Edison, secondo anno di conti in rosso
Luca Pagni, di LUCA PAGNIAncora un bilancio difficile per Foro Bonaparte con un risultato negativo per 389 milioni, dopo i 980 milioni di un anno fa. In calo anche la reddittività. Ma la riduzione del debito permette nuovi investimenti "appena se ne presenterà l'occasione".
MILANO - Potrebbe essere l'ultimo anno difficile per Edison, che ha appena chiuso il 2016 con il secondo rosso consecutivo: il risultato netto è negativo per 389 milioni, mentre era stato di 980 milioni la stagione precedente. In calo anche la reddittività, la quale si è attestata a 653 milioni, mentre era stata di 1,26 miliardi nel corso del 2015. La differenza è data da una partita straordinaria relativa alle rinegoziazioni per l'approvvigionamento di gas dalla Libia grazie al quale aveva ottenuto da Eni uno "sconto" sulle forniture visto il calo dei prezzi sul mercato.
Fino qui i conti che non possono di certo essere considerati soddisfacenti. Soprattutto considerando che anche 2013 e 2014 si erano chiusi con un utile di poche decine di milioni e sempre con l'aiuto di un'altra rinegoziazione, in questo caso con i russi di Gazprom. Detto questo, la società controllata dal gruppo francese Edf si sta muovendo per ribaltare …
Fino qui i conti che non possono di certo essere considerati soddisfacenti. Soprattutto considerando che anche 2013 e 2014 si erano chiusi con un utile di poche decine di milioni e sempre con l'aiuto di un'altra rinegoziazione, in questo caso con i russi di Gazprom. Detto questo, la società controllata dal gruppo francese Edf si sta muovendo per ribaltare …
MILANO - Potrebbe essere l'ultimo anno difficile per Edison, che ha appena chiuso il 2016 con il secondo rosso consecutivo: il risultato netto è negativo per 389 milioni, mentre era stato di 980 milioni la stagione precedente. In calo anche la reddittività, la quale si è attestata a 653 milioni, mentre era stata di 1,26 miliardi nel corso del 2015. La differenza è data da una partita straordinaria relativa alle rinegoziazioni per l'approvvigionamento di gas dalla Libia grazie al quale aveva ottenuto da Eni uno "sconto" sulle forniture visto il calo dei prezzi sul mercato.
Fino qui i conti che non possono di certo essere considerati soddisfacenti. Soprattutto considerando che anche 2013 e 2014 si erano chiusi con un utile di poche decine di milioni e sempre con l'aiuto di un'altra rinegoziazione, in questo caso con i russi di Gazprom. Detto questo, la società controllata dal gruppo francese Edf si sta muovendo per ribaltare il quadro generale e avviandosi come tutti i grandi player europei a completare la sua transizione verso i settori che domineranno ii prossimi anni nel settore dell'energia. E che quindi offrono maggiori possibilità di guadagni.
Innanzitutto, nelle rinnovabili. Nonostante la sconfitta nel braccio di ferro per il controllo del gruppo Alerion, il progetto dell'amministratore delegato Marc Banayoun prevede che Edison diventi il numero uno in Italia nel settore eolico. Lo dimostra il primo posto nelle recenti gare per la nuova capacità indetta dal ministero delle Attività produttive. E lo conferma la stessa società nel comunicato dei conti, dove si ricorda che grazie alla riduzione dei debiti (1,06 miliardi) l'azienda è pronta a cogliere "le opportunità di crescita che si presentassero sul mercato".
Rinnovabili ed efficenza energetica sono i nuovi campi in cui si svilupperà la stretegia di Edison, visto che lo scenario delle attività tradizionali non sembra dare grandi soddisfazioni. Prendiamo il gas: nel 2016, nonostante l'aumento dei consumi di gas, i prezzi in generale sono calati del 29 per cento. Ancora peggio per l'energia elettrica, dove la domanda rimane in calo.
Ecco perché nel suo comunicato Edison conferma che anche per il 2017 "in un contesto di mercato che rimarrà stabile" si stima "un margine operativo lordo in linea con quello dell'anno scorso". Segno che la fase di transizione sarà ancora lunga.
Fino qui i conti che non possono di certo essere considerati soddisfacenti. Soprattutto considerando che anche 2013 e 2014 si erano chiusi con un utile di poche decine di milioni e sempre con l'aiuto di un'altra rinegoziazione, in questo caso con i russi di Gazprom. Detto questo, la società controllata dal gruppo francese Edf si sta muovendo per ribaltare il quadro generale e avviandosi come tutti i grandi player europei a completare la sua transizione verso i settori che domineranno ii prossimi anni nel settore dell'energia. E che quindi offrono maggiori possibilità di guadagni.
Innanzitutto, nelle rinnovabili. Nonostante la sconfitta nel braccio di ferro per il controllo del gruppo Alerion, il progetto dell'amministratore delegato Marc Banayoun prevede che Edison diventi il numero uno in Italia nel settore eolico. Lo dimostra il primo posto nelle recenti gare per la nuova capacità indetta dal ministero delle Attività produttive. E lo conferma la stessa società nel comunicato dei conti, dove si ricorda che grazie alla riduzione dei debiti (1,06 miliardi) l'azienda è pronta a cogliere "le opportunità di crescita che si presentassero sul mercato".
Rinnovabili ed efficenza energetica sono i nuovi campi in cui si svilupperà la stretegia di Edison, visto che lo scenario delle attività tradizionali non sembra dare grandi soddisfazioni. Prendiamo il gas: nel 2016, nonostante l'aumento dei consumi di gas, i prezzi in generale sono calati del 29 per cento. Ancora peggio per l'energia elettrica, dove la domanda rimane in calo.
Ecco perché nel suo comunicato Edison conferma che anche per il 2017 "in un contesto di mercato che rimarrà stabile" si stima "un margine operativo lordo in linea con quello dell'anno scorso". Segno che la fase di transizione sarà ancora lunga.