Economia

Quote rosa nei cda, dopo la legge ci pensa il Codice

Le regole di autodisciplina delle società quotate sono state riscritte per prevedere un terzo di donne nei consigli anche quando, a partire dal 2020, l'obbligo verrà meno

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MILANO - Le quote rosa continueranno ad essere rappresentate nei consigli di amministrazione delle società quotate. Non più per legge ma per Codice (di autodisciplina). Anche quando l'obbligo di legge, che riserva un terzo dei posti al genere meno rappresentato, e dunque alle donne - verrà meno. La famosa norma Golfo-Mosca, del 2011, ha infatti un "periodo di scadenza", tre mandati di consiglio di amministrazione dall'entrata in vigore. Quindi, a partire dal 2020, progressivamente ad ogni rinnovo di consiglio verrà meno l'obbligo di riservare almeno qualche poltrona alle donne.

Niente paura, tuttavia, il gentil sesso non rischierà di scomparire dai cda. Il ritorno all'antico - vizio - di non lasciar spazio alle donne dovrebbe essere scongiurato dal Codice di autodisciplina delle società quotate, il Codice di Borsa, come è più universalmente noto, appena riscritto in questa direzione. Che, come per tutti gli punti del regolamento, non detta norme vincolanti ma impone una regoletta in genere efficace: "comply or explane", cioè adotta il principio o spiega perché non lo hai fatto (nell'apposito documento pubblico e annuale).

Insomma, c'è una remora forte a non farlo e un rischio reputazionale implicito non banale, per chi decide di disapplicare le norme del Codice. In alcuni casi possono esserci motivazioni valide, da esplicitare, ma nella maggior parte delle volte è più "conveniente" aderire che chiamarsi fuori. Nel caso dei posti nei consigli riservati alle donne - peraltro nella misura ridotta di un terzo - sarà ben difficile trovare motivazioni "nobili" o anche solo accettabili per non applicare la norma. Non più per legge, ma per opportunità.