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Moody's mantiene il giudizio negativo sulle banche italiane, pesano le sofferenze

Il ministro Padoan replica: "C'è stata una accelerazione nella loro riduzione". Do Bank e Cerved in pista per i crediti del Monte dei Paschi
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MILANO - L'agenzia di rating Moody's continua a giudicare troppo pesante la presenza di crediti problematici all'interno dei bilanci bancari e giudica "negativo" l'outlook sul sistema del credito italiano. Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, non ci sta e risponde che i non performing loan (npl) stanno calando rapidamente, come osservano altri istituti.

In un report pubblicato di prima mattina, Moody's spiega che il giudizio negativo riflette "la persistente pressione sulle banche affiché riducano i loro ampi stock di crediti problematici", che convive con "limitate opportunità di raccogliere capitali, persistente debolezza della capacità di profitto e un'esposizione significativa" al debito pubblico italiano. Secondo gli esperti del rating, questo quadro è soltanto "parzialmente mitigato" da una leggera accelerazione della crescita economica e da una diminuzione dei flussi di ing…
MILANO - L'agenzia di rating Moody's continua a giudicare troppo pesante la presenza di crediti problematici all'interno dei bilanci bancari e giudica "negativo" l'outlook sul sistema del credito italiano. Il ministro dell'Economia, Pier Carlo Padoan, non ci sta e risponde che i non performing loan (npl) stanno calando rapidamente, come osservano altri istituti.

In un report pubblicato di prima mattina, Moody's spiega che il giudizio negativo riflette "la persistente pressione sulle banche affiché riducano i loro ampi stock di crediti problematici", che convive con "limitate opportunità di raccogliere capitali, persistente debolezza della capacità di profitto e un'esposizione significativa" al debito pubblico italiano. Secondo gli esperti del rating, questo quadro è soltanto "parzialmente mitigato" da una leggera accelerazione della crescita economica e da una diminuzione dei flussi di ingresso in sofferenza dei crediti.

Anche la crescita, che pure sta accelerando, "rimane al di sotto dei competitor. Ci aspettiamo che il Pil reale italiano cresca dell'1,3% nel 2018, più dell'anno precedente ma a un ritmo insufficiente" per dare vita a una ripresa significativa dei profitti. I crediti problematici, d'altra parte, "scenderanno gradualmente, ma rimangono alti". Secondo l'agenzia la maggior parte delle banche (nel campione ne ha osservate 23) cercheranno di risolvere i loro problemi di npl lavorandoli al loro interno, visto che la "cessione condurrebbe a perdite che richiederebbero nuovi capitali, che sarebbero difficili da raccogliere".

A pochi giorni dalla diffusione delle linee guida della Bce, che chiedono uno sforzo aggiuntivo sul tema, Moody's ricorda che alla fine dello scorso anno i nostri istituti avevano in bilancio 349 miliardi di crediti deteriorati, lo stock più alto in Europa, che rappresentava il 17,3% dei loro prestiti lordi, più di tre volte la media dell'Unione Europea (5,1%). Anche se gli accantonamenti sono migliorati salendo "adesso al 51%" si tratta comunque di una soglia "appena sopra il 50% del livello pre-crisi del 2007" e comunque "generalmente inferiore al livello che sarebbe richiesto per vendere questi asset sul mercato". Per l'agenzia è invece positiva la riduzione dei flussi di nuovi Npl attesa nel 2018 in quanto "ridurrà gli accantonamenti e sosterrà la redditività". Tuttavia la capacità di generare utili "resterà debole nel 2018" sulla scorta di una serie di fattori che pesano sui ricavi come, per esempio, "i bassi tassi di interesse e la limitata crescita dei prestiti".
L'ammontare dei crediti problematici sul totale: per Moody's l'Italia migliora, ma ancora non c'è partita rispetto al resto d'Europa 
Nonostante quest'ultima concessione, la disamina dell'agenzia non va giù a Padoan, che intervenendo in radio sulla manovra finanziaria commenta l'analisi: "La questione degli Npl negli ultimi mesi sta avendo una accelerazione positiva, dall'inizio dell'anno sono diminuiti del 25%". A "Radio Anch'io" su Rai Radio1, a chi gli chiedeva in merito alla decisione dell'agenzia di rating ha replicato: "Non entro nel giudizio di Moody's, mi limito a dire che ci sono giudizi positivi da altri istituti". D'altra parte, anche nel Documento programmatico di bilancio inviato a Bruxelles e approvato insieme alla legge di Bilancio, il Tesoro scrive nero su bianco che il miglioramento del barometro per le banche italiane le dovrebbe trasfomrare finalmente in un supporto alla crescita: "Il recente declino dei costi di finanziamento delle banche, se traslato alla clientela, potrebbe incrementare il tasso di crescita del PIL in misura pari a 0,1 punti nel 2018 e a 0,2 punti nei due anni seguenti".

E proprio mentre va in scena questo botta e risposta, DoBank e Mps hanno firmato un accordo preliminare per definire l'incarico per affidare alla ex società di Unicredit la gestione di un pacchetto di 8 miliardi lordi di sofferenze della banca senese, nell'ambito della vendita e cartolarizzazione di un portafoglio di crediti in sofferenza da 26 miliardi di euro complessivi originati dal gruppo Mps. Cerved è stata invece incaricata da Quaestio, la società che gestisce il Fondo Atlante II, per lo special servicing di altri 13 miliardi di crediti in sofferenza di Mps, sempre parte della cartolarizzazione da 26 miliardi.