MILANO - Jeff Bezos rimette in fresco lo champagne: appena festeggiato il momentaneo sorpasso su Bill Gates come Paperon dei Paperoni al mondo, ha visto la sua Amazon registrare conti inferiori alle aspettative. Proprio la società re dell'e-commerce che ha permesso al patrimonio del suo fondatore di fare un balzo pazzesco negli ultimi mesi, sopra 90 miliardi di dollari, e che negli ultimi giorni aveva superato i 500 miliardi di capitalizzazione, delude le attese.
Nel secondo trimestre del 2017, Amazon ha registrato 197 milioni di dollari di utili, in calo del 77% rispetto a 857 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. I profitti per azione sono passati a 40 centesimi da 1,78 dollari in un anno, decisamente sotto le attese degli analisti per un dato a 1,41 dollari per titolo. A pesare sono state le spese operative in aumento sopra i 37 miliardi di dollari: i costi per onorare gli ordini fatti dai consumatori sul sito Amazon sono saliti del 33% in un anno e qulle in tecnologia e contenuti sono aumentate del 43%. Nella call a commento dei conti, il direttore finanziario Brian Olsavsky ha spiegato che il trimestre appena finito è tipicamente quello con i maggiori investimenti. Nel periodo, i ricavi del colosso americano del commercio elettronico sono saliti del 25% a 38 miliardi di dollari, meglio delle previsioni per 37,2 miliardi; se non ci fossero stati cambi sfavorevoli che hanno pesato per 502 milioni di dollari, il gruppo di Bezos avrebbe messo a segno vendite in rialzo del 26% rispetto al secondo trimestre del 2016.
Quanto al periodo alle spalle, Amazon web services (Aws), la divisione di cloud computing, ha generato un fatturato per 4,1 miliardi (+42% annuo), in linea alle previsioni del mercato per un dato a 4,08 miliardi. In questo mercato Amazon resta di gran lunga il leader ma la competizione con Microsoft e Google (alphabet) si fa agguerrita. E' difficile fare però confronti dettagliati visto che tra i tre gruppi, soltanto quello di Seattle offre dati precisi sulle attività cloud. Non sono stati solo gli utili a deludere gli investitori, che per due giorni di fila hanno permesso ad Amazon di mantenere una capitalizzazione di almeno 500 miliardi di dollari. Anche le stime per il terzo trimestre fiscale, quello in corso, non hanno soddisfatto.
Come nota Bloomberg, la trimestrale di Amazon ricorda che lo sforzo del re dell'e-commerce di portare i consumatori fuori dai negozi e trascinarli in rete non è economico, così come non è gratis dominare i servizi per il web e il cloud. Non a caso, per la prima volta dal 2015 arriva l'indicazione di una potenziale perdita trimestrale, dovuta ai costi maggiori: la seconda parte dell'anno rischia di essere la più dispendiosa, sia per le assunzioni e i piani di rafforzamento, e l'utile operativo infatti potrebbe variare tra una perdita di 400 milioni a un guadagno di 300. Il gruppo si aspetta ricavi tra i 39,25 miliardi e i 41,75 miliardi di dollari ossia in rialzo del 20-28% rispetto allo stesso periodo del 2016. La previsione include un impatto sfavorevole di circa 125 milioni di dollari dovuto alle fluttuazioni valutarie. In attesa dei conti, il titolo Amazon ieri aveva chiuso la seduta in ribasso dello 0,65% a 1.046 dollari. Nel dopo mercato ha ceduto oltre il 3% e così Bezos - che ieri è stato brevemente l'uomo più ricco al mondo superando il fondatore di Microsoft, Gates - ha visto sfumare il suo primato nel Bloomberg Billionair Index. Da inizio anno ha comunque guadagnato il 39,4% e negli ultimi 12 mesi il 42%.
Nel secondo trimestre del 2017, Amazon ha registrato 197 milioni di dollari di utili, in calo del 77% rispetto a 857 milioni dello stesso periodo dello scorso anno. I profitti per azione sono passati a 40 centesimi da 1,78 dollari in un anno, decisamente sotto le attese degli analisti per un dato a 1,41 dollari per titolo. A pesare sono state le spese operative in aumento sopra i 37 miliardi di dollari: i costi per onorare gli ordini fatti dai consumatori sul sito Amazon sono saliti del 33% in un anno e qulle in tecnologia e contenuti sono aumentate del 43%. Nella call a commento dei conti, il direttore finanziario Brian Olsavsky ha spiegato che il trimestre appena finito è tipicamente quello con i maggiori investimenti. Nel periodo, i ricavi del colosso americano del commercio elettronico sono saliti del 25% a 38 miliardi di dollari, meglio delle previsioni per 37,2 miliardi; se non ci fossero stati cambi sfavorevoli che hanno pesato per 502 milioni di dollari, il gruppo di Bezos avrebbe messo a segno vendite in rialzo del 26% rispetto al secondo trimestre del 2016.
Quanto al periodo alle spalle, Amazon web services (Aws), la divisione di cloud computing, ha generato un fatturato per 4,1 miliardi (+42% annuo), in linea alle previsioni del mercato per un dato a 4,08 miliardi. In questo mercato Amazon resta di gran lunga il leader ma la competizione con Microsoft e Google (alphabet) si fa agguerrita. E' difficile fare però confronti dettagliati visto che tra i tre gruppi, soltanto quello di Seattle offre dati precisi sulle attività cloud. Non sono stati solo gli utili a deludere gli investitori, che per due giorni di fila hanno permesso ad Amazon di mantenere una capitalizzazione di almeno 500 miliardi di dollari. Anche le stime per il terzo trimestre fiscale, quello in corso, non hanno soddisfatto.
Come nota Bloomberg, la trimestrale di Amazon ricorda che lo sforzo del re dell'e-commerce di portare i consumatori fuori dai negozi e trascinarli in rete non è economico, così come non è gratis dominare i servizi per il web e il cloud. Non a caso, per la prima volta dal 2015 arriva l'indicazione di una potenziale perdita trimestrale, dovuta ai costi maggiori: la seconda parte dell'anno rischia di essere la più dispendiosa, sia per le assunzioni e i piani di rafforzamento, e l'utile operativo infatti potrebbe variare tra una perdita di 400 milioni a un guadagno di 300. Il gruppo si aspetta ricavi tra i 39,25 miliardi e i 41,75 miliardi di dollari ossia in rialzo del 20-28% rispetto allo stesso periodo del 2016. La previsione include un impatto sfavorevole di circa 125 milioni di dollari dovuto alle fluttuazioni valutarie. In attesa dei conti, il titolo Amazon ieri aveva chiuso la seduta in ribasso dello 0,65% a 1.046 dollari. Nel dopo mercato ha ceduto oltre il 3% e così Bezos - che ieri è stato brevemente l'uomo più ricco al mondo superando il fondatore di Microsoft, Gates - ha visto sfumare il suo primato nel Bloomberg Billionair Index. Da inizio anno ha comunque guadagnato il 39,4% e negli ultimi 12 mesi il 42%.