Economia

Unicredit, più commissioni e meno rettifiche su crediti nei primi nove mesi

Mustier: confermati i target 2019 e il dividendo sul 2017, con un pay out pari al 20% dell'utile rettificato. Ricavi in calo nel terzo trimestre, in miglioramento il rapporto costi/ricavi

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MILANO -  Unicredit conferma i dati preliminari: i primi 9 mesi del gruppo si chiudono con un utile di 4,7 miliardi di euro (3 miliardi rettificando il dato per le cessioni di Bank Pekao e Pioneer e per l'onere straordinario da 80 milioni del segmento "non core". I ricavi ammontano a 14,8 miliardi (-2,7% rispetto allo stesso periodo del 2016). Sempre nei primi 9 mesi il margine di interesse si è attestato a 7,7 miliardi (-2,2% rispetto ad un anno fa) per effetto dei ridotti tassi di interesse. Solido contributo infine delle commissioni a 5 miliardi (+5,5%), sostenute dalla crescita della raccolta gestita (asset under management).

Il Cet1 Ratio Fully loaded è al 13,81% nel terzo trimestre grazie alla vendita di Pioneer e alla generazione di utili. Sempre nel terzo trimestre, l'utile netto rettificato è in aumento dell'87% a 838 milioni. Durante il trimestre l'organico è sceso di 1.223 dipendenti (full time equivalent), oltre 7.200 in meno da dicembre 2015, pari al 51% della riduzione pianificata di 14.000 unità entro il 2019. I ricavi nel trimestre ammontano a 4,6 miliardi (-8,5% trimestre su trimestre, -3,9% anno su anno), per effetto della stagionalità del terzo trimestre e del calo del trading.

Resta costante l'attenzione ai costi operativi, in riduzione di 3,8% a 8,6 miliardi, con un rapporto costi/ricavi in miglioramento al 57,9%. Le rettifiche su crediti sono in calo a 1,8 miliardi (-30,1% nei primi nove mesi) con minor costo del rischio a 54 punti base. Nel terzo trimestre i crediti deteriorati netti sono pari al 5% dei crediti totali. La copertura degli npl sale al 56,5% dal 52,2% del terzo trimestre 2016. Unicredit sottolinea che prosegue l'attività di derisking, con una riduzione dei crediti deteriorati lordi a 51,3 miliardi, -31,5% annuo, e dei crediti deteriorati netti a 22,3 miliardi, "in linea con il raggiungimento del target del 2019 a 20,2 miliardi".

Parlando con gli analisti, l'amministratore delegato Jean Pierre Mustier ha confermato i target 2019, tra cui quello di un coefficiente Cet1 sopra il 12,5% e ha ribadito che il payout sul bilancio 2017 (in pagamento nel 2018) sarà pari al 20% (calcolato sull'utile rettificato). L'ad della banca ha anche aggiunto che l'impatto dell'addendum Bce sugli Npl è per Unicredit pienamente gestibile. Commentando infine il prossimo arrivo di Fabrizio Saccomanni, Mustier si è detto "felice" del nuovo presidente di Unicredit, che verrà nominato in primavera.