Su ordine del pm milanese, Silvia Bonardi, gli investigatori sono alla ricerca dei documenti che tracciano la mossa con la quale la società francese, lo scorso anno, ha acquistato azioni Mediaset, nel tentativo di scalata alle televisioni di Cologno Monzese dopo che è saltato l'accordo per l'acquisizione di Mediaset Premium.
"L'iscrizione dei dirigenti di Vivendi nel registro della Procura di Milano è il risultato della denuncia infondata e ingiuriosa presentata da Berlusconi contro Vivendi dopo la sua ascesa al capitale di Mediaset. Questo atto non indica in alcun modo un' accusa nei confronti di qualcuno", è il commento di Vivendi, che aggiunge anche che la società è "trasparente" e "l'indagine è di routine".
Nell'inchiesta, nata da una denuncia della Fininvest, è indagato per aggiotaggio proprio il numero uno di Vivendi, Bolloré, insieme all'amministratore delegato della società, Arnaud de Puyfontaine.
I movimenti del titolo Mediaset e l'ipotesi di aggiotaggio
Dopo un mese d'indagine i pm milanesi Fabio De Pasquale e Stefano Civardi hanno iscritto il finanziere Vincent Bolloré, principale azionista di Vivendi, sul registro degli indagati per concorso in aggiotaggio. Nel mirino la scalata a Mediaset. Gli inquirenti si muovono da un esposto degli italiani. Secondo la famiglia Berlusconi Vivendi avrebbe fatto un passo indietro rispetto agli accordi per comprare Mediaset Premium - e scambiarsi contestualmente un pacchetto del 3,5% del capitale delle due aziende - proprio per deprimere il titolo del Biscione. A quel punto, i francesi avrebbero potuto avviare la scalata alle televisioni a prezzi più convenienti
@randacio