Telecom, Glass Lewis sostiene Elliott
Andrea Greco, di ANDREA GRECOPrima doccia fredda dal consulente dei fondi internazionali: "La società è gestita nel solo interesse dei francesi. Alll'assemblea del 24 votate la sostituzione di sei consiglieri di Vivendi con gli indipendenti". Bocciato anche il piano di remunerazione dell'ad Genish
La prima, attesa indicazione per gli investitori istituzionali, detentori di oltre due terzi del capitale di Telecom Italia, è clamorosa. Viene da Glass Lewis, società statunitense di consulenza ai gestori internazionali quando si tratta di schierare i loro pacchetti di titoli nelle assemblee. E supporta con decisione la strategia del fondo attivista Elliott, volta al ribaltone nel doppio passaggio che riunirà gli azionisti del gruppo telefonico il 24 aprile e il 4 maggio. Il documento, di 40 pagine, sta iniziando a circolare presso gli investitori che hanno tempo fino al 13 per depositare le azioni con cui tra due settimane dovranno scegliere se revocare sei amministratori che il gruppo dei media francese Vivendi, primo socio al 24%, aveva a suo tempo indicato, ma che ora Elliott taccia di conflitto di interesse; e se, contestualmente, l'assemblea non debba nominare sei consiglieri indipendenti indicati dall'investitore guidato da Paul Singer, che nelle u…
La prima, attesa indicazione per gli investitori istituzionali, detentori di oltre due terzi del capitale di Telecom Italia, è clamorosa. Viene da Glass Lewis, società statunitense di consulenza ai gestori internazionali quando si tratta di schierare i loro pacchetti di titoli nelle assemblee. E supporta con decisione la strategia del fondo attivista Elliott, volta al ribaltone nel doppio passaggio che riunirà gli azionisti del gruppo telefonico il 24 aprile e il 4 maggio. Il documento, di 40 pagine, sta iniziando a circolare presso gli investitori che hanno tempo fino al 13 per depositare le azioni con cui tra due settimane dovranno scegliere se revocare sei amministratori che il gruppo dei media francese Vivendi, primo socio al 24%, aveva a suo tempo indicato, ma che ora Elliott taccia di conflitto di interesse; e se, contestualmente, l'assemblea non debba nominare sei consiglieri indipendenti indicati dall'investitore guidato da Paul Singer, che nelle ultime settimane ha rastrellato il 5,75% di Telecom e conta di presentarsi in assemblea con una quota attorno al 10%, e il supporto della Cassa depositi e prestiti con un pacchetto in costruzione che potrebbe arrivare vicino al 5%.
Sul primo punto all'ordine del giorno, la revoca dei sei "francesi", Glass Lewis scrive appunto di votare FOR: a favore. Le motivazioni sono pungenti: "Un board ben funzionante, informato e indipendente dovrebbe ottenere più rispetto dagli azionisti sulle materie strategiche. In generale siamo restii a raccomandare la revoca di amministratori in carica, o l'elezione di membri dissidenti, a meno che vi siano evidenti criticità". Nel caso della Telecom a trazione francese, tuttavia, Glass Lewis nota che "le informazioni a disposizione del mercato pesano fortemente a favore delle prospettive indicate da Elliott, e questo è dovuto solo marginalmente al fatto che la società non si è degnata di confutarle. L'argomento decisivo, a nostro parere, è l'ampia casistica che indica come Vivendi ha gestito e intende gestire Telecom Italia al servizio dei propri interessi, senza curarsi della vasta maggioranza degli altri investitori istituzionali". Un giudizio molto tranchant, che costituisce un tassello importante per la strategia di Elliott: anche perché appare sempre più probabile che queste tesi facciano breccia tra i fondi italiani, riuniti nel Comitato dei gestori e che difficilmente - c'è tempo fino a lunedì pomeriggio - presenteranno una propria lista di minoranza per l'altra assemblea del 4 maggio, con ciò rafforzando il testa a testa Elliott-Vivendi. C'è tempo fino al 9 aprile per presentare le liste dei candidati: quella dei francesi con 10 nomi è già stata resa nota, mentre il fondo Usa la sta ultimando.
Intanto sul mercato pesa l'indicazione di Glass Lewis, che consiglia i fondi anche di bocciare le politiche di remunerazione del management, perché denotano "un eccesso di compensi e di incentivi a lungo termine per l'amministratore delegato Amos Genish", e di votare contro il piano di incentivo azionario 2018-2020 riservato a Genish, per le stesse ragioni. Tra qualche ora dovrebbe seguire quella di Iss, altro proxy advisor più ascoltato in Europa, e che a quanto si apprende potrebbe essere meno severo nei confronti dell'attuale gestione di Telecom.
Sul primo punto all'ordine del giorno, la revoca dei sei "francesi", Glass Lewis scrive appunto di votare FOR: a favore. Le motivazioni sono pungenti: "Un board ben funzionante, informato e indipendente dovrebbe ottenere più rispetto dagli azionisti sulle materie strategiche. In generale siamo restii a raccomandare la revoca di amministratori in carica, o l'elezione di membri dissidenti, a meno che vi siano evidenti criticità". Nel caso della Telecom a trazione francese, tuttavia, Glass Lewis nota che "le informazioni a disposizione del mercato pesano fortemente a favore delle prospettive indicate da Elliott, e questo è dovuto solo marginalmente al fatto che la società non si è degnata di confutarle. L'argomento decisivo, a nostro parere, è l'ampia casistica che indica come Vivendi ha gestito e intende gestire Telecom Italia al servizio dei propri interessi, senza curarsi della vasta maggioranza degli altri investitori istituzionali". Un giudizio molto tranchant, che costituisce un tassello importante per la strategia di Elliott: anche perché appare sempre più probabile che queste tesi facciano breccia tra i fondi italiani, riuniti nel Comitato dei gestori e che difficilmente - c'è tempo fino a lunedì pomeriggio - presenteranno una propria lista di minoranza per l'altra assemblea del 4 maggio, con ciò rafforzando il testa a testa Elliott-Vivendi. C'è tempo fino al 9 aprile per presentare le liste dei candidati: quella dei francesi con 10 nomi è già stata resa nota, mentre il fondo Usa la sta ultimando.
Intanto sul mercato pesa l'indicazione di Glass Lewis, che consiglia i fondi anche di bocciare le politiche di remunerazione del management, perché denotano "un eccesso di compensi e di incentivi a lungo termine per l'amministratore delegato Amos Genish", e di votare contro il piano di incentivo azionario 2018-2020 riservato a Genish, per le stesse ragioni. Tra qualche ora dovrebbe seguire quella di Iss, altro proxy advisor più ascoltato in Europa, e che a quanto si apprende potrebbe essere meno severo nei confronti dell'attuale gestione di Telecom.