Economia

Pirelli-ChemChina, dall'autunno riparte l'integrazione nel settore industriale

(reuters)
Tronchetti Provera e Ren Jianxin (ChemChina) insieme per spiegare le prospettive di sviluppo della Bicocca a Pechino. Prometeon e Aeolus dovrebbero unire le forze nel 2019
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PECHINO - "Avere come partner una industria di Stato in Cina aiuta", riconosce Marco Tronchetti Provera. Per esempio a organizzare una conferenza stampa a Diaoyutai, il bucolico e blindato compound nel centro di Pechino di solito riservato alle visite di Stato, che pochi giorni fa ha ospitato Kim Jong-un. Ma non solo: è con il supporto del colosso di Stato ChemChina, suo azionista di maggioranza, che Pirelli punta a accelerare ancora la crescita sul mercato del Dragone. Il manager italiano lo ha annunciato ieri in un incontro a cui ha partecipato anche Ren Jianxin, presidente di Pirelli e di ChemChina, il primo in Cina con entrambi i manager presenti. "Questo è già il mercato degli pneumatici premium (quelli per auto di alta gamma su cui punta Pirelli, ndr) che cresce di più al mondo. Ci aspettiamo che le vendite in Asia quest'anno aumentino a due cifre, in linea con il piano: è destinato a diventare uno dei tre principali mercati di Pirelli, insieme a Europa e Nord America". Oggi è il quarto, dietro anche al Sudamerica.
 
L'altro dossier aperto per il gruppo qui in Cina è quello dell'integrazione tra Prometeon, lo spinoff di Pirelli dedicato alla produzione di penumatici industriali, e Aeolus, la controllata di ChemChina attiva nello stesso comparto. Un processo rallentato nei mesi scorsi, quando per Aeolus sono mancate le autorizzazioni per rilevare Prometeon, ma che secondo Tronchetti Provera "ripartirà a ottobre: il 2019 sarà l'anno decisivo". Tempi ancora lunghi, insomma. Accelerarli sarà una delle missioni di Filippo Maria Grasso, il manager di Pirelli nominato oggi Ceo di Cncr, la controllata di ChemChina a cui fa capo tutto il segmento degli pneumatici. Caso più unico che raro di dirigente tricolore alla guida di una azienda cinese. "Sarà lui a rispondere alla cellula del Partito o viceversa?", provoca qualcuno. "Nelle fabbriche il Partito c'è ma non so cosa faccia - ha risposto Tronchetti Provera - nella mia esperienza non sono mai intervenuti nella gestione".
 
L'incontro di Pechino era organizzato soprattutto a uso e consumo della comunicazione in Cina, come testimoniano gli abbondanti riferimenti di Ren e Tronchetti Provera alle iniziative strategiche del presidente Xi Jinping, dalla Via della Seta a Made in China 2025. Una azienda come Pirelli può apportare un contributo di tecnologia e produzione ad alto valore aggiunto che di certo è gradito al governo cinese. Dalla sua, Ren, nonostante il riflusso degli investimenti esteri dei colossi cinesi, ha dichiarato che ChemChina vuole "restare azionista di Pirelli nel lungo periodo". Anche se "il nostro investimento iniziale è già raddoppiato - ha detto - l'azienda è ancora lontana dal picco di valore". Quanto all'aiuto che il gruppo di Stato può dare a Pirelli sul mercato domestico, il manager cinese non è entrato nel dettaglio. Qualcosa in più lo ha detto Tronchetti Provera, spiegando che i tecnici di Pirelli potranno contribuire con le autorità alla definizione di standard tecnici, come per esempio quelli per la sicurezza degli pneumatici invernali, che la Cina sta introducendo ora. 
 
Quanto alla possibile guerra dei dazi tra Washington e Pechino, Tronchetti Provera ha detto che nonostante la significativa esposizione di Pirelli su entrambi i mercati, non avrebbe impatti sull'azienda, che produce per la gran parte "local for local", con stabilimenti vicini ai mercati finali. "Mi aspetto però che si raggiunga un punto critico in cui la guerra si fermerà", ha detto.