MILANO - Una redistribuzione tra pensionati di diversa classe economica e una maggiore equità tra generazioni. Il tema del rinvio dell'innalzamento dell'età per la pensione a 67 anni vede da tempo il presidente dell'Inps, Tito Boeri, manifestamente contrario. E' stato proprio lui a configurare un pericolo da svariate decine di miliardi per i conti pubblici, qualora si evitasse di adeguare l'età del ritiro alla speranza di vita. Oggi Boeri torna alla carica sul tema, aggiungendo alcune considerazioni ulteriori.
"Le persone con pensioni più alte hanno una speranza di vita più lunga e quindi una redistribuzione da un pensionato ricco a uno più povero avrebbe senso", ha detto Boeri, rispondendo a una domanda sulle differenze nell'ambito della sostenibilità del sistema pensionistico. Il presidente Inps è intervenuto alla presentazione dell'Osservatorio Cerved sulle Pmi, a Milano.
"Il punto è che in un sistema in cui le pensioni di oggi vengono pagate dagli attuali lavoratori, se non adeguiamo l'età pensionabile alla speranza di vita aumentiamo il carico fiscale e contributivo che pesa sui lavoratori e quindi distruggiamo l'occupazione", ha quindi specificato.
Boeri ha aperto alla propsta di istituire una commissione per il calcolo delle differenze della speranza di vita in base al lavoro che si svolge. "Bisogna dare la possibilità a questa Commissione, di cui si parla in questi giorni, di poter lavorare liberamente senza predeterminare le categorie di lavoratori", ha detto. "La commissione deve avere un ruolo, è importante che tutte le decisioni non vengano prese prima che la commissione venga creata. E' chiaro che se già uno decide a priori quali sono i lavori che devono essere esentati", lasciando in sospeso il pensiero ma muovendo implicitamente una critica alle mosse del governo che vuole salvaguardare la platea di lavoratori usuranti al meccanismo automatico.
"Le persone con pensioni più alte hanno una speranza di vita più lunga e quindi una redistribuzione da un pensionato ricco a uno più povero avrebbe senso", ha detto Boeri, rispondendo a una domanda sulle differenze nell'ambito della sostenibilità del sistema pensionistico. Il presidente Inps è intervenuto alla presentazione dell'Osservatorio Cerved sulle Pmi, a Milano.
"Il punto è che in un sistema in cui le pensioni di oggi vengono pagate dagli attuali lavoratori, se non adeguiamo l'età pensionabile alla speranza di vita aumentiamo il carico fiscale e contributivo che pesa sui lavoratori e quindi distruggiamo l'occupazione", ha quindi specificato.
Boeri ha aperto alla propsta di istituire una commissione per il calcolo delle differenze della speranza di vita in base al lavoro che si svolge. "Bisogna dare la possibilità a questa Commissione, di cui si parla in questi giorni, di poter lavorare liberamente senza predeterminare le categorie di lavoratori", ha detto. "La commissione deve avere un ruolo, è importante che tutte le decisioni non vengano prese prima che la commissione venga creata. E' chiaro che se già uno decide a priori quali sono i lavori che devono essere esentati", lasciando in sospeso il pensiero ma muovendo implicitamente una critica alle mosse del governo che vuole salvaguardare la platea di lavoratori usuranti al meccanismo automatico.