Economia

Banche, sale il conto per salvare le venete: la Bce chiede 6,4 miliardi

La Vigilanza avrebbe indicato al Tesoro un deficit di capital esuperiore alle attese. Ieri Montebelluna ha chiuso un esercizio in rosso per 1,5 miliardi, ma i colloqui per il salvataggio pubblico procedono e c'è ottimismo sul buon esito

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MILANO - Inizialmente si parlava di una cifra tra 4 e 5 miliardi, ora il conto per il salvataggio (con sponda pubblica) della Popolare di Vicenza e di Veneto Banca pare destinato a salire: secondo le indiscrezioni di Bloomberg, la Bce chiederebbe una iniezione patrimoniale di 6,4 miliardi di euro per mettere in sicurezza i due istituti.

La richiesta di capitale da parte della Bce - riporta l'agenzia Usa - sarebbe emersa in base agli stress test sui conti degli istituti e ne sarebbe stato informato il Tesoro. La notizia è arrivata a corollario della presentazione dei conti di Veneto Banca, insieme ad altri insider che hanno lasciato ben sperare gli addetti ai lavori su una soluzione positiva delle trattative con l'Eurotower e con la Commissione europea per arrivare all'intervento pubblico di supporto.

Sul fronte del conto economico e patrimoniale, dunque, Veneto Banca ha chiuso il 2016 con una perdita di poco superiore al miliardo e mezzo, doppiando quasi il rosso di 881,9 milioni nel 2015. A pesare è stata la necessaria pulizia del bilancio: le rettifiche di valore sui crediti e altre attività sono stati di 1.293 milioni di euro (+58,7% rispetto agli 814 milioni di euro a fine 2015). Il gruppo bancario di Montebelluna, inoltre, ha più che triplicato a 433,6 milioni di euro gli accantonamenti a fondi rischi e oneri.

Mentre il cda approvava il bilancio, i rappresentanti di Tesoro, Bce e Commissione Ue si trovavano per fare il punto della situazione. La prima buona notizia dal tavolo istituzionale arrivava proprio dalla Bce, che avrebbe dato la patente di "solvibilità" alle due banche: un requisito fondamentale per avviare il supporto pubblico attraverso la ricapitalizzazione precauzionale e senza il coinvolgimento degli obbligazionisti senior, diversamente si sarebbero aperte le porte della risoluzione. Da parte della Commissione, invece, i portavoce hanno espresso fiducia sul buon esito dei colloqui per mettere in sicurezza l'istituto, che da piano industriale si dovrebbe fondere con la Popolare di Vicenza (entrambe sono controllate dal Fondo Atlante) entro l'anno.