Economia

Fincantieri incassa un altro ordine Viking: in Borsa torna in linea di galleggiamento

L'accordo è accreditato di oltre 600 milioni di valore. La società è tornata a trattare ai prezzi (circa 80 centesimi) dell'Ipo, che si era svolta nel luglio 2014. Sul recente rialzo ha avuto effetto anche lo sblocco dell'acquisizione francese di Stx

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MILANO - Il portafoglio ordini che si riempie e il nodo dell'acquisto dei cantieri francesi di Saint-Nazaire indirizzato ormai verso la soluzione: Fincantieri (segui in diretta) riesce in queste ore a recuperare in Borsa i valori dei tempi della quotazione, avvenuta nel luglio del 2014 con un prezzo di collocamento di 78 centesimi.

L'ultima buona notizia per il titolo è arrivata stamane: Viking Ocean Cruises e Fincantieri hanno firmato un memorandum of agreement per la costruzione di due ulteriori navi da crociera, con l'opzione di altre due. Le nuove unità saranno gemelle delle sei già ordinate ed entreranno a far parte della flotta di Viking rispettivamente nel 2021 e nel 2022. I relativi contratti saranno operativi quando tutte le condizioni tecnico-finanziarie saranno soddisfatte. Quanto al valore, gli analisti di Equita Sim e Kepler hanno stimato una cifra intorno ai 300 milioni di euro per nave, che infatti diventano 640 milioni in totale per Akros.
Il recupero azionario di Fincantieri 
Le nuove navi - basate sullo stesso progetto delle altre unità, tutte cabine veranda - hanno ciascuna una stazza lorda di circa 47.800 tonnellate, e possono ospitare a bordo 930 passeggeri in 465 cabine. La prima nave per Viking Ocean Cruises, Viking Star, è stata consegnata nella primavera 2015 presso il cantiere di Marghera. La seconda e la terza, Viking Sea½ and Viking Sky½, sono state consegnate ad Ancona all'inizio del 2016 e del 2017. La consegna della quarta unità, Viking Sun, avverrà a fine anno, le successive, Viking Spirit, nel 2018 e nel 2019. La Viking diventerà in questo modo la più grande compagnia di navi oceaniche di piccole dimensioni e nel 2020 potrebbe avere una quota di mercato dominante nel settore lusso del 23,9%.

La notizia odierna bissa lo sblocco dell'impasse francese arrivato prima del ponte di Pasqua: il 12 aprile, Fincantieri ha firmato l'accordo con lo Stato transalpino per sancire l'intesa annunciata una settimana "in via di principio" per l'acquisto di Stx France. La società italiana verserà meno di cento milioni di euro per avere una quota del 48% mentre un'altra fetta, del 6% circa è destinata a Fondazione CRTrieste. E' allo studio l'ipotesi di un ingresso del gruppo francese Dcns con il 12%. Non è una cifra astronomica quella pagata dal gruppo triestino ma l'importanza di rilevare Stx è strategica. In vista del consolidamento di un gruppo europeo e perché la realtà francese è in grado di realizzare navi militari.

Ora la palla è tornata a Seul, dove la partita era cominciata alla fine del 2016, per la precisione al Tribunale fallimentare che si occupa della vendita del 66,6% della Stx France da parte del (fallimentare) gruppo coreano Stx offshore & shipbuilding. Tribunale che, dopo la candidatura (ritirata) di tre altri players internazionali del settore, aveva definito Fincantieri miglior offerente per l'acquisto della società transalpina.