OpenFiber, 3,5 miliardi in project financing
Due banche francesi e una italiana per finanziare la rete telefonica alternativa a quella di Telecom Italia. Banda larga in 271 città grazie all'accordo con Vodafone
MILANO - Il consiglio di amministrazione di Open Fiber ha approvato il nuovo piano industriale che prevede la copertura di circa 19 milioni di unità immobiliari su tutto il territorio. Il piano interesserà 271 città e circa settemila comuni italiani, con una previsione di investimento superiore a 6,5 miliardi di euro. Il cda ha anche approvato il mandato di sottoscrizione con le banche Bnp Paribas, Societè Generale e Unicredit per un Project financing da 3,5 miliardi, della durata di 7 anni, che sarà finalizzato nel corso dei prossimi mesi al completamento dei processi autorizzativi da parte della Banca europea degli investimenti-Bei.
Il board di Open Fiber ha inoltre preso atto dell'estensione degli accordi con Vodafone sulle 271 città dei cluster A e B, che segue gli accordi già raggiunti con Wind Tre e Sky sullo stesso perimetro. Grazie a questa partership, valida fino al 2031, la fibra raggiungerà altri 258 città …
Il board di Open Fiber ha inoltre preso atto dell'estensione degli accordi con Vodafone sulle 271 città dei cluster A e B, che segue gli accordi già raggiunti con Wind Tre e Sky sullo stesso perimetro. Grazie a questa partership, valida fino al 2031, la fibra raggiungerà altri 258 città …
MILANO - Il consiglio di amministrazione di Open Fiber ha approvato il nuovo piano industriale che prevede la copertura di circa 19 milioni di unità immobiliari su tutto il territorio. Il piano interesserà 271 città e circa settemila comuni italiani, con una previsione di investimento superiore a 6,5 miliardi di euro. Il cda ha anche approvato il mandato di sottoscrizione con le banche Bnp Paribas, Societè Generale e Unicredit per un Project financing da 3,5 miliardi, della durata di 7 anni, che sarà finalizzato nel corso dei prossimi mesi al completamento dei processi autorizzativi da parte della Banca europea degli investimenti-Bei.
Il board di Open Fiber ha inoltre preso atto dell'estensione degli accordi con Vodafone sulle 271 città dei cluster A e B, che segue gli accordi già raggiunti con Wind Tre e Sky sullo stesso perimetro. Grazie a questa partership, valida fino al 2031, la fibra raggiungerà altri 258 città oltre alle 13 già cablate.
Open Fiber prosegue, dunque, nella realizzazione di una infrastruttura interamente in fibra ottica in modalità Ftth su tutto il territorio nazionale. Nel corso del 2018 la società estenderà il perimetro delle attività industriali nelle aree A e B fino a circa 100 comuni, di cui 65 già con attività in corso e 700 cantieri aperti, sui quali sono impegnati circa settemila addetti di oltre 200 ditte. A questi comuni si aggiungono progressivamente quelli inclusi nei bandi Infratel per le aree C e D. Il piano prevede l'investimento di circa un miliardo l'anno nel prossimo triennio.
Per Elisabetta Ripa, amministratore delegato di Open Fiber, "con l'approvazione del nuovo piano industriale e del finanziamento inizia per Open Fiber una nuova fase, che traguarda l'accelerazione della realizzazione della rete Ftth nelle principali città e nei comuni oggetto dei bandi Infratel. Open Fiber in pochi mesi ha dimostrato di essere un interlocutore innovativo e competitivo nel mercato dei servizi di telecomunicazione, coagulando intorno al proprio modello di business wholesale - oltre alle risorse finanziarie necessarie - clienti di rilievo, le migliori competenze professionali ed i fornitori più qualificati".
“L’ampliamento della nostra offerta in fibra FTTH grazie all’accordo con Open Fiber, insieme agli importanti investimenti di Vodafone per lo sviluppo delle reti mobili verso il 5G, consolida il nostro ruolo di acceleratore della trasformazione digitale al servizio di famiglie e imprese - dichiara Aldo Bisio, Amministratore Delegato di Vodafone Italia. Il modello di rete indipendente, alternativa alla rete in rame, rappresentato da Open Fiber apre la competizione sulla rete di accesso e stimolerà sempre più investimenti orientati all’innovazione dei servizi”.
Il board di Open Fiber ha inoltre preso atto dell'estensione degli accordi con Vodafone sulle 271 città dei cluster A e B, che segue gli accordi già raggiunti con Wind Tre e Sky sullo stesso perimetro. Grazie a questa partership, valida fino al 2031, la fibra raggiungerà altri 258 città oltre alle 13 già cablate.
Open Fiber prosegue, dunque, nella realizzazione di una infrastruttura interamente in fibra ottica in modalità Ftth su tutto il territorio nazionale. Nel corso del 2018 la società estenderà il perimetro delle attività industriali nelle aree A e B fino a circa 100 comuni, di cui 65 già con attività in corso e 700 cantieri aperti, sui quali sono impegnati circa settemila addetti di oltre 200 ditte. A questi comuni si aggiungono progressivamente quelli inclusi nei bandi Infratel per le aree C e D. Il piano prevede l'investimento di circa un miliardo l'anno nel prossimo triennio.
Per Elisabetta Ripa, amministratore delegato di Open Fiber, "con l'approvazione del nuovo piano industriale e del finanziamento inizia per Open Fiber una nuova fase, che traguarda l'accelerazione della realizzazione della rete Ftth nelle principali città e nei comuni oggetto dei bandi Infratel. Open Fiber in pochi mesi ha dimostrato di essere un interlocutore innovativo e competitivo nel mercato dei servizi di telecomunicazione, coagulando intorno al proprio modello di business wholesale - oltre alle risorse finanziarie necessarie - clienti di rilievo, le migliori competenze professionali ed i fornitori più qualificati".
“L’ampliamento della nostra offerta in fibra FTTH grazie all’accordo con Open Fiber, insieme agli importanti investimenti di Vodafone per lo sviluppo delle reti mobili verso il 5G, consolida il nostro ruolo di acceleratore della trasformazione digitale al servizio di famiglie e imprese - dichiara Aldo Bisio, Amministratore Delegato di Vodafone Italia. Il modello di rete indipendente, alternativa alla rete in rame, rappresentato da Open Fiber apre la competizione sulla rete di accesso e stimolerà sempre più investimenti orientati all’innovazione dei servizi”.