MILANO - Grandi rivoluzioni in vista nell'azionariato e nella gestione di Uber, la società dell'applicazione per gli autisti che è finita in una spirale di difficoltà legali e manageriali dopo una fortissima stagione di crescita. Ma che si appresta a stabilire un record, avviando la maggior operazione sul capitale fuori dal mercato mai vista per una startup.
La società di San Francisco ha siglato l'accordo di massima per il massiccio investimento da parte di un consorzio di investitori capitanato dai giapponesi di Softbank, di cui fa parte anche Dragoneer (una società con sede a San Francisco)". E' un'intesa, ha spiegato un portavoce, "riguardo a un possibile investimento. Riteniamo che questo accordo sia un importante segnale di fiducia sul potenziale di Uber nel lungo periodo". La ricostruzione di Bloomberg parla di un'iniezione di capitale da 1 miliardo da parte d Softbank, cui farà seguito un'offerta d'acquisto da altri 9 miliardi di dollari agli attuali azionisti di Uber.
Softbank, un gruppo nipponico di proprietà del miliardario Masayoshi Son, da diversi mesi aveva reso nota la sua intenzione di investiere in Uber per raggiungere una partecipazione di circa il 14%. Softbank già controlla Sprint, il terzo operatore di tlc Usa. La sua offerta definita "amichevole" è rivolta agli azionisti di Uber e durerà circa un mese. Secondo l'agenzia Usa, Softbank con Dragoneer investment group e General Atlantic dovrebbe mettere sul piatto in tutto 10 miliardi. L'investimento diretto in Uber dovrebbe esser fatto a un prezzo in linea con la valutazione di 70 miliardi della compagnia, mentre l'acquisto delle azioni dai soci già esistenti potrebbe arrivare a una valutazione inferiore. In ogni caso, ci sarà un nuovo esercito di milionardi in California, se i manager e dipendenti della prima ora (che avevano intestate azioni della società) decideranno di conferirle all'offerta. Anche il fondatore Kalanick potrebbe fare cassa.
Un accordo tra Uber e SoftBank era reso difficile dal braccio di ferro dentro la app mobile proprio tra l'ex amministratore delegato, Kalanick, e il fondo californiano Benchmark, che si era attivato per chiedere le sue dimissioni. Sembrerebbe che su questo fronte sia stato trovato un accordo in base al quale Benchmark sospende le sue accuse e Kalanick autorizza Softbank a prendersi i due seggi nel cda.
Nei giorni scorsi d'altra parte era stato preparato il terreno della governance per questa rivoluzione nella struttura societaria, con l'orizzonte di portare Uber in Borsa entro due anni. Il consiglio di amministrazione ha votato all'unanimità - una rarità visti i recenti scontri al vertice della società - per la riforma proposta dal nuovo amministratore delegato Dara Khosrowshahi. Il board ha deciso di eliminare i super diritti di voto che fino a poco fa hanno garantito ai fondatori (Kalanick e Garrett Camp) e ai primi investitori di Uber, come il fondo Benchmark, il controllo della società anche con quote di minoranza nel capitale.
L'ingresso di Softbank nel capitale di Uber è una buona notizia per la società Usa, la quale intende lasciarsi alle spalle lo scandalo sulle molestie sessuali che ha portato alle dimissioni di Kalanaick. Dal punto di vista industriale, il nuovo socio forte - che ha grande esperienza in fatto di tecnologie - potrebbe essere il grimaldello di Uber per aprire nuovi mercati nell'Est del mondo.
La società di San Francisco ha siglato l'accordo di massima per il massiccio investimento da parte di un consorzio di investitori capitanato dai giapponesi di Softbank, di cui fa parte anche Dragoneer (una società con sede a San Francisco)". E' un'intesa, ha spiegato un portavoce, "riguardo a un possibile investimento. Riteniamo che questo accordo sia un importante segnale di fiducia sul potenziale di Uber nel lungo periodo". La ricostruzione di Bloomberg parla di un'iniezione di capitale da 1 miliardo da parte d Softbank, cui farà seguito un'offerta d'acquisto da altri 9 miliardi di dollari agli attuali azionisti di Uber.
Softbank, un gruppo nipponico di proprietà del miliardario Masayoshi Son, da diversi mesi aveva reso nota la sua intenzione di investiere in Uber per raggiungere una partecipazione di circa il 14%. Softbank già controlla Sprint, il terzo operatore di tlc Usa. La sua offerta definita "amichevole" è rivolta agli azionisti di Uber e durerà circa un mese. Secondo l'agenzia Usa, Softbank con Dragoneer investment group e General Atlantic dovrebbe mettere sul piatto in tutto 10 miliardi. L'investimento diretto in Uber dovrebbe esser fatto a un prezzo in linea con la valutazione di 70 miliardi della compagnia, mentre l'acquisto delle azioni dai soci già esistenti potrebbe arrivare a una valutazione inferiore. In ogni caso, ci sarà un nuovo esercito di milionardi in California, se i manager e dipendenti della prima ora (che avevano intestate azioni della società) decideranno di conferirle all'offerta. Anche il fondatore Kalanick potrebbe fare cassa.
Un accordo tra Uber e SoftBank era reso difficile dal braccio di ferro dentro la app mobile proprio tra l'ex amministratore delegato, Kalanick, e il fondo californiano Benchmark, che si era attivato per chiedere le sue dimissioni. Sembrerebbe che su questo fronte sia stato trovato un accordo in base al quale Benchmark sospende le sue accuse e Kalanick autorizza Softbank a prendersi i due seggi nel cda.
Nei giorni scorsi d'altra parte era stato preparato il terreno della governance per questa rivoluzione nella struttura societaria, con l'orizzonte di portare Uber in Borsa entro due anni. Il consiglio di amministrazione ha votato all'unanimità - una rarità visti i recenti scontri al vertice della società - per la riforma proposta dal nuovo amministratore delegato Dara Khosrowshahi. Il board ha deciso di eliminare i super diritti di voto che fino a poco fa hanno garantito ai fondatori (Kalanick e Garrett Camp) e ai primi investitori di Uber, come il fondo Benchmark, il controllo della società anche con quote di minoranza nel capitale.
L'ingresso di Softbank nel capitale di Uber è una buona notizia per la società Usa, la quale intende lasciarsi alle spalle lo scandalo sulle molestie sessuali che ha portato alle dimissioni di Kalanaick. Dal punto di vista industriale, il nuovo socio forte - che ha grande esperienza in fatto di tecnologie - potrebbe essere il grimaldello di Uber per aprire nuovi mercati nell'Est del mondo.