Mediaset, Vivendi diserta l'assemblea. Approvato buyback senza Opa Fininvest
Sara Bennewitz, di Sara BennewitzIl gruppo francese non ha depositato azioni per partecipare all'assise dei soci riunita per approvare il bilancio 2016. Confalonieri: "Nuova causa per l'esecuzione del contratto su Premium". E annuncia una nuova offerta per la Serie A. Critiche dei fondi Amber: "Mediaset è un'azienda vecchia e non può rimanere da sola"
COLOGNO - Vivendi diserta l'assemblea degli azionisti di Mediaset. A Cologno Monzese il gruppo francese non ha depositato azioni per partecipare all'incontro dei soci chiamato ad approvare il bilancio 2016, nominare il collegio sindacale, dare il via libera al piano di acquisto di azioni proprie fino al 10% e alla relazione sulla remunerazione e nominare la società di revisione. In assemblea sono presenti 428 azionisti, per il 51,68% del capitale. Dalla lettura del libro soci è stato confermato che Silvio Berlusconi tramite Fininvest detiene il 39,5% della società e Vivendi il 28,8%. Mediaset inoltre detiene il 3,79% di capitale proprio.
Da quasi il 99% dei soci presenti è arrivato il via libera al riacquisto di azioni proprie - fino al 10% del capitale - senza che Fininvest incorra nell'obbligo di lanciare un'Offerta pubblica di acquisto su tutto il Biscione. La misura rappresenta una azione difensiva che dovrebbe favorire l'aumento de…
Da quasi il 99% dei soci presenti è arrivato il via libera al riacquisto di azioni proprie - fino al 10% del capitale - senza che Fininvest incorra nell'obbligo di lanciare un'Offerta pubblica di acquisto su tutto il Biscione. La misura rappresenta una azione difensiva che dovrebbe favorire l'aumento de…
COLOGNO - Vivendi diserta l'assemblea degli azionisti di Mediaset. A Cologno Monzese il gruppo francese non ha depositato azioni per partecipare all'incontro dei soci chiamato ad approvare il bilancio 2016, nominare il collegio sindacale, dare il via libera al piano di acquisto di azioni proprie fino al 10% e alla relazione sulla remunerazione e nominare la società di revisione. In assemblea sono presenti 428 azionisti, per il 51,68% del capitale. Dalla lettura del libro soci è stato confermato che Silvio Berlusconi tramite Fininvest detiene il 39,5% della società e Vivendi il 28,8%. Mediaset inoltre detiene il 3,79% di capitale proprio.
Da quasi il 99% dei soci presenti è arrivato il via libera al riacquisto di azioni proprie - fino al 10% del capitale - senza che Fininvest incorra nell'obbligo di lanciare un'Offerta pubblica di acquisto su tutto il Biscione. La misura rappresenta una azione difensiva che dovrebbe favorire l'aumento della presa di Fininvest sulla stessa Mediaset, proprio nell'ambito della guerra di posizione con i francesi di Vivendi. Sul punto, il presidente Fedele Confalonieri ha spiegato che l'alleanza doveva essere "qualcosa di molto positivo ed è diventato un elemento fortemente negativo, un intralcio, un condizionamento pesante al nostro sviluppo". Alla luce di questo deterioramento dei rapporti, ha annunciato, si è aperto un nuovo fronte legale: "Poche settimane fa abbiamo nuovamente citato in tribunale Vivendi per violazione contrattuale, concorrenza sleale e violazione della legge sul pluralismo televisivo", ha spiegato Confalonieri, che ha precisato che verrà chiesta l'esecuzione del contratto, oltre il risarcimento.
Quanto alle questioni industriali, relative in particolare a Mediaset Premium, il presidente ha spiegato che "in autunno è prevista una nuova asta per i diritti tv della serie A, noi parteciperemo con l'obiettivo di ottenere la migliore offerta televisiva calcistica per i tifosi italiani". Non è escluso che ci sia un accordo con Tim, anche se ad ora non ci sono trattative. E rispetto alla proposta per la Champions Confalonieri ha spiegato che Mediaset, attraverso Premium, ha "fatto una buona offerta, superiore a quella della volta scorsa. Non è bastato, ma per noi era la cifra giusta". A proposito della pay tv del gruppo, ha sostenuto che "faremo il possibile per riportarla in equilibrio".
Ma anche se la maggioranza dei soci compresi in Assemblea, tra cui il fondo Amber (2,5% del capitale) ha approvato il buy back, non sono mancate le critiche. Il fondo Amber ha infatti dfinito Mediaset "un'azienda vecchia, con una struttura di costi elevata", con il cda costato 62 milioni di euro negli ultimi quattro anni. Il 'Biscione, secondo l'esponente del ofndo attivista Arturo Albano è "convinto di essere ancora di essere negli anni Ottanta e Novanta, ma oggi il mondo è cambiato e lo sono anche i concorrenti". Amber ha comunque riconosciuto che il gruppo è stato aggredito da Vivendi "con modalità molto poco ortodosse. I patti vanno rispettati, ma ciò non toglie che vanno valutati progetti alternativi, partnership strategiche e anche fusioni, altrimenti si compromette il futuro della società". Per Albano "stare da soli è miope". In particolare, Amber ha sottolineato che Mediaset Premium è stata "un'esperienza decisamente negativa e quando si è deciso di entrare si è fatto un errore di valutazione e ora non bisogna perseverare". Amber ha annunciato che voterà a favore del piano di buy back, ma "è necessario assolutamente un cambio di passo, con un taglio dei costi e il perseguimento di nuove strategie. L'azienda non può sopravvivere solo con un buy back".
L'ad Pier Silvio Berlusconi h detto che le critiche costruttive di tutti i soci,"Amber compresa con cui il dilalogo è aperto" sono sempre ben accette, e a chi gli chiedeva uno spaccato sulla raccolta pubblicitaria Berlusconi ha risposto: "Pensiamo di chiudere il semestre con segno positivo, un 'più' relativamente piccolo, considerando il mercato in calo".
Da quasi il 99% dei soci presenti è arrivato il via libera al riacquisto di azioni proprie - fino al 10% del capitale - senza che Fininvest incorra nell'obbligo di lanciare un'Offerta pubblica di acquisto su tutto il Biscione. La misura rappresenta una azione difensiva che dovrebbe favorire l'aumento della presa di Fininvest sulla stessa Mediaset, proprio nell'ambito della guerra di posizione con i francesi di Vivendi. Sul punto, il presidente Fedele Confalonieri ha spiegato che l'alleanza doveva essere "qualcosa di molto positivo ed è diventato un elemento fortemente negativo, un intralcio, un condizionamento pesante al nostro sviluppo". Alla luce di questo deterioramento dei rapporti, ha annunciato, si è aperto un nuovo fronte legale: "Poche settimane fa abbiamo nuovamente citato in tribunale Vivendi per violazione contrattuale, concorrenza sleale e violazione della legge sul pluralismo televisivo", ha spiegato Confalonieri, che ha precisato che verrà chiesta l'esecuzione del contratto, oltre il risarcimento.
Quanto alle questioni industriali, relative in particolare a Mediaset Premium, il presidente ha spiegato che "in autunno è prevista una nuova asta per i diritti tv della serie A, noi parteciperemo con l'obiettivo di ottenere la migliore offerta televisiva calcistica per i tifosi italiani". Non è escluso che ci sia un accordo con Tim, anche se ad ora non ci sono trattative. E rispetto alla proposta per la Champions Confalonieri ha spiegato che Mediaset, attraverso Premium, ha "fatto una buona offerta, superiore a quella della volta scorsa. Non è bastato, ma per noi era la cifra giusta". A proposito della pay tv del gruppo, ha sostenuto che "faremo il possibile per riportarla in equilibrio".
Ma anche se la maggioranza dei soci compresi in Assemblea, tra cui il fondo Amber (2,5% del capitale) ha approvato il buy back, non sono mancate le critiche. Il fondo Amber ha infatti dfinito Mediaset "un'azienda vecchia, con una struttura di costi elevata", con il cda costato 62 milioni di euro negli ultimi quattro anni. Il 'Biscione, secondo l'esponente del ofndo attivista Arturo Albano è "convinto di essere ancora di essere negli anni Ottanta e Novanta, ma oggi il mondo è cambiato e lo sono anche i concorrenti". Amber ha comunque riconosciuto che il gruppo è stato aggredito da Vivendi "con modalità molto poco ortodosse. I patti vanno rispettati, ma ciò non toglie che vanno valutati progetti alternativi, partnership strategiche e anche fusioni, altrimenti si compromette il futuro della società". Per Albano "stare da soli è miope". In particolare, Amber ha sottolineato che Mediaset Premium è stata "un'esperienza decisamente negativa e quando si è deciso di entrare si è fatto un errore di valutazione e ora non bisogna perseverare". Amber ha annunciato che voterà a favore del piano di buy back, ma "è necessario assolutamente un cambio di passo, con un taglio dei costi e il perseguimento di nuove strategie. L'azienda non può sopravvivere solo con un buy back".
L'ad Pier Silvio Berlusconi h detto che le critiche costruttive di tutti i soci,"Amber compresa con cui il dilalogo è aperto" sono sempre ben accette, e a chi gli chiedeva uno spaccato sulla raccolta pubblicitaria Berlusconi ha risposto: "Pensiamo di chiudere il semestre con segno positivo, un 'più' relativamente piccolo, considerando il mercato in calo".