MILANO - Nessun passo indietro di Nestlè sui 340 esuberi tra i lavoratori Perugina alla scadenza della cassa integrazione straordinaria, nel giugno 2018. I vertici aziendali di Nestlè si sono detti però disponibili ad affrontare un tavolo al ministero dello Sviluppo Economico, con l'obiettivo di fare di Perugia "una fabbrica efficiente e competitiva che possa svilupparsi anche nel futuro e di ricercare tutte le soluzioni possibili per gestire le persone, in modo da trovare prospettive occupazionali per tutti". Così Gianluigi Toia - Head of Employee Relations del gruppo - ai giornalisti, al termine della riunione del tavolo con le Rsu, Regione e Comune di Perugia. "Ci troviamo in una situazione di squilibrio occupazionale - ha detto - perchè tra un anno finirà la cassa integrazione che in questi anni ha permesso di coprire le ore di lavoro che non venivano svolte. La regione ha proposto di affrontare la questione a 360 gradi, anche dal punto di vista di possibili sviluppi industriali e sul territorio".
Nestlè ha proposto dunque soluzioni per il ricollocamento dei 340 esuberi: "Nell'accordo - prosegue Toia - è previsto che punteremo alla mobilità all'interno del gruppo Nestlè, ci sono già sul piatto 86 posizioni libere e le proporremo ai lavoratori. Abbiamo incaricato la società di placement di trovare soluzioni sul territorio e vogliamo accompagnare queste soluzioni con degli incentivi e programmi di prepensionamento. Poi potranno esserci anche iniziative patrocinate dalla Regione e dal Comune". Negli intenti del gruppo, dunque, la fabbrica da ora in poi darà lavoro a circa 600 persone, tenendo conto di quelle stagionali, proprie della produzione dolciaria.
"Chiarite le posizioni - ha spiegato ancora Toia - noi abbiamo riconfermato il nostro impegno e la volontà di fare di Perugia una fabbrica di cioccolato, soprattutto con marchio Baci, destinato a tutto il mondo. Un'esigenza per poter nel futuro essere più competitivi. In questo anno abbiamo recuperato le ore perse a seguito della dismissione di caramelle e biscotti nel settore cioccolato".
Nestlè va vanti col suo piano industriale da 60 milioni di euro, che procede secondo tempi e termini presentati un anno fa a Istituzioni e parti sociali. Primi risultati dell’export di Baci Perugina che registrano una crescita di oltre il 40%. Allargamento del mercato italiano con il rilancio delle tavolette Tablò e di altri nuovi prodotti. Una Perugina che continuerà a confermarsi secondo player del mercato del cioccolato in Italia per numero di occupati e San Sisto come lo stabilimento di Nestlé con il maggior numero di addetti nel nostro Paese.
Nell’incontro odierno con Regione, Comune e Rappresentanze sindacali, Nestlé Italiana ha respinto fermamente le accuse di non rispettare gli accordi sottoscritti, mettendo sul tavolo il peso di queste evidenze che confermano la scelta del Gruppo di fare di San Sisto il polo di eccellenza nella produzione dei Baci Perugina e del cioccolato Perugina, per l’Italia e per l’estero, e smentiscono quanti in questi giorni hanno parlato di disinvestimenti, ridimensionamenti e passi indietro dell’azienda rispetto agli accordi presi.
"Questo anno sia messo a frutto per un lavoro di mantenimento della capacità industriale, ma anche per evitare che la riorganizzazione dell'azienda si traduca in una riduzione di posti di lavoro e in un'emergenza sociale per i lavoratori". Così, al termine del tavolo tecnico la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. La scelta di Nestlè di investire sui Baci per farne un brand globale e aumentarne la produzione è considerata dalle istituzioni locali positiva, ma accanto a questo, chiedono che "ci sia da parte del gruppo una proposta nuova di carattere industriale, che possa interessare la regione e il territorio". Per Marini e il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, dunque, ci sono margini per recuperare, ma solo se "accanto alla scelta di rendere efficiente la parte produttiva del cioccolato sceglierà anche di integrare produzioni che oggi non si fanno a Perugia", per creare nuove opportunità lavorative sul territorio.
Quanto agli altri argomenti all'ordine del giorno della riunione, anche la questione del parco tematico per valorizzare l'attuale museo del cioccolato. "Durante il vertice - hanno proseguito Romizi e Marini - si è parlato marginalmente anche delle iniziative cosiddette 'extrafabbrica", come la realizzazione di un parco tematicoo. "Oggi il tema per noi e' la fabbrica - ha puntualizzato la Marini - e abbiamo preteso di parlare della fabbrica. Su questo siamo stati chiarissimi. Il tema del futuro della Perugina è ben distinto dalla possibilità di nuove iniziative. Siamo disponibili a ragionare di un grande parco tematico solo se sarà all'interno di un progetto industriale e non se è solo uno 'strumentino' sostitutivo degli ammortizzatori sociali. Regione e Comune su questo parlano una sola lingua, nell'interesse della comunità e dei lavoratori". Il prossimo passo, hanno concluso Marini e Romizi, "sarà quello di attivare un momento di discussione con la multinazionale".
Nestlè ha proposto dunque soluzioni per il ricollocamento dei 340 esuberi: "Nell'accordo - prosegue Toia - è previsto che punteremo alla mobilità all'interno del gruppo Nestlè, ci sono già sul piatto 86 posizioni libere e le proporremo ai lavoratori. Abbiamo incaricato la società di placement di trovare soluzioni sul territorio e vogliamo accompagnare queste soluzioni con degli incentivi e programmi di prepensionamento. Poi potranno esserci anche iniziative patrocinate dalla Regione e dal Comune". Negli intenti del gruppo, dunque, la fabbrica da ora in poi darà lavoro a circa 600 persone, tenendo conto di quelle stagionali, proprie della produzione dolciaria.
"Chiarite le posizioni - ha spiegato ancora Toia - noi abbiamo riconfermato il nostro impegno e la volontà di fare di Perugia una fabbrica di cioccolato, soprattutto con marchio Baci, destinato a tutto il mondo. Un'esigenza per poter nel futuro essere più competitivi. In questo anno abbiamo recuperato le ore perse a seguito della dismissione di caramelle e biscotti nel settore cioccolato".
Nestlè va vanti col suo piano industriale da 60 milioni di euro, che procede secondo tempi e termini presentati un anno fa a Istituzioni e parti sociali. Primi risultati dell’export di Baci Perugina che registrano una crescita di oltre il 40%. Allargamento del mercato italiano con il rilancio delle tavolette Tablò e di altri nuovi prodotti. Una Perugina che continuerà a confermarsi secondo player del mercato del cioccolato in Italia per numero di occupati e San Sisto come lo stabilimento di Nestlé con il maggior numero di addetti nel nostro Paese.
Nell’incontro odierno con Regione, Comune e Rappresentanze sindacali, Nestlé Italiana ha respinto fermamente le accuse di non rispettare gli accordi sottoscritti, mettendo sul tavolo il peso di queste evidenze che confermano la scelta del Gruppo di fare di San Sisto il polo di eccellenza nella produzione dei Baci Perugina e del cioccolato Perugina, per l’Italia e per l’estero, e smentiscono quanti in questi giorni hanno parlato di disinvestimenti, ridimensionamenti e passi indietro dell’azienda rispetto agli accordi presi.
"Questo anno sia messo a frutto per un lavoro di mantenimento della capacità industriale, ma anche per evitare che la riorganizzazione dell'azienda si traduca in una riduzione di posti di lavoro e in un'emergenza sociale per i lavoratori". Così, al termine del tavolo tecnico la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini. La scelta di Nestlè di investire sui Baci per farne un brand globale e aumentarne la produzione è considerata dalle istituzioni locali positiva, ma accanto a questo, chiedono che "ci sia da parte del gruppo una proposta nuova di carattere industriale, che possa interessare la regione e il territorio". Per Marini e il sindaco di Perugia, Andrea Romizi, dunque, ci sono margini per recuperare, ma solo se "accanto alla scelta di rendere efficiente la parte produttiva del cioccolato sceglierà anche di integrare produzioni che oggi non si fanno a Perugia", per creare nuove opportunità lavorative sul territorio.
Quanto agli altri argomenti all'ordine del giorno della riunione, anche la questione del parco tematico per valorizzare l'attuale museo del cioccolato. "Durante il vertice - hanno proseguito Romizi e Marini - si è parlato marginalmente anche delle iniziative cosiddette 'extrafabbrica", come la realizzazione di un parco tematicoo. "Oggi il tema per noi e' la fabbrica - ha puntualizzato la Marini - e abbiamo preteso di parlare della fabbrica. Su questo siamo stati chiarissimi. Il tema del futuro della Perugina è ben distinto dalla possibilità di nuove iniziative. Siamo disponibili a ragionare di un grande parco tematico solo se sarà all'interno di un progetto industriale e non se è solo uno 'strumentino' sostitutivo degli ammortizzatori sociali. Regione e Comune su questo parlano una sola lingua, nell'interesse della comunità e dei lavoratori". Il prossimo passo, hanno concluso Marini e Romizi, "sarà quello di attivare un momento di discussione con la multinazionale".