Economia

Banche italiane, secondo trimestre in frenata

L'analisi del Centro studi Uilca: semestre con il pieno di utili, 4,5 miliardi in più di un anno fa, ma il periodo aprile/giugno segna un rallentamento generalizzato, anche di ricavi e commissioni

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MILANO - Le banche italiane hanno fatto il pieno di utili nel primo semestre del 2018 ma attenzione, il rallentamento è dietro l'angolo. Anzi, è già cominciato se si guardano i risultati del secontro trimestre rispetto ai primi tre. Se infatti nei primi sei mesi i principali istituti commerciali - Mediobanca non è compresa nel campione - hanno sommato 5,65 miliardi di profitti netti, in crescita di oltre 4,5 miliardi rispetto ad un anno fa, il secondo trimestre segna un rallentamento pari al 25,6% rispetto ai tre mesi precedenti.
 
Gli utili delle banche, semestri a confronto
(dati in milioni di euro)
BANCA 30/06/18 30/06/2017 variazione
Intesa Sanpaolo 2.179 1.738* 441
Unicredit 2.136 1.853 283
Banca Mps 289 -3.243 3.531
Banco Bpm 353 94 258
Ubi 209 696** -487
Carige -21 -155 134
Bper 308 119 189
Credito Emiliano 95 101 -6
Volksbank 15 11 4
Credito Valtellinese 1 -195 196
Banco Desio 14 18 -5
Banca Popolare di Sondrio 74 56 18
TOTALE 5.651 1.095 4.556
* Non sono compresi i 3.500 milioni legati all'acquisto delle due banche venete
** Sono inclusi gli effetti straordinari legati all'acquisto delle tre banche andate in risoluzione
FONTE: Elaborazioni su dati Centro studi Uilca-Orietta Guerra

L'andamento è sottolineato all'interno di una corposa ricerca sui bilanci delle banche, realizzata dal sindacato di categoria Uilca. "Nel secondo trimestre le banche analizzate hanno avuto quasi tutte un decremento dell'utile rispetto al primo trimestre - sottolinea il curatore della ricerca Roberto Telatin - sembra essere troppo presto per parlare di rallentamento della crescita economica. Se, tuttavia, consideriamo che sono in contrazione anche le commissioni e il totale dei ricavi (mentre il margine d'interesse riesce a migliorare) forse i conti economici delle banche iniziano a segnalare che qualcosa comincia a deteriorarsi".


Bper, ad esempio, ha registrato il miglior trimestre della sua storia nel periodo gennaio-marzo, ma poi ha rallentato vistosamente, pur restando saldamente in utile. E nemmeno la più grande banca italiana, Intesa, si sottrae all'andamento, con un -26% trimestre su trimestre. Tra le pochissime eccezioni il Credito Valtellinese, che invece con la seconda parte del periodo considerato ritorna a guadagnare, percorso inverso di quello fatto da Carige, che ha anche il peggior rapporto cost/income (spese rispetto ai ricavi) del campione considerato.

L'altro elemento che caratterizza il secondo trimestre - rispetto al primo - è la generalizzata riduzione del Cet1, il patrimonio di vigilanza, messo sotto tensione dall'allargamento dello spread sui titoli di Stato. Un riflesso automatico, visti i molti Btp in portafoglio delle banche, che per il momento non ha inciso in maniera drammatica, ma che rappresenta un altro possibile campanello d'allarme per il futuro.