Economia

Generali, utile in calo nei primi nove mesi

Il risultato netto in flessione del 9,9% a 1,46 miliardi, ma in linea con le attese degli analisti. Il cfo Lubelli: "Confermato l'obiettivo di 5 miliardi di divedendi entro il 2019"

2 minuti di lettura
MILANO - Generali segna nei primi nove mesi dell'anno un utile netto di 1.463 milioni, flessione del 9,9% dallo stesso periodo del 2016, per effetto anche delle attività operative cessate di -253 milioni, con una minusvalenza sulle attività olandesi. L'utile  è in linea al consensus degli analisti che si attestava a 1.427 milioni. Prima delle attività cessate il risultato cresce del 7,2%. I premi sono stabili a 51.638 milioni, come è stabile il risultato operativo per 3.620 milioni.

Per quanto riguarda i dividendi, Generali conferma "l'obiettivo di un pagamento totale di cinque miliardi entro l'anno 2019". Lo ha dichiarato in conference call con le agenzie il cfo del gruppo assicurativo, Luigi Lubelli, precisando che "non abbiamo stime, ma obiettivi pubblici per quanto riguarda cassa e dividendi, e rimangono quelli".

"In italia registriamo un aumento dei prezzi e in generale un miglioramento delle condizioni del mercato. Di solito non diamo dati spaccati per paese ma siamo molto contenti della performance italiana", sostiene Lubelli. Nessun commento, invece, sulla vendita di Generali Leben: "In Germania stiamo andando avanti con la riorganizzazione, quando ci saranno novità le comunicheremo al mercato", ha precisato il manager. "Gli eventuali proventi della vendita di Generali Leben non sono stati computati" nel piano di dismissioni di Generali. Generali aveva annunciato un piano di uscita dai Paesi non core con un incasso complessivo di 1 miliardo di euro circa. I proventi della cessione di Generali Leben si aggiungerebbero a questa somma.

Nel dettaglio il cda ha approvato i conti dei nove mesi che vedono un risultato operativo stabile a 3,6 miliardi di euro e un operating roe annualizzato al 13,2% "in linea con i target di piano", a fronte di premi complessivi di gruppo pari a 51,63 miliardi (stabili in termini omogenei sul 2016). In particolare, si registra una lieve flessione del vita (-0,7%), la cui raccolta netta supera comunque 8,2 miliardi, e una crescita del danni (+1,4%). L'utile netto di gruppo si assesta a 1,463 miliardi (-9,9%) ma riflette, tra l'altro, una minusvalenza di 253 milioni legata alla dismissione delle attività olandesi: senza questo elemento una tantum, i profitti sarebbero in crescita del 7,2% a 1,9 miliardi.

Risulta ulteriormente rafforzata la posizione di capitale con il regulatory solvency ratio al 195% (dal 178% di fine 2016), mentre l'economic solvency ratio è arrivato al 215% (dal 194% di fine 2016). Il combined ratio si è attestato al 93%, in crescita di 0,7 punti base. "I risultati dei nove mesi confermano l'ottimo andamento della nostra performance e il business continua a crescere grazie all'esecuzione della nostra strategia", ha sottolineato Lubelli, che evidenza anche il forte aumento degli asset di terzi in gestione, superiore al 13%, grazie alla performance di banca generali. "La ricerca continua dell'eccellenza è evidenziata dall'ottimo combined ratio nonostante l'aumento dei sinistri catastrofali", aggiunge il manager.