Economia

Trevi, sopravvivenza a rischio. Semestre in rosso

La società della famiglia Trevisan e partecipata dalla Cassa Depositi e Prestiti ha registrato in sei mesi una perdita di oltre 100 milioni di euro. Manca l'accordo con le banche sul debito

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MILANO - Crollo in Borsa per Trevi Finanziaria industriale dopo la pubblicazione di una semestrale in forte rosso (-118 milioni il risultato netto) e le numerose incertezze espresse dal cda sia sul raggiungimento di un accordo con le banche sul debito sia sulla realizzazione del piano industriale. Le azioni cadono del 16% a 0,64 euro. Il gruppo di ingegneria del sottosuolo e macchine per fondazioni e perforazioni, partecipato dalla Cassa depositi e prestiti (16,8%) e in mano alla famiglia Trevisan con il 39%, ha visto scendere i ricavi dell'11,2% nel semestre a 519,3 milioni in particolare per l'andamento negativo del segmento Oil&gas: l'Ebitda è negativo per quasi 19 milioni e il risultato netto è in rosso per 118,3 milioni.

Pur avendo redatto la semestrale nel presupposto della continuità aziendale, Trevi ha segnalato quattro incertezze che "possono fare sorgere significativi dubbi sulle capacità della società e del gruppo di continuare a operare sulla base del presupposto della continuità aziendale": la sottoscrizione dell'accordo di standstill con le banche e l'effettività operatività delle linee di credito, la positiva conclusione delle negoziazioni sul riscadenziamento del debito, il mancato esercizio da parte degli obbligazionisti (detentori del bond da 50 milioni con scadenza 2019) dei rimedi previsti dal regolamento del titolo nell'attuale situazione finanziaria della società, la realizzazione degli obiettivi del piano. "Risultati molto negativi - commenta una casa di investimento - focus sulla ristrutturazione del debito in atto". Il secondo trimestre è stato "molto sotto le attese", aggiunge un altro broker che ritiene "probabile un aumento di capitale fortemente diluitivo".