Ferrero pronta a mangiarsi le barrette Nestlé per 2 miliardi di dollari
di WALTER GALBIATIL'azienda di Alba secondo fonti finanziarie è interessata all'acquisto della divisione del gruppo titolare di marchi come Crunch, Butterfinger
MILANO - Ferrero è interessata all'acquisto delle barrette di cioccolato Nestlé. Lo confermano fonti finanziarie, secondo le quali la multinazionale sarebbe pronta a rilevare, in un'operazione da 2 miliardi di dollari, alcuni marchi Nestlé, tra cui Crunch e Butterfinger. Escluso dall'operazione Kit Kat, la cui licenza negli Usa rimarrà in mano a Hershey. Se l'acquisto andasse a buon fine, Ferrero diventerebbe il terzo maggiore produttore degli Stati Uniti nel settore dolciario dopo Hershey e Mars.
La stessa Hershey fa parte della short list dei candidati che hanno contattato la Nestlè insieme con alcuni fondi di private equity per acquistare i marchi in vendita. Ma, secondo fonti Usa, sarebbe fuori dai giochi per problemi di Antitrust e per la recente acquisizione di Amplify, il produttore di Skinny Pop popcorn, per 1,6 miliardi di dollari. La società italiana, invece, ha già avviato un sondaggio tra i principali …
La stessa Hershey fa parte della short list dei candidati che hanno contattato la Nestlè insieme con alcuni fondi di private equity per acquistare i marchi in vendita. Ma, secondo fonti Usa, sarebbe fuori dai giochi per problemi di Antitrust e per la recente acquisizione di Amplify, il produttore di Skinny Pop popcorn, per 1,6 miliardi di dollari. La società italiana, invece, ha già avviato un sondaggio tra i principali …
MILANO - Ferrero è interessata all'acquisto delle barrette di cioccolato Nestlé. Lo confermano fonti finanziarie, secondo le quali la multinazionale sarebbe pronta a rilevare, in un'operazione da 2 miliardi di dollari, alcuni marchi Nestlé, tra cui Crunch e Butterfinger. Escluso dall'operazione Kit Kat, la cui licenza negli Usa rimarrà in mano a Hershey. Se l'acquisto andasse a buon fine, Ferrero diventerebbe il terzo maggiore produttore degli Stati Uniti nel settore dolciario dopo Hershey e Mars.
La stessa Hershey fa parte della short list dei candidati che hanno contattato la Nestlè insieme con alcuni fondi di private equity per acquistare i marchi in vendita. Ma, secondo fonti Usa, sarebbe fuori dai giochi per problemi di Antitrust e per la recente acquisizione di Amplify, il produttore di Skinny Pop popcorn, per 1,6 miliardi di dollari. La società italiana, invece, ha già avviato un sondaggio tra i principali gruppi bancari per raccogliere le risorse finanziarie necessarie ad acquistare la divisione della Nestlè. L'advisor che sta seguendo l'operazione per la Ferrero è Lazard. La gara dovrebbe concludersi entro marzo, ma già a gennaio si potrebbe arrivare a una soluzione.
L’espansione all'estero è la nuova strategia intrapresa dal gruppo piemontese. L'anno scorso la Ferrero ha realizzato sui mercati esteri 8,7 dei 10,3 miliardi totali di fatturato. Compresi gli 1,05 miliardi prodotti ed esportati dall’Italia. A ottobre è stata rilevata la Ferrara Candy, attiva nelle caramelle (Red Hots, Now and Later, Jujyfruits and Super Bubble), la quinta acquisizione dopo l’americana Fannie May che ha portato in dote 80 negozi e uno stabilimento con 750 addetti, la turca Oltan (strategica per la produzione di nocciole), l’inglese Thorntons (cioccolato), la belga Delacre, specializzata nei biscotti gourmet. Ora con la divisione dolci della Nestlè potrebbe arrivare il grande colpo che il mercato attendeva. E aprire le porte alla quotazione in Borsa, un modo per ridurre l'eventuale debito che la società si accollerebbe con l'acquisizione, sebbene il gruppo abbia una forte generazione di cassa: nel 2016 l'utile netto è stato di 793 milioni di euro, in crescita del 54% sull'anno precedente.
La stessa Hershey fa parte della short list dei candidati che hanno contattato la Nestlè insieme con alcuni fondi di private equity per acquistare i marchi in vendita. Ma, secondo fonti Usa, sarebbe fuori dai giochi per problemi di Antitrust e per la recente acquisizione di Amplify, il produttore di Skinny Pop popcorn, per 1,6 miliardi di dollari. La società italiana, invece, ha già avviato un sondaggio tra i principali gruppi bancari per raccogliere le risorse finanziarie necessarie ad acquistare la divisione della Nestlè. L'advisor che sta seguendo l'operazione per la Ferrero è Lazard. La gara dovrebbe concludersi entro marzo, ma già a gennaio si potrebbe arrivare a una soluzione.
L’espansione all'estero è la nuova strategia intrapresa dal gruppo piemontese. L'anno scorso la Ferrero ha realizzato sui mercati esteri 8,7 dei 10,3 miliardi totali di fatturato. Compresi gli 1,05 miliardi prodotti ed esportati dall’Italia. A ottobre è stata rilevata la Ferrara Candy, attiva nelle caramelle (Red Hots, Now and Later, Jujyfruits and Super Bubble), la quinta acquisizione dopo l’americana Fannie May che ha portato in dote 80 negozi e uno stabilimento con 750 addetti, la turca Oltan (strategica per la produzione di nocciole), l’inglese Thorntons (cioccolato), la belga Delacre, specializzata nei biscotti gourmet. Ora con la divisione dolci della Nestlè potrebbe arrivare il grande colpo che il mercato attendeva. E aprire le porte alla quotazione in Borsa, un modo per ridurre l'eventuale debito che la società si accollerebbe con l'acquisizione, sebbene il gruppo abbia una forte generazione di cassa: nel 2016 l'utile netto è stato di 793 milioni di euro, in crescita del 54% sull'anno precedente.