Economia

Telecom Italia, calano margini e ricavi

I ricavi confrontabili a parità di principi contabili del primo semestre 2018 sono in calo del 2,7% e l'ebitda confrontabile si riduce di 196 milioni di euro (-4,8%).

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MILANO -  Il cda di Telecom italia ha approvato i conti del primo semestre che si è chiuso con un utile pari a 618 milioni di euro, in crescita del 3,7% su base organica, ovvero a tassi e perimetro costante. I ricavi, sempre su base organica, ammontano a 9,5 miliardi, in crescita dell'1,5% su anno. I ricavi confrontabili a parità di principi contabili del primo semestre 2018 sono in calo del 2,7% rispetto al primo semestre 2017. L'ebitda di gruppo è pari a 4 miliardi di euro, stabile su base organica e al netto degli oneri non ricorrenti e dei 'one-off'. L'ebitda confrontabile del primo semestre 2018 si riduce di 196 milioni di euro (-4,8%).
L'ebitda organico evidenzia una variazione negativa per 63 milioni di euro (-1,6%) rispetto al primo semestre 2017. L'indebitamento netto è sceso di 167 milioni a 25,141 miliardi a fine giugno rispetto a dicembre scorso.

Il consiglio di amministrazione ha anche "esaminato il tema degli impegni, non previsti a piano, che potranno derivare dalla partecipazione alla gara 5g, e ha avviato un percorso di valutazione delle opzioni strategiche delle sue partecipate, confermando la prosecuzione del processo di vendita di Persidera".

A partire dal primo gennaio 2018, il gruppo Tim applica i principi contabili ifrs 9 (strumenti finanziari) e ifrs 15 (ricavi provenienti da contratti con i clienti). Per permettere la comparabilità delle risultanze economico-patrimoniali del primo semestre 2018 con i corrispondenti periodi dell'esercizio precedente, dunque la società diffonde i dati economici e i saldi patrimoniali 'confrontabili', predisposti secondo i precedenti principi contabili. Su base organica i ricavi totali consolidati del semestre sono sostenuti dai ricavi da servizi a livello di gruppo (8,8 miliardi di euro, +1,9% su anno), che sia in Italia sia in Brasile hanno registrato performance positive (rispettivamente 6,9 miliardi di euro, +0,8% su anno e 1,9 miliardi di euro, +6% su anno). Nel secondo trimestre dell'anno, i ricavi da servizi della business unit domestic, sottolinea la nota, "hanno tenuto nonostante l'impatto derivante dal ritorno alla fatturazione mensile, registrando un dato sostanzialmente in linea con il periodo dell'anno precedente (-0,4% su base organica)".

L'ebitda confrontabile di gruppo del semestre, pari a 3,9 miliardi di euro, "sconta l'effetto negativo della componente domestic (-4,8%) per l'effetto di elementi non ricorrenti, tra cui l'accordo sulla solidarietà rinnovato solo a fine giugno 2018, l'impatto del ritorno alla fatturazione mensile, la nuova regolamentazione europea sul roaming e altri aspetti regolatori".  Nel secondo trimestre dell'anno continua l'evoluzione positiva del segmento mobile domestico, con ricavi in crescita dell'1,6% su anno, supportati in particolare dai ricavi da servizi retail (+0,5%). Il settore fisso domestico registra una solida crescita dell'arpu broadband (+2,4%), che si attesta a 26,1 euro per linea al mese. La strategia convergente è in crescita costante e ha permesso di incrementare la base clienti sul fisso di Timvision del 14% trimestre su trimestre (+204k).

Il gruppo sottolinea l'attenta disciplina nei costi, che ha permesso efficienze negli opex e importanti risultati nei capex (740 milioni di euro nel secondo trimestre) in coerenza col forte aumento già conseguito nella copertura fibra e ubb mobile e confermando allo stesso tempo la posizione di leadership tecnologica di Tim. Ne è conseguita una generazione di cassa netta di 396 milioni di euro nel secondo trimestre, che ha consentito di ridurre il debito di gruppo al 30 giugno di ulteriori 167 milioni di euro.

Le partite non ricorrenti del primo semestre 2018 comprendono principalmente l'accantonamento per la sanzione pecuniaria pari a 74,3 milioni di euro, irrogata dal governo a Telecom per l'asserita violazione dell'articolo 2 del cosiddetto dl 'golden power' con provvedimento dell'8 maggio 2018. Lo precisa la società, ricordando che la società ha presentato ricorso al Tar Lazio contro il provvedimento che ha irrogato la sanzione pecuniaria, con richiesta di sospensione in via cautelare dell'efficacia dello stesso. Con ordinanza di luglio scorso, il Tar ha accolto l'istanza cautelare e sospeso il pagamento della sanzione fissando la data per l'udienza di merito.