MILANO - Il governo della Nigeria, unica parte offesa indicata dalla procura di Milano nel procedimento sul presunto pagamento di tangenti da parte di Eni e Shell nel paese africano, non ha chiesto di costituirsi parte civile nel processo per corruzione internazionale in corso a milano e ancora in fase di udienza preliminare. Tre organizzazioni non governative - l'italiana Re common, la nigeriana Heda e l'inglese The Corner House - invece, hanno fatto istanza per essere parte civile nei confronti delle 11 persone fisiche per cui è stato chiesto il rinvio a giudizio e non per le due società coinvolte in virtù della legge 231/2001 sulla responsabilità amministrativa degli enti, ovvero Eni e Shell. Il gup del tribunale di Milano Giusi Barbara si è riservata di decidere e scioglierà la riserva il prossimo 11 maggio, quando si pronuncerà anche sulle eccezioni preliminari presentate dalle difese degli indagati relative al deposito di alcuni atti ottenuti per rogatoria internazionale e alla traduzione dall'italiano all'inglese di atti della procura, in quanto due degli indagati sono stranieri.
Tra le 11 persone indagate e per cui i pm di Milano Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro hanno chiesto il rinvio a giudizio ci sono l'amministratore delegato dell'Eni, Claudio Descalzi, il suo predecessore Paolo Scaroni e l'uomo d'affari Luigi Bisignani. L'inchiesta riguarda una presunta maxi tangente da 1 miliardo e 92 milioni di dollari che sarebbe stata versata da Eni e Shell a politici nigeriani, tra i quali l'ex ministro del petrolio Dan Etete, per l'acquisizione (la presunta tangente equivale al prezzo dell'acquisto) nel 2011 di un giacimento petrolifero in nigeria noto con la sigla "Opl-245". Le tre organizzazioni hanno chiesto di costituirsi parte civile in quanto ritengono di essere soggetti danneggiati dal reato contestato nel processo - la corruzione internazionale - perchè offende non solo l'imparzialità della pubblica amministrazione ma anche la libera concorrenza e ha dei riflessi sulla gestione delle risorse naturali.
L'italiana Re common è un'associazione che fa inchieste e campagne contro la corruzione e la distruzione dei territori in Italia, in Europa e nel mondo. Heda è una ong nata in Nigeria nel 2004 e si occupa di iniziative contro la corruzione. L'inglese The Corner House si occupa di sostenere movimenti e comunità per la giustizia sociale e ambientale. Re common e The Corner House si sono già occupate della vicenda, raccogliendo materiale e presentando una denuncia in procura sul presunto pagamento della maxi tangente a politici nigeriani. Le tre organizzazioni hanno chiesto - in caso di accoglimento della loro richiesta a essere parti civili - il risarcimento del danno non patrimoniale - non calcolato al momento - da destinare a iniziative sulla lotta alla corruzione in nigeria. Le difese degli indagati in udienza preliminare si sono opposte alla richiesta dei legali delle ong sostenendo che queste hanno statuti generici e non possono giustificare di aver subito un danno dai reati contestati in questo processo.
Tra le 11 persone indagate e per cui i pm di Milano Fabio De Pasquale e Sergio Spadaro hanno chiesto il rinvio a giudizio ci sono l'amministratore delegato dell'Eni, Claudio Descalzi, il suo predecessore Paolo Scaroni e l'uomo d'affari Luigi Bisignani. L'inchiesta riguarda una presunta maxi tangente da 1 miliardo e 92 milioni di dollari che sarebbe stata versata da Eni e Shell a politici nigeriani, tra i quali l'ex ministro del petrolio Dan Etete, per l'acquisizione (la presunta tangente equivale al prezzo dell'acquisto) nel 2011 di un giacimento petrolifero in nigeria noto con la sigla "Opl-245". Le tre organizzazioni hanno chiesto di costituirsi parte civile in quanto ritengono di essere soggetti danneggiati dal reato contestato nel processo - la corruzione internazionale - perchè offende non solo l'imparzialità della pubblica amministrazione ma anche la libera concorrenza e ha dei riflessi sulla gestione delle risorse naturali.
L'italiana Re common è un'associazione che fa inchieste e campagne contro la corruzione e la distruzione dei territori in Italia, in Europa e nel mondo. Heda è una ong nata in Nigeria nel 2004 e si occupa di iniziative contro la corruzione. L'inglese The Corner House si occupa di sostenere movimenti e comunità per la giustizia sociale e ambientale. Re common e The Corner House si sono già occupate della vicenda, raccogliendo materiale e presentando una denuncia in procura sul presunto pagamento della maxi tangente a politici nigeriani. Le tre organizzazioni hanno chiesto - in caso di accoglimento della loro richiesta a essere parti civili - il risarcimento del danno non patrimoniale - non calcolato al momento - da destinare a iniziative sulla lotta alla corruzione in nigeria. Le difese degli indagati in udienza preliminare si sono opposte alla richiesta dei legali delle ong sostenendo che queste hanno statuti generici e non possono giustificare di aver subito un danno dai reati contestati in questo processo.