MILANO - Il Consiglio di Amministrazione di CIR-Compagnie Industriali Riunite, riunitosi oggi sotto la presidenza di Rodolfo De Benedetti, ha approvato i conti al 31 dicembre 2017. Il gruppo - che opera nei settori della componentistica per autoveicoli (Sogefi), dei media (GEDI Gruppo Editoriale, di cui fa parte Repubblica) e sanità (KOS) - ha registrato 2.796,7 milioni di ricavi, il 6,7% in più rispetto al 2016, "grazie all'evoluzione positiva di tutte le controllate".
"Nel 2017 - dichiara l'amministratore delegato, Monica Mondardini, in una nota di presentazione dei risultati - abbiamo registrato andamenti positivi sia delle controllate industriali sia della gestione finanziaria. Sogefi e KOS hanno conseguito una significativa crescita dei risultati, GEDI ha completato il processo di integrazione di ITEDI nel gruppo e definito un contenzioso fiscale esistente da lungo tempo". Rodolfo De Benedetti aggiunge: "Siamo soddisfatti del lavoro svolto nel 2017. Il gruppo CIR ha continuato il suo percorso di sviluppo nei tre settori in cui opera. Con la proposta di dividendo, anche quest'anno, vogliamo dare un segnale di fiducia a tutti i nostri azionisti, a testimonianza del nostro impegno alla creazione di valore".
Il risultato netto consolidato di gruppo è stato negativo per 5,9 milioni, ricorda la società, "a causa dell'onere fiscale di natura straordinaria sostenuto da GEDI, per la definizione di un contenzioso pendente in Cassazione per fatti risalenti al 1991, il cui impatto pro quota sul risultato netto consolidato del gruppo CIR è stato negativo per 65,5 milioni". Se non si considera questa voce straordinaria, il risultato netto risulta positivo per quasi 60 milioni (59,6 milioni di euro), "in netta progressione rispetto al 2016" quando si era attestato a 33,8 milioni.
L'indebitamento finanziario netto consolidato è aumentato a 272,5 milioni. La posizione finanziaria netta della capogruppo (incluse le controllate non industriali) alla fine dello scorso anno risultava positiva per 343 milioni, in miglioramento dai 334,3 di fine 2016. "Il flusso della gestione è stato significativamente positivo (47,8 milioni)", si legge nella nota del gruppo, "e superiore agli esborsi per la distribuzione di dividendi (25,1 milioni) e l'acquisto di azioni proprie (14 milioni)". Proprio per quanto riguarda la remunerazione degli azionisti, il cda ha proposto all'assemblea un dividendo unitario di 0,038 euro, invariato rispetto allo scorso anno. Il dividendo sarà messo in pagamento il 23 maggio 2018 con stacco della cedola n. 24 in data 21 maggio e record date 22 maggio.
Per quanto riguarda l'andamento dell'esercizio corrente, infine, si spiega: "Nel settore della componentistica si prevede di proseguire il percorso di sviluppo ed un risultato in aumento, nonostante l'ulteriore incremento del costo dell'acciaio; nel settore dei media le evidenze a oggi disponibili non consentono di prevedere evoluzioni di mercato significativamente diverse da quelle che hanno caratterizzato il 2017. Il gruppo si impegnerà nel conseguimento di tutti i vantaggi derivanti dall'operazione di integrazione con ITEDI con azioni volte a preservare la redditività in un mercato difficile; nella sanità si prevede un incremento di fatturato e margini e proseguirà l'attività di sviluppo, in particolare sul territorio italiano, sia per linee esterne (acquisizioni) sia interne (progetti di sviluppo greenfield)".
"Nel 2017 - dichiara l'amministratore delegato, Monica Mondardini, in una nota di presentazione dei risultati - abbiamo registrato andamenti positivi sia delle controllate industriali sia della gestione finanziaria. Sogefi e KOS hanno conseguito una significativa crescita dei risultati, GEDI ha completato il processo di integrazione di ITEDI nel gruppo e definito un contenzioso fiscale esistente da lungo tempo". Rodolfo De Benedetti aggiunge: "Siamo soddisfatti del lavoro svolto nel 2017. Il gruppo CIR ha continuato il suo percorso di sviluppo nei tre settori in cui opera. Con la proposta di dividendo, anche quest'anno, vogliamo dare un segnale di fiducia a tutti i nostri azionisti, a testimonianza del nostro impegno alla creazione di valore".
Il risultato netto consolidato di gruppo è stato negativo per 5,9 milioni, ricorda la società, "a causa dell'onere fiscale di natura straordinaria sostenuto da GEDI, per la definizione di un contenzioso pendente in Cassazione per fatti risalenti al 1991, il cui impatto pro quota sul risultato netto consolidato del gruppo CIR è stato negativo per 65,5 milioni". Se non si considera questa voce straordinaria, il risultato netto risulta positivo per quasi 60 milioni (59,6 milioni di euro), "in netta progressione rispetto al 2016" quando si era attestato a 33,8 milioni.
L'indebitamento finanziario netto consolidato è aumentato a 272,5 milioni. La posizione finanziaria netta della capogruppo (incluse le controllate non industriali) alla fine dello scorso anno risultava positiva per 343 milioni, in miglioramento dai 334,3 di fine 2016. "Il flusso della gestione è stato significativamente positivo (47,8 milioni)", si legge nella nota del gruppo, "e superiore agli esborsi per la distribuzione di dividendi (25,1 milioni) e l'acquisto di azioni proprie (14 milioni)". Proprio per quanto riguarda la remunerazione degli azionisti, il cda ha proposto all'assemblea un dividendo unitario di 0,038 euro, invariato rispetto allo scorso anno. Il dividendo sarà messo in pagamento il 23 maggio 2018 con stacco della cedola n. 24 in data 21 maggio e record date 22 maggio.
Per quanto riguarda l'andamento dell'esercizio corrente, infine, si spiega: "Nel settore della componentistica si prevede di proseguire il percorso di sviluppo ed un risultato in aumento, nonostante l'ulteriore incremento del costo dell'acciaio; nel settore dei media le evidenze a oggi disponibili non consentono di prevedere evoluzioni di mercato significativamente diverse da quelle che hanno caratterizzato il 2017. Il gruppo si impegnerà nel conseguimento di tutti i vantaggi derivanti dall'operazione di integrazione con ITEDI con azioni volte a preservare la redditività in un mercato difficile; nella sanità si prevede un incremento di fatturato e margini e proseguirà l'attività di sviluppo, in particolare sul territorio italiano, sia per linee esterne (acquisizioni) sia interne (progetti di sviluppo greenfield)".