Economia

Stipendi d'oro ai ceo delle banche Usa: guadagnano tre volte gli altri

L'analisi di Bernstein su tredici anni di remunerazioni: in testa alla classifica sempre Jamie Dimon, con un assegno medio intorno ai 20 milioni di dollari.

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MILANO - I banchieri americani guadagnano in media il triplo rispetto ai top manager degli istituti di credito di Asia ed Europa. Questa l'analisi di Bernstein, che in un lungo report ripercorre 13 anni di compensi di figurare apicali come il numero uno di JpMorgan Chase Jamie Dimon, piuttosto che l'ad di Unicredit Jean Pierre Mustier.

Per Chirantan Barua del broker anglosassone, la differenza di stipendio che c'è dall'altra parte dell'oceano non è giustificata. In testa alla classifica dei più pagati, come sempre, svetta Dimon, spesso ai vertici della classifica degli stipendi del Financial Times, che negli ultimi 13 anni ha guadagnato in media sempre più di 20 milioni di dollari. Ma quello che secondo Bernstein è ancora più insolito è che durane il periodo della crisi finanziaria, che per le banche Usa è terminata la settimana scorsa dopo il felice esito dello stress test di 32 su 34 tra i maggiori istituti Usa, è che lo stipendio dei banchieri ha resistito anche alla crisi: "Con tutto il rispetto, ritentiamo che gestire una banca negli Usa non sia più difficile che ristrutturare un colosso come nel casto di Rbs o Unicredit - scrive Chirantan Barua nel suo studio - l'unico caso in cui un manager Usa è sceso sotto i livelli di remunerazione di un istituto europeo durante la crisi finanziaria è stato quello di Vikran Pandit, ad di Citigroup, che nel 2010 in piena crisi ha percepito 1 dollaro di stipendio". Ma tranne questa parentesi, poi Mr Pandit ha recuperato uno stipendio degno del suo incarico.

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"Le pressioni politiche in alcuni Paesi, come in Inghilterra - prosegue l'esperto di Bernstein - dopo il bailout delle banche, hanno inciso sulla politica di remunerazione dei banchieri. Ma in futuro, sia per le banche globali sia per i broker come Deutsche Bank, Credit Suisse, Ubs e Barclays, sia per le banche commerciali come Bnp, Hsbc, Santander e Bbva, non penso che gli azionisti faranno resistenza se i ritorni saranno simili a quelli delle banche americane".

In Italia nel 2016, il più pagato è stato Federico Ghizzoni. L'ex ad di Unicredit ha lasciato Piazza Cordusio alla vigilia dell'aumento di capitale da 13 miliardi con un assegno da 12,8 milioni. Mustier, invece, si è tagliato lo stipendio fisso del 40% a partire dal 2017 (da 2 milioni l'anno, scenderà a 1,2 milioni di fisso) e così per i 6 mesi in cui ha guidato Unicredit nel 2016 ha incassato 950mila euro, cancellandosi anche il bonus di fine anno e aderendo a un sistema di incentivi di medio termine legato alla creazione di valore relativa al piano presentato lo scorso dicembre da Unicredit. I guai che hanno portato l'istituto di Gae Aulenti alla ricapitalizzazione non hanno intaccato i 740 dei vertici: i 27 top manager di Unicredit si sono spartiti 27,9 milioni.

Tanti, ma meno dei 42,4 (+10% sul 2015) destinanti nel 2016 ai 58 top manager di Intesa Sanpaolo. In Cà de Sass il più pagato non è il numero uno Carlo Messina, fermo a 4,1 milioni, ma Gaetano Micciché: l'ex dg di Banca Imi ha percepito 4,4 milioni, grazie a un patto di non concorrenza da 1,35 milioni. Tra i compensi d'oro del 2016, va segnalato Fabrizio Viola, che se ne è andato da Mps con in tasca un assegno da 3,3 milioni. Il suo successore Marco Morelli ha incassato sull'unghia 300mila euro come bonus d'ingresso. Risultato: il disastrato istituto toscano ha pagato il top management nel 2016 ben 13 milioni, il 44% in più dell'anno precedente.
 
Gli amministratori delegati più pagati in banca
CEO BANCA PAGA 2015 (mln $)
Jamie Dimon Jp Morgan Chase 27,6
Lloyd Blankfein Goldman Sachs 23,4
Bill Winters Standard Chartered 22,4*
James Gorman Morgan Stanley 21,2
Tidjane Thiam Credit Suisse 21,1*
John Stumpf Wells Fargo 19,3
Michael Corbat Citigroup 16,5
Brian Moynihan Bank of America 16,4
Sergio Ermotti Ubs 14,9
Stuart Gulliver Hsbc 11,2
* include bonus straordinario d'ingresso. Fonte: Financial Times - Equilar