MILANO - JpMorgan Chase, prima fra le grandi banche americane a pubblicare i risultati del secondo trimestre, ha visto salire del 18,3% i profitti e ha superato le stime degli analisti. Nei tre mesi al 30 giugno ha riportato un utile netto di 8,316 miliardi di dollari, 2,29 dollari per azione, contro i 7,029 miliardi, 1,82 dollari per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso e meglio dei 2,22 dollari attesi dagli analisti. Il giro d'affari si è attestato a 28,388 miliardi di dollari, il 6% in più rispetto ai 26,666 miliardi del secondo trimestre 2017. Gli accantonamenti contro future perdite si sono attestate a 1,21 miliardi di dollari. Gli asset gestiti sono saliti dell'8% a 2.000 Miliardi di dollari. "Vediamo una buona crescita economica globale, soprattutto nella performance sottostante di tutte le nostre attività. La società ha messo a segno risultati record, anche in un contesto di maggiore competizione a livello globale", ha detto l'amministratore delegato Jamie Dimon.
Anche Citigroup, seconda delle grandi banche americane a pubblicare i conti del secondo trimestre, come la prima ha superato le previsioni degli analisti con un utile in aumento del 16%. La banca newyorkese ha messo a segno un utile di 4,49 miliardi di dollari, 1,63 dollari per azione, contro i 3,87 miliardi, 1,28 dollari per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso e meglio degli 1,56 dollari attesi dagli analisti. I ricavi sono aumentati del 2% a 18,469 miliardi, poco sotto i 18,51 miliardi previsti dal consensus, ma sostenuto dalla crescita delle attività di global consumer banking e clienti istituzionali, che hanno bilanciato il rallentamento nell'area corporate. Il ritorno sul capitale è stato del 9,2%, mentre l'efficiency ratio del 58%. "I risultati dimostrano il buono slancio del franchise. Siamo saldamente sulla via giusta per raggiungere i target finanziari previsti", ha detto l'amministratore delegato Micheal Corbat.
Anche Citigroup, seconda delle grandi banche americane a pubblicare i conti del secondo trimestre, come la prima ha superato le previsioni degli analisti con un utile in aumento del 16%. La banca newyorkese ha messo a segno un utile di 4,49 miliardi di dollari, 1,63 dollari per azione, contro i 3,87 miliardi, 1,28 dollari per azione, dello stesso periodo dell'anno scorso e meglio degli 1,56 dollari attesi dagli analisti. I ricavi sono aumentati del 2% a 18,469 miliardi, poco sotto i 18,51 miliardi previsti dal consensus, ma sostenuto dalla crescita delle attività di global consumer banking e clienti istituzionali, che hanno bilanciato il rallentamento nell'area corporate. Il ritorno sul capitale è stato del 9,2%, mentre l'efficiency ratio del 58%. "I risultati dimostrano il buono slancio del franchise. Siamo saldamente sulla via giusta per raggiungere i target finanziari previsti", ha detto l'amministratore delegato Micheal Corbat.