MILANO - Il ministro dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, spezza una lancia a favore del progetto che il fondo attivista Elliott ha messo in piedi per Telecom Italia, società nella quale si è portata sopra il 5% del capitale (ha comunicato a Consob una quota del 5,74% al 15 marzo con il 3,75% di diritti di voto) sfidando i francesi di Vivendi che sono attualmente in cabina di regia e chiedendo l'accelerazione sullo scorporo della rete e la sua quotazione. "E' un progetto coincidente con quello che noi intendiamo fare per l'interesse pubblico", ha detto Calenda a margine della presentazione del rapporto del Gse in risposta ai cronisti che lo interrogavano sulla sua idea circa le ultime vicende. "Ma mi pare che anche Tim si fosse orientata in questo senso", ha aggiunto Calenda in riferimento al piano predisposto dall'ad Amos Genish.
La società di Tlc ha intanto ufficializzato che da metà aprile, Pietro Scott Jovane entrerà a far parte del gruppo con il ruolo di chief commercial officer. "Opererà a diretto riporto dell'amministratore delegato Amos Genish, e avrà la responsabilità di sviluppare la strategia commerciale dell'azienda riguardante tutta l'offerta consumer/small enterprise, business/top clients e multimedia entertainment, con l'obiettivo di accelerare la convergenza tra contenuti e piattaforme di distribuzione", spiega la società. All'ex ad di Rcs faranno inoltre riferimento le attività relative al posizionamento e allo sviluppo del brand. Precedentemente, ricorda la nota di Tim, Scott Jovane ha maturato esperienza in ambito media, tecnologia ed e-commerce ricoprendo, tra gli altri, il ruolo di group controller in Seat Pagine Gialle, ceo di Microsoft Italia e più recentemente ceo in e-Price.
Domani si riunirà il cda di Tim a Roma per esaminare principalmente la richiesta di integrare l'ordine del giorno ma sul tavolo, secondo le attese dovrebbe esserci anche il tema della sicurezza e quindi della richiesta valorizzazione di Sparkle. Il vicepresidente Giuseppe Recchi sarebbe intenzionato a rimettere le sue deleghe come già aveva anticipato a gennaio quando ha assunto l'incarico di ad della società biomedicale Affidea. Almeno per ora non sembra portare con sé il tema di una sua uscita dal cda ma di sicuro porta l'urgenza di riassegnarle all'interno del board, come richiesto dal 'golden power'. La sanzione prevista in caso di violazione del decreto è la sterilizzazione dei diritti di voto di Vivendi e l'obbligo a cedere la partecipazione nel giro di 12 mesi. Tra le soluzioni ipotizzate l'assegnazione a un altro consigliere italiano, caratteristica indispensabile per ottenere il nulla osta per la sicurezza dalla Presidenza del consiglio.
Sale intanto l'attesa per lo scontro in assemblea, con Elliott che, secondo indiscrezioni di stampa, sta facendo crescere la sua posizione e potrebbe puntare al 10 per cento (i quattro giorni per venire allo scoperto scadono giovedì). Il fondo per ora si è rivolto agli altri soci con una lettera aperta gli azionisti ma non ha fatto altri passi 'istituzionali'. In attesa degli sviluppi si fanno i conti su come si potrebbe sviluppare la prossima assemblea. I grandi fondi internazionali sono l'ago della bilancia nelle assemblee di Tim, come già dimostrato nel 2014 quando Telco, l'azionista di controllo venne messo in minoranza nella votazione sul rinnovo del cda. Storicamente alle assemblee partecipa tra il 50 e il 60% del capitale. Vivendi detiene il 23,94%, la società azioni proprie per l'1,08%, ai fondi italiani fa capo il 3,78% del capitale e a quelli esteri il 58,02% del capitale. Il restante 13,18% sono altri piccoli azionisti. Nel maggio scorso, quando c'è stato da nominare il cda, il tutto si è risolto per pochi voti.
La società di Tlc ha intanto ufficializzato che da metà aprile, Pietro Scott Jovane entrerà a far parte del gruppo con il ruolo di chief commercial officer. "Opererà a diretto riporto dell'amministratore delegato Amos Genish, e avrà la responsabilità di sviluppare la strategia commerciale dell'azienda riguardante tutta l'offerta consumer/small enterprise, business/top clients e multimedia entertainment, con l'obiettivo di accelerare la convergenza tra contenuti e piattaforme di distribuzione", spiega la società. All'ex ad di Rcs faranno inoltre riferimento le attività relative al posizionamento e allo sviluppo del brand. Precedentemente, ricorda la nota di Tim, Scott Jovane ha maturato esperienza in ambito media, tecnologia ed e-commerce ricoprendo, tra gli altri, il ruolo di group controller in Seat Pagine Gialle, ceo di Microsoft Italia e più recentemente ceo in e-Price.
Domani si riunirà il cda di Tim a Roma per esaminare principalmente la richiesta di integrare l'ordine del giorno ma sul tavolo, secondo le attese dovrebbe esserci anche il tema della sicurezza e quindi della richiesta valorizzazione di Sparkle. Il vicepresidente Giuseppe Recchi sarebbe intenzionato a rimettere le sue deleghe come già aveva anticipato a gennaio quando ha assunto l'incarico di ad della società biomedicale Affidea. Almeno per ora non sembra portare con sé il tema di una sua uscita dal cda ma di sicuro porta l'urgenza di riassegnarle all'interno del board, come richiesto dal 'golden power'. La sanzione prevista in caso di violazione del decreto è la sterilizzazione dei diritti di voto di Vivendi e l'obbligo a cedere la partecipazione nel giro di 12 mesi. Tra le soluzioni ipotizzate l'assegnazione a un altro consigliere italiano, caratteristica indispensabile per ottenere il nulla osta per la sicurezza dalla Presidenza del consiglio.
Sale intanto l'attesa per lo scontro in assemblea, con Elliott che, secondo indiscrezioni di stampa, sta facendo crescere la sua posizione e potrebbe puntare al 10 per cento (i quattro giorni per venire allo scoperto scadono giovedì). Il fondo per ora si è rivolto agli altri soci con una lettera aperta gli azionisti ma non ha fatto altri passi 'istituzionali'. In attesa degli sviluppi si fanno i conti su come si potrebbe sviluppare la prossima assemblea. I grandi fondi internazionali sono l'ago della bilancia nelle assemblee di Tim, come già dimostrato nel 2014 quando Telco, l'azionista di controllo venne messo in minoranza nella votazione sul rinnovo del cda. Storicamente alle assemblee partecipa tra il 50 e il 60% del capitale. Vivendi detiene il 23,94%, la società azioni proprie per l'1,08%, ai fondi italiani fa capo il 3,78% del capitale e a quelli esteri il 58,02% del capitale. Il restante 13,18% sono altri piccoli azionisti. Nel maggio scorso, quando c'è stato da nominare il cda, il tutto si è risolto per pochi voti.