MILANO - L'ex presidente della Banca Popolare di Vicenza, Gianni Zonin è stato convocato per un interrogatorio dai pm Luigi Salvadori e Gianni Pipischi che conducono le indagini sulla crisi dell'istituto di credito berico. Zonin ha raggiunto la caserma della Guardia di Finanza di Vicenza in contrà Santa Caterina ed è accompagnato dal suo legale Enrico Ambrosetti. Da quanto si è appreso l'imprenditore vinicolo sarebbe intenzionato a parlare, contrariamente ad altri indagati tra cui l'ex direttore generale di BpVi Samuele Sorato che aveva preferito non rispondere.
L'inchiesta che ha piegato la banca veneta
Zonin, che ha guidato la banca per 19 anni, deve rispondere della gestione dell'istituto che ha messo sul lastrico molti dei 118mila soci. Già prima del 2008 la PopVicenza offriva prestiti a “soci amici” in cambio dell’acquisto di azioni BpVi, con garanzia di riacquisto o di un rendimento. La pratica serviva per sostenere la crescita del gruppo e le ricapitalizzazioni del 2013 e del 2014. Negli ultimi due anni dell’era Zonin, dimessosi il 23 novembre scorso, l’acquisto di azioni venne addirittura imposto ai risparmiatori.
L'interrogatorio è durato poco meno di cinque ore. Zonin, accusato di aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.
L'inchiesta che ha piegato la banca veneta
Zonin, che ha guidato la banca per 19 anni, deve rispondere della gestione dell'istituto che ha messo sul lastrico molti dei 118mila soci. Già prima del 2008 la PopVicenza offriva prestiti a “soci amici” in cambio dell’acquisto di azioni BpVi, con garanzia di riacquisto o di un rendimento. La pratica serviva per sostenere la crescita del gruppo e le ricapitalizzazioni del 2013 e del 2014. Negli ultimi due anni dell’era Zonin, dimessosi il 23 novembre scorso, l’acquisto di azioni venne addirittura imposto ai risparmiatori.
L'interrogatorio è durato poco meno di cinque ore. Zonin, accusato di aggiotaggio e ostacolo alla vigilanza, non ha voluto rilasciare dichiarazioni.