha permesso di bilanciare il ritiro del Note 7 (anche se le vendite degli smartphone sono andate bene) e che nel medio periodo le dovrebbe consentire di ammortizzare la crescente concorrenza sul mercato dei telefoni, dove i produttori low cost cinesi stanno conquistando fette di consumatori sempre più ampie.
Così non ha suscitato particolari preoccupazioni tra gli analisti neppure il rinvio del lancio della nuova linea di Galaxy S8, lo smartphone top di gamma della società, vero rivale dell'iPhone. Non verrà presentato al Mobile World Congress di Barcellona di fine febbraio, evento cardine per il mondo della telefonia, ma qualche settimana più tardi. I mercati, che martedì hanno premiato il titolo, sembrano più interessati al piano di racquisto di azioni proprie annunciato da Samsung per circa 8 miliardi di dollari, o il 3% del capitale.
@filipposantelli
Ma è proprio considerando la portata di quell'infortunio che i risultati dalla società coreana appaiono ancora più solidi. Il fatturato per l'intero 2016 ha registrato una lieve flessione a 173 miliardi di dollari, ma rallentando la caduta rispetto agli anni precedenti. Allo stesso tempo però i profitti operativi hanno mostrato una decisa crescita: più 10% per l'anno, a 25,1 miliardi, addirittura più 50% nell'ultimo trimestre, a 7,9 miliardi di dollari. Il migliore periodo da tre anni a questa parte.
Una crescita, ha spiegato l'azienda, dovuta soprattutto al business della componentistica. Oltre a vendere smartphone e televisori, infatti, Samsung è uno dei principali produttori al mondo di parti che finiscono nei device di altre case, iPhone compresi, in particolare i display e i chip di memoria le cui vendite sono cresciute del 39% in valore nel corso del 2016. Questo settore vale ormai oltre il 50% dei profitti della società coreana, una tendenza che le ha permesso di bilanciare il ritiro del Note 7 (anche se le vendite degli smartphone sono andate bene) e che nel medio periodo le dovrebbe consentire di ammortizzare la crescente concorrenza sul mercato dei telefoni, dove i produttori low cost cinesi stanno conquistando fette di consumatori sempre più ampie.
Così non ha suscitato particolari preoccupazioni tra gli analisti neppure il rinvio del lancio della nuova linea di Galaxy S8, lo smartphone top di gamma della società, vero rivale dell'iPhone. Non verrà presentato al Mobile World Congress di Barcellona di fine febbraio, evento cardine per il mondo della telefonia, ma qualche settimana più tardi. I mercati, che martedì hanno premiato il titolo, sembrano più interessati al piano di racquisto di azioni proprie annunciato da Samsung per circa 8 miliardi di dollari, o il 3% del capitale.
@filipposantelli