MILANO - Intesa Sanpaolo ha chiuso il primo trimestre dell'anno con un utile netto di 1,25 miliardi, in crescita del 39% rispetto allo stesso periodo del 2017. I proventi operativi netti sono saliti del 14,2% a 4,8 miliardi, con interessi netti a 1,86 miliardi (+2,8%) e commissioni a 2 miliardi (+8,2%). In aumento dell'11,8% a 2,3 miliardi i costi operativi, per un rapporto cost/income sceso al 47,8%. Sul fronte della solidità patrimoniale, il coefficiente cet1 a regime è pari al 13,4%. I risultati del trimestre, sottolinea una nota dell'istituto, sono "pienamente in linea con l'obiettivo di un utile netto 2018 superiore ai 3,8 miliardi del 2017". I dati di bilancio sono inoltre in linea con il target di un dimezzamento dei crediti deteriorati previsto dal piano d'impresa 2018-2021, considerando anche l'accordo strategico firmato con intrum ad aprile.
Intesa Sanpaolo prevede per il 2018 un aumento del risultato netto rispetto al 2017, escludendo dal risultato dell'anno scorso il contributo pubblico di 3,5 miliardi di euro per l'acquisizione di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. All'andamento atteso del risultato netto è previsto "concorrano - afferma Intesa - un aumento dei ricavi, un continuo cost management e un calo del costo del rischio. La politica di dividendi per l'esercizio 2018 prevede la distribuzione di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari all'85% del risultato netto".
Nel primo trimestre 2018 si registra una riduzione dei crediti deteriorati di circa 1,5 miliardi di euro e di circa 14 miliardi in 30 mesi al lordo delle rettifiche di valore. Lo stock di crediti deteriorati scende a marzo 2018 del 2,7% sia al lordo delle rettifiche di valore rispetto a dicembre 2017 sia al netto rispetto al dato del 31 dicembre 2017 ricalcolato per tenere conto della prima applicazione del principio contabile Ifrs 9 in vigore da gennaio 2018. L'incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi a marzo 2018 è pari all'11,7% al lordo delle rettifiche di valore e al 5,5% al netto. Tenendo conto della cessione dei crediti in sofferenza firmata con Intrum (pari a circa 10,8 miliardi di euro al lordo delle rettifiche e valutati circa 3,1 miliardi), riduzione dei crediti deteriorati in 30 mesi di circa 25 miliardi di euro al lordo delle rettifiche di valore, che porta a un'incidenza sui crediti complessivi pari a circa il 9,5% al lordo delle rettifiche di valore e il 4,7% al netto, realizzando nel primo trimestre 2018 già il 48% dell'obiettivo di riduzione previsto nel Piano di Impresa per il 2018-2021.
Intesa Sanpaolo prevede per il 2018 un aumento del risultato netto rispetto al 2017, escludendo dal risultato dell'anno scorso il contributo pubblico di 3,5 miliardi di euro per l'acquisizione di Banca Popolare di Vicenza e Veneto Banca. All'andamento atteso del risultato netto è previsto "concorrano - afferma Intesa - un aumento dei ricavi, un continuo cost management e un calo del costo del rischio. La politica di dividendi per l'esercizio 2018 prevede la distribuzione di un ammontare di dividendi cash corrispondente a un payout ratio pari all'85% del risultato netto".
Nel primo trimestre 2018 si registra una riduzione dei crediti deteriorati di circa 1,5 miliardi di euro e di circa 14 miliardi in 30 mesi al lordo delle rettifiche di valore. Lo stock di crediti deteriorati scende a marzo 2018 del 2,7% sia al lordo delle rettifiche di valore rispetto a dicembre 2017 sia al netto rispetto al dato del 31 dicembre 2017 ricalcolato per tenere conto della prima applicazione del principio contabile Ifrs 9 in vigore da gennaio 2018. L'incidenza dei crediti deteriorati sui crediti complessivi a marzo 2018 è pari all'11,7% al lordo delle rettifiche di valore e al 5,5% al netto. Tenendo conto della cessione dei crediti in sofferenza firmata con Intrum (pari a circa 10,8 miliardi di euro al lordo delle rettifiche e valutati circa 3,1 miliardi), riduzione dei crediti deteriorati in 30 mesi di circa 25 miliardi di euro al lordo delle rettifiche di valore, che porta a un'incidenza sui crediti complessivi pari a circa il 9,5% al lordo delle rettifiche di valore e il 4,7% al netto, realizzando nel primo trimestre 2018 già il 48% dell'obiettivo di riduzione previsto nel Piano di Impresa per il 2018-2021.