MILANO - Il giudice Vincenzo Perozziello ha rinviato al 27 febbraio per una richiesta di riunificazione le due cause civili con al centro il contenzioso tra Mediaset-Finivest e Vivendi. Se entro quella data le parti non raggiungeranno un accordo relativo alla mediazione inizierà la discussione nel merito del procedimento. Negli ultimi giorni hanno però ripreso quota le possibilità di una intesa per mediare.
Da quanto si è saputo questa mattina, in una udienza lampo, le parti hanno ribadito che nel primo procedimento, quello che riguarda il mancato acquisto Premium con una richiesta danni, che comprende anche quelli di immagine e di reputazione, di circa 2 miliardi complessivi è in corso una mediazione.
Oggi Fininvest ha chiesto inoltre la riunione di tale causa con quella con cui il Biscione ha chiesto a Vivendi circa 3 miliardi di euro per violazione contrattuale, concorrenza sleale e violazione della legge sul pluralismo televisivo. Questo nuovo capitolo del contenzioso con la società francese era stato annunciato lo scorso giugno in assemblea da Fedele Confalonieri ritenendo che "non sono sul tavolo solo i nostri diritti violati ma anche molti nostri progetti futuri".
Mentre il pm Silvia Bonardi, titolare dell'inchiesta penale sulla tentata scalata di Vivendi a Mediaset e che vede indagati per aggiottaggio Vincent Bollorè e l'ad Arnaud De Puyfontaine, sta analizzando assieme alla Gdf le carte sequestrate lo scorso 5 ottobre nella sede del colosso francese, sul versante civile, essendoci trattative, la partita non è ancora chiusa. Ma se entro il prossimo 27 febbraio le parti non verrà raggiunto un accordo, la doppia causa davanti al giudice Perozziello entrerà nel merito.
Da quanto si è saputo questa mattina, in una udienza lampo, le parti hanno ribadito che nel primo procedimento, quello che riguarda il mancato acquisto Premium con una richiesta danni, che comprende anche quelli di immagine e di reputazione, di circa 2 miliardi complessivi è in corso una mediazione.
Oggi Fininvest ha chiesto inoltre la riunione di tale causa con quella con cui il Biscione ha chiesto a Vivendi circa 3 miliardi di euro per violazione contrattuale, concorrenza sleale e violazione della legge sul pluralismo televisivo. Questo nuovo capitolo del contenzioso con la società francese era stato annunciato lo scorso giugno in assemblea da Fedele Confalonieri ritenendo che "non sono sul tavolo solo i nostri diritti violati ma anche molti nostri progetti futuri".
Mentre il pm Silvia Bonardi, titolare dell'inchiesta penale sulla tentata scalata di Vivendi a Mediaset e che vede indagati per aggiottaggio Vincent Bollorè e l'ad Arnaud De Puyfontaine, sta analizzando assieme alla Gdf le carte sequestrate lo scorso 5 ottobre nella sede del colosso francese, sul versante civile, essendoci trattative, la partita non è ancora chiusa. Ma se entro il prossimo 27 febbraio le parti non verrà raggiunto un accordo, la doppia causa davanti al giudice Perozziello entrerà nel merito.