Il caso vuole che nelle stesse ore siano stati resi noti i risultati trimestrali di Ferrari e di Hermès. Quel che impressiona è che ormai il rendimento dei due business è simile. In poche parole, in percentuale, si guadagna lo stesso a produrre una Ferrari o uno dei famosi foulard di seta inventati a Lione alla fine del Settecento. La differenza è nel costo delle materie prime e del prodotto finale.
Fino a pochi anni fa il margine su un’automobile che costa dai 250 mila euro in su era comunque distante da quello di un accessorio che parte da 250 euro. Oggi il margine operativo lordo di Ferrari è il 32,8 per cento dei ricavi. Quello di Hermès è al 32,6. Una similitudine che si riflette sull’utile netto. Nel primo trimestre 2018 l’utile netto del Cavallino è stato il 19,8 per cento dei ricavi. Quello di Hermès, al 31 dicembre scorso era il 22 per cento del fatturato. E se continua ad essere vero che la differenza tra i costi di produzione e il prezzo finale la fa la desiderabilità di un prodotto, a Maranello possono essere soddisfatti.
Fino a pochi anni fa il margine su un’automobile che costa dai 250 mila euro in su era comunque distante da quello di un accessorio che parte da 250 euro. Oggi il margine operativo lordo di Ferrari è il 32,8 per cento dei ricavi. Quello di Hermès è al 32,6. Una similitudine che si riflette sull’utile netto. Nel primo trimestre 2018 l’utile netto del Cavallino è stato il 19,8 per cento dei ricavi. Quello di Hermès, al 31 dicembre scorso era il 22 per cento del fatturato. E se continua ad essere vero che la differenza tra i costi di produzione e il prezzo finale la fa la desiderabilità di un prodotto, a Maranello possono essere soddisfatti.