Economia

Pirelli, giù i ricavi ma utili in crescita a 92 milioni

Tronchetti Provera vuole convertire il gruppo di gomme verso l'alto di gamma, da cui a fine anno arriverà il 60% della redditività e recluta un nuovo manager da Vodafone a capo delle attività digitali

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MILANO - Pirelli approvato i risultati al 31 marzo 2018, chiusi con meno ricavi delle attese, ma più profitti. Nonostante un calo del fatturato che tra gennaio e marzo si è fermato a 1.310,3 (-7,3% rispetto allo scorso anno ma -2,2% parità di cambi e perimetro), l’utile netto è cresciuto del’ 86,7% a 92,4 milioni. Merito di un milgior mix di prezzi, ovvero di un aumento delle vendite delle gomme a valore aggiunto, rispetto agli pneumatici standard.

I risultati sono il linea con le attese del mercato e con le indicazioni fornite dalla società la scorsa estate, prima della quotazione in Borsa. Alla luce dei conti, il gruppo guidato da Marco Tronchetti Provera ha confermato gli obiettivi 2018, quanto Pirelli si aspetta che l'incidenza dei prodotti "high value" sia uguale o superiore al 60% dei ricavi totali e un risultato operativo al netto delle spese straordinarie di circa un miliardo di euro.

Il gruppo ha inoltre fornito il nuovo organigramma, sotto l’ad e vice presidente Tronchetti Provera ci saranno tre macro aree: la prima costituita Direzione Generale Operations affidata ad Andrea Casaluci, la seconda detta “Technology”, affidata Vice President Technology Maurizio Boiocchi, e la nuova funzione “Digital”, affidata a Pier Paolo Tamma che entrerà nel gruppo il 1° luglio, dopo essere stato per anni a capo dell’Information Technology di Vodafone.