Enel archivia il 2016 con una flessione dei ricavi ma un miglioramento del margine operativo lordo. È quanto emerge dai risultato dell'esercizio scorso diffusi oggi dalla società guidata da Francesco Starace. L'Ebitda ordinario si attesta a 15,2 miliardi di euro (15,0 miliardi di euro nel 2015, +1,3%), in miglioramento rispetto al target di 15,0 miliardi annunciato lo scorso novembre. I ricavi ammontano a 70,6 miliardi di euro, in diminuzione del 6,7% rispetto ai 75,7 miliardi di euro realizzati nel 2015. Tale andamento, informa una nota, "risente dei minori ricavi da vendite di energia elettrica nei mercati maturi, della riduzione delle vendite di energia generata (per effetto anche del deconsolidamento della società slovacca Slovenske elektrarne, avvenuto nel mese di luglio 2016), delle minori attività di trading di energia elettrica, dei minori ricavi conseguenti alle tariffe di distribuzione applicate in Italia e dell'effetto cambi negativo, registrato in particolare nei paesi dell'America Latina".
L'Ebitda è pari a 15,3 miliardi di euro (invariato rispetto al 2015). L'indebitamento finanziario netto a fine 2016 è pari a 37,6 miliardi di euro, in crescita dello 0,3% rispetto a quanto rilevato a fine dicembre 2015. Lo scostamento rispetto ai target presentati alla comunità finanziaria è "dovuto alla significativa variazione dei tassi di cambio rilevata negli ultimi mesi del 2016, con particolare riferimento a dollaro Usa sterlina". In particolare, spiega l'azienda, Qu il target di 37,2 miliardi era basato su assunzioni di cambio euro/dollaro a 1,08 ed euro/sterlina a 0,88 a fronte di tassi di cambio effettivi pari a 1,05 e 0,86.
L'Ebitda ordinario cresce "a seguito del maggior margine rilevato nella gran parte delle aree geografiche in cui il Gruppo è presente, in particolare in America Latina (sia nella generazione che nella distribuzione e vendita di energia elettrica) e nei mercati maturi retail di Italia e Spagna. Tali effetti positivi sono stati solo in parte mitigati dall'andamento negativo dei tassi di cambio e dal minor margine da generazione di energia elettrica da fonti convenzionali, anch'esso condizionato dal deconsolidamento degli asset slovacchi".
"Siamo molto soddisfatti dei risultati conseguiti nel 2016 che sono una conseguenza dell'ottima implementazione della nostra strategia", ha detto Starace. "In particolare, l'Ebitda ordinario si attesta al di sopra della attese di mercato e del target annunciato lo scorso novembre a dispetto del contesto macroeconomico sfidante"
L'Ebitda è pari a 15,3 miliardi di euro (invariato rispetto al 2015). L'indebitamento finanziario netto a fine 2016 è pari a 37,6 miliardi di euro, in crescita dello 0,3% rispetto a quanto rilevato a fine dicembre 2015. Lo scostamento rispetto ai target presentati alla comunità finanziaria è "dovuto alla significativa variazione dei tassi di cambio rilevata negli ultimi mesi del 2016, con particolare riferimento a dollaro Usa sterlina". In particolare, spiega l'azienda, Qu il target di 37,2 miliardi era basato su assunzioni di cambio euro/dollaro a 1,08 ed euro/sterlina a 0,88 a fronte di tassi di cambio effettivi pari a 1,05 e 0,86.
L'Ebitda ordinario cresce "a seguito del maggior margine rilevato nella gran parte delle aree geografiche in cui il Gruppo è presente, in particolare in America Latina (sia nella generazione che nella distribuzione e vendita di energia elettrica) e nei mercati maturi retail di Italia e Spagna. Tali effetti positivi sono stati solo in parte mitigati dall'andamento negativo dei tassi di cambio e dal minor margine da generazione di energia elettrica da fonti convenzionali, anch'esso condizionato dal deconsolidamento degli asset slovacchi".
"Siamo molto soddisfatti dei risultati conseguiti nel 2016 che sono una conseguenza dell'ottima implementazione della nostra strategia", ha detto Starace. "In particolare, l'Ebitda ordinario si attesta al di sopra della attese di mercato e del target annunciato lo scorso novembre a dispetto del contesto macroeconomico sfidante"