Fca sale verso 20 euro. Marchionne: "Partner? Non ho più bisogno di nessuno"
Il manager: "Se ripaghiamo i debiti entro giugno, alla presentazione del piano metto la cravatta". Quotazione di Magneti Marelli confermata entro fine anno. "Entro il 2025 la metà delle auto sarà ibrida o elettrica". Gli analisti promuovono l'azione del Lingotto
MILANO - Fiat Chrysler (segui il titolo) tratta ancora da protagonista a Piazza Affari, dove mette ormai nel mirino la soglia dei 20 euro: ha chiuso in rialzo del 2,1% a 19,54 euro. Un movimento che viene commentato anche dal numero uno del gruppo automobilistico, Sergio Marchionne, secondo il quale i rialzi "riflettono il raggiungimento degli obiettivi" che la casa si era posti nel 2014. "Ci sono modi più facili per fare la corte a Fca che la Borsa", ha risposto a chi domandava - al Salone dell'Auto di Detroit - se ci fosse qualche mossa da parte di altri investitori dietro questo boom azionario.
Tema sempre caldo sul tavolo del Lingotto è quello delle alleanze, a lungo indicate dal manager come la via maestra per le grandi aziende del settore in uno scenario sempre più competitivo. Scenario nel quale, secondo il manager che era stato a lungo critico sui facili entusiasmi circa l'elettrico, "entro il 2025 la metà delle aut…
Tema sempre caldo sul tavolo del Lingotto è quello delle alleanze, a lungo indicate dal manager come la via maestra per le grandi aziende del settore in uno scenario sempre più competitivo. Scenario nel quale, secondo il manager che era stato a lungo critico sui facili entusiasmi circa l'elettrico, "entro il 2025 la metà delle aut…
MILANO - Fiat Chrysler (segui il titolo) tratta ancora da protagonista a Piazza Affari, dove mette ormai nel mirino la soglia dei 20 euro: ha chiuso in rialzo del 2,1% a 19,54 euro. Un movimento che viene commentato anche dal numero uno del gruppo automobilistico, Sergio Marchionne, secondo il quale i rialzi "riflettono il raggiungimento degli obiettivi" che la casa si era posti nel 2014. "Ci sono modi più facili per fare la corte a Fca che la Borsa", ha risposto a chi domandava - al Salone dell'Auto di Detroit - se ci fosse qualche mossa da parte di altri investitori dietro questo boom azionario.
Tema sempre caldo sul tavolo del Lingotto è quello delle alleanze, a lungo indicate dal manager come la via maestra per le grandi aziende del settore in uno scenario sempre più competitivo. Scenario nel quale, secondo il manager che era stato a lungo critico sui facili entusiasmi circa l'elettrico, "entro il 2025 la metà delle auto" sarà alimentata a corrente. Ma ora - su possibili operazioni straordinarie - le indicazioni sono diverse: "Non ho bisogno di nessuno. Non lo dico per arroganza", ha spiegato Marchionne sottolineando che all'orizzonte per Fca non c'è un partner. "Siamo al pari di altri. Se noi abbiamo bisogno di qualcosa, è vero anche per gli altri", ha aggiunto dalla capitale mondiale delle quattro ruote. "Avevamo parlato di abuso di capitale, nessuno ci ha ascolta: abbiamo intrapreso un'altra strada".
Quanto alla performance industriale e finanziaria, Marchionne ha confermato "gli obiettivi per il 2017 di Fca e confermo in gran misura quelli per il 2018". Fca punta ad azzerare il debito industriale già nel secondo trimestre 2018, anticipando quindi la scadenza rispetto agli obiettivi: "Se riusciamo ad anticipare torniamo tra i buoni", ha detto Marchionne, indicando come speranza quello di farlo "nel secondo trimestre di quest'anno". "Se riusciamo a pagare i debiti, il primo giugno mi metto la cravatta", ha ironizzato in riferimento al suo solito look con il maglioncino che è diventato un marchio di fabbrica (il 1° giugno, a Balocco, è prevista la presentazione del nuovo piano). Nel prossimo futuro, precisamente entro il 2018, c'è una "esistenza separata" per Magneti Marelli: "Questa è la proposta che andrà in consiglio", ha affermato ancora sottolineando che la società di componentistica potrebbe essere quotata solo in Italia.
Venerdì il titolo aveva toccato i nuovi massimi storici intraday a un soffio da quota 20 euro. Intervistato ieri da Bloomberg, Marchionne aveva confermato che la riforma fiscale Usa avrà un impatto positivo per il gruppo di circa 1 miliardo di dollari Usa. Marchionne ha smentito invece imminenti scenari di M&A, ribadendo i target al 2018 e il possibile raddoppio dell'utile al 2022 grazie soprattutto all'apporto del marchio Jeep. Di riforme e scenari elettorali - questa volta in riferimento all'Italia - ha parlato invece oggi: "L'Italia è il terzo paese più indebitato al mondo, quindi prima di fare discorso sulle riforme fiscali è meglio prima vedere se possiamo permettercelo. C'è bisogno di un'infrastruttura industriale che possa rispondere con rapidità, in Italia non so". Così ha risposto a chi gli chiedeva di un parallelo fra la riforma della tasse di Donald Trump e una possibile riforma delle tasse in Italia, oggetto di dibattito della campagna elettorale.
Nel suo discorso ha anche ribattuto ad alcune recenti ricostruzioni, declassando a "menate" le voci di un suo acquisto di Ferrari, di cui il manager è presidente e amministratore delegato. E ancora, ha opposto un semplice "no" a chi domandava se ci fosse una donna nella lista dei papabili per la sua successione come amministratore delegato di Fca, dopo il 2019.
Questa mattina Equita Sim ha alzato il, prezzo obiettivo su Fca a 18,2 euro (rating hold) stimando un beneficio medio dalla riforma fiscale Usa del 17% sull'utile netto nel biennio 2018-2019.
Tema sempre caldo sul tavolo del Lingotto è quello delle alleanze, a lungo indicate dal manager come la via maestra per le grandi aziende del settore in uno scenario sempre più competitivo. Scenario nel quale, secondo il manager che era stato a lungo critico sui facili entusiasmi circa l'elettrico, "entro il 2025 la metà delle auto" sarà alimentata a corrente. Ma ora - su possibili operazioni straordinarie - le indicazioni sono diverse: "Non ho bisogno di nessuno. Non lo dico per arroganza", ha spiegato Marchionne sottolineando che all'orizzonte per Fca non c'è un partner. "Siamo al pari di altri. Se noi abbiamo bisogno di qualcosa, è vero anche per gli altri", ha aggiunto dalla capitale mondiale delle quattro ruote. "Avevamo parlato di abuso di capitale, nessuno ci ha ascolta: abbiamo intrapreso un'altra strada".
Quanto alla performance industriale e finanziaria, Marchionne ha confermato "gli obiettivi per il 2017 di Fca e confermo in gran misura quelli per il 2018". Fca punta ad azzerare il debito industriale già nel secondo trimestre 2018, anticipando quindi la scadenza rispetto agli obiettivi: "Se riusciamo ad anticipare torniamo tra i buoni", ha detto Marchionne, indicando come speranza quello di farlo "nel secondo trimestre di quest'anno". "Se riusciamo a pagare i debiti, il primo giugno mi metto la cravatta", ha ironizzato in riferimento al suo solito look con il maglioncino che è diventato un marchio di fabbrica (il 1° giugno, a Balocco, è prevista la presentazione del nuovo piano). Nel prossimo futuro, precisamente entro il 2018, c'è una "esistenza separata" per Magneti Marelli: "Questa è la proposta che andrà in consiglio", ha affermato ancora sottolineando che la società di componentistica potrebbe essere quotata solo in Italia.
Venerdì il titolo aveva toccato i nuovi massimi storici intraday a un soffio da quota 20 euro. Intervistato ieri da Bloomberg, Marchionne aveva confermato che la riforma fiscale Usa avrà un impatto positivo per il gruppo di circa 1 miliardo di dollari Usa. Marchionne ha smentito invece imminenti scenari di M&A, ribadendo i target al 2018 e il possibile raddoppio dell'utile al 2022 grazie soprattutto all'apporto del marchio Jeep. Di riforme e scenari elettorali - questa volta in riferimento all'Italia - ha parlato invece oggi: "L'Italia è il terzo paese più indebitato al mondo, quindi prima di fare discorso sulle riforme fiscali è meglio prima vedere se possiamo permettercelo. C'è bisogno di un'infrastruttura industriale che possa rispondere con rapidità, in Italia non so". Così ha risposto a chi gli chiedeva di un parallelo fra la riforma della tasse di Donald Trump e una possibile riforma delle tasse in Italia, oggetto di dibattito della campagna elettorale.
Nel suo discorso ha anche ribattuto ad alcune recenti ricostruzioni, declassando a "menate" le voci di un suo acquisto di Ferrari, di cui il manager è presidente e amministratore delegato. E ancora, ha opposto un semplice "no" a chi domandava se ci fosse una donna nella lista dei papabili per la sua successione come amministratore delegato di Fca, dopo il 2019.
Questa mattina Equita Sim ha alzato il, prezzo obiettivo su Fca a 18,2 euro (rating hold) stimando un beneficio medio dalla riforma fiscale Usa del 17% sull'utile netto nel biennio 2018-2019.