MILANO - Secondo quanto riporta l'agenzia Ansa, martedì si riuniranno i consigli di amministrazione della Banca Popolare di Vicenza e di Veneto Banca. I cda, a quanto si apprende, saranno chiamati a fare il punto sul progetto di fusione, la cui predisposizione è oggetto di continue interlocuzioni con la Bce.
Le due banche venete potrebbe approvare un primo schema del progetto di fusione, con un affinamento delle stime sul fabbisogno di capitale che si potrebbe generare dalla svalutazione e scorporo dei crediti deteriorati.
"Nei prossimi giorni, molto presto presenteremo alle autorità centrali" il piano strategico e di fusione con Popolare di Vicenza", ha dichiarato l'ad di Veneto Banca, Cristiano Carrus a margine dell'Assiom Forex.
I vertici delle due banche, ha ricordato il governatore di Bankitalia Ignazio Visco nel suo intervento a Modena, "stanno lavorando al piano industriale per l'ulteriore ricapitalizzazione e il rilancio delle due banche, che sarà presentato a breve alle autorità di vigilanza".
A inizio gennaio, i due consigli di amministrazione avevano proposto un accordo transattivo ai circa 200mila soci, praticamente azzerati dai rispettivi aumenti di capitale, per ridurre al minimo le cause di risarcimento danni e mettere un freno al deflusso di liquidità. Due le condizioni: la rinuncia a qualsiasi azione legale contro la banca e l'adesione di almeno l'80% dei potenziali aderenti all'accordo.
Le due banche venete potrebbe approvare un primo schema del progetto di fusione, con un affinamento delle stime sul fabbisogno di capitale che si potrebbe generare dalla svalutazione e scorporo dei crediti deteriorati.
"Nei prossimi giorni, molto presto presenteremo alle autorità centrali" il piano strategico e di fusione con Popolare di Vicenza", ha dichiarato l'ad di Veneto Banca, Cristiano Carrus a margine dell'Assiom Forex.
I vertici delle due banche, ha ricordato il governatore di Bankitalia Ignazio Visco nel suo intervento a Modena, "stanno lavorando al piano industriale per l'ulteriore ricapitalizzazione e il rilancio delle due banche, che sarà presentato a breve alle autorità di vigilanza".
A inizio gennaio, i due consigli di amministrazione avevano proposto un accordo transattivo ai circa 200mila soci, praticamente azzerati dai rispettivi aumenti di capitale, per ridurre al minimo le cause di risarcimento danni e mettere un freno al deflusso di liquidità. Due le condizioni: la rinuncia a qualsiasi azione legale contro la banca e l'adesione di almeno l'80% dei potenziali aderenti all'accordo.