Economia

Atlantia-Abertis verso la stretta finale

Secondo indiscrezioni l'offerta del gruppo controllato dalla famiglia Benetton sarebbe in dirittura d'arrivo. Nel week si è lavorato ai due temi caldi: il prezzo e il ruolo nel cda da riservare ai soci spagnoli di Criteria-Caixa, che avrebbero una quota intorno al 15%

1 minuti di lettura
MILANO - Ore decisive per il lancio dell'offerta che Atlantia sta studiando su Abertis, parte in azioni e parte in contanti, e che porterebbe alla creazione di un gigante europeo nelle autostrade a pedaggio con un valore di oltre 36 miliardi. Secondo le indiscrezioni l'annuncio potrebbe arrivare già domani, dopo che in questo weekend si è lavorato ai due temi che ancora presentano ostacoli da superare: il prezzo e la governance, intesa come partecipazione 'spagnola' al cda.

Il gruppo controllato dalla famiglia Benetton sta lavorando a un'offerta per acquistare una quota di poco superiore al 22% di Abertis in mano a Criteria Caixa, più una parte cash per rilevare la partecipazione in mano ad altri investitori. Atlantia si sarebbe già assicurata un finanziamento di 11,5 miliardi di euro da un consorzio di banche (una quindicina, tra cui Intesa e Unicredit secondo le indiscrezioni) per realizzare l'operazione. Il prezzo, secondo fonti vicine al dossier, dovrebbe essere  vicino ai 16-17 euro (venerdì scorso alla Borsa di Madrid il titolo Abertis venerdì ha chiuso a 16,45 euro). Caixa punta ad incassare almeno 17 euro ad azione per la propria quota, e a diventare il secondo maggior azionista di Atlantia con il 15% circa. La famiglia Benetton andrebbe invece a ridurre la propria partecipazione dal 30 al 24%, pur restando il principale azionista.

Sulla via dell'accordo c'è poi il nodo della quota del 34% che Abertis controlla in Cellnex Telecom. Comprando il colosso spagnolo, Atlantia potrebbe essere costretta a fare un'offerta anche per Cellnex a meno che la partecipazione non venga venduta entro tre mesi, come previsto dalla legislazione iberica. Anche se nelle scorse settimane l'ad della società italiana, Giovanni Castellucci aveva assicurato che "anche negli scenari che prevedano un maggior esborso finanziario non è prevista cessione di asset di Abertis importanti".