MILANO - Schiarite sul fronte Carige. Dopo lo stop alle negoziaizioni di titoli deciso dalla Consob, nel pomeriggio è arrivato l'annuncio da parte del socio principale, Vittorio Malacalza, a sottoscrivere la propria quota di aumento di capitale, pari al 17,6%. Quasi simultaneamente è arrivato anche quello di Gabriele Volpi, secondo azionista, che si impegna a salire fino al 9,99% dal 6% attuale. Ieri il cda della banca aveva fatto sapere di avere raccolto impegni all'11,75% del capitale sociale.
Questa mattina l'organismo di regolamentazione della Borsa aveva deciso lo stop "in quanto l'attuale contesto informativo non garantisce la trasparenza, l'ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori, in ragione dell'incertezza in merito all'operazione di aumento di capitale e alle eventuali iniziative in corso da parte della Banca e delle competenti autorità per la vigilanza prudenziale". La sospensione temporanea riguarda le negoziazioni nei mercati regolamentati e nei sistemi multilaterali di negoziazione italiani relativamente ai titoli emessi o garantiti da Banca Carige.
Una decisione arrivata all'indomani di una giornata molto difficile per l'istuto ligure, con lo scontro aperto tra Vittorio Malacalza e il consorzio di garanzia che nella notte tra mercoledì e giovedì aveva annunciato di volersi sfilare dalla ricapitalizzazione. All'orgine il mancato impegno da parte di Malacalza a fare la propria parte nell'aumento di capitale. Poi nel corso della giornata di ieri era stato lo stesso Malacalza a chiarire l'intenzione di salire al 28%.
Senza il semaforo vedere del consorzio di garanzia, impegnato a sottoscrivere l'inoptato, la ricapitalizzazione rischia di fallire. E il tempo è molto risicato: la Bce ha dato tempo fino al 31 dicembre.
Questa mattina l'organismo di regolamentazione della Borsa aveva deciso lo stop "in quanto l'attuale contesto informativo non garantisce la trasparenza, l'ordinato svolgimento delle negoziazioni e la tutela degli investitori, in ragione dell'incertezza in merito all'operazione di aumento di capitale e alle eventuali iniziative in corso da parte della Banca e delle competenti autorità per la vigilanza prudenziale". La sospensione temporanea riguarda le negoziazioni nei mercati regolamentati e nei sistemi multilaterali di negoziazione italiani relativamente ai titoli emessi o garantiti da Banca Carige.
Una decisione arrivata all'indomani di una giornata molto difficile per l'istuto ligure, con lo scontro aperto tra Vittorio Malacalza e il consorzio di garanzia che nella notte tra mercoledì e giovedì aveva annunciato di volersi sfilare dalla ricapitalizzazione. All'orgine il mancato impegno da parte di Malacalza a fare la propria parte nell'aumento di capitale. Poi nel corso della giornata di ieri era stato lo stesso Malacalza a chiarire l'intenzione di salire al 28%.
Senza il semaforo vedere del consorzio di garanzia, impegnato a sottoscrivere l'inoptato, la ricapitalizzazione rischia di fallire. E il tempo è molto risicato: la Bce ha dato tempo fino al 31 dicembre.