MILANO - Negli ultimi anni, l'azienda si era concentrata per migliorare l'efficienza e alzare la qualità dei servizi per la clientela. Una operazione necessaria dopo che i contrasti tra i soci di controllo, per lo più di natura politica, hanno rallentato lo sviluppo industriale e i risultati economici. Con il nuovo piano industriale, il gruppo Iren potrà così occuparsi di innovazione, digitalizzazione e sviluppo delle competenze, pur mantenendo lo stesso livello di indebitamento. In questo modo, grazie a una generazione di cassa via via più sostenuta potrà aumentare anche la remunerazione dei soci, a cominciare dai Comuni azionisti.
Sono queste, in sintesi, la maggiori novità del nuovo piano industriale di Iren, una delle maggiori multiutility italiane, controllate dai comuni di Genova, Torino, Piacenza, Parma e Reggio (azionariato pubblico che si dovrebbe a breve allargare anche a La Spezia). Il nuovo piano che vale fino al 2023, è stata presentato a Milano alla comunità finanziaria dall'amministratore delegato Massimiliano Bianco, chiamato quattro anni fa per rilanciare l'azienda. Bianco ha garantito per i prossimi cinque anni investimenti per 3 miliardi (con 500 milioni in aggiunta rispetto al precedente piano): serviranno per generare un aumento dei margini che andranno a superare il miliardo di euro e un ulteriore miglioramento della politica dei dividendi, con un incremento del 20 per cento nel 2018 (con cedola che arriverà a 8,4 centesimi per azione) e successivamente del 10% annuo.
L'azienda punta anche su una accelerazione delle operazioni di fusione e aggregazione, in particolare nel settore ambientale. Nel piano di
Iren non è stato conteggiato nella crescita della reddittività, un'ebitda addizionale di 100 milioni, riferibili a una ventina di operazioni di M&a nelle aree di riferimento, di cui 10 milioni legati a deal praticamente in dirittura d'arrivo. 'E' un target che ha un'alta probabilità di successo anche prima della fine del piano - ha sottolineato l'ad Bianco - continuiamo a essere leader nel consolidamento, oggi in pipeline abbiamo operazioni piccole o molto piccole che messe assieme tuttavia ci portano a un valore complessivo interessante.
Un piano industriale, sottolinea ancora una nota, "fortemente orientato allo sviluppo, che prevede una crescita nel servizio idrico integrato, attraverso lo sviluppo della rete e la realizzazione di impianti di trattamento delle acque, nel settore ambientale, con l'obiettivo di incrementare la capacità di trattamento e riciclo dei materiali raccolti, nelle attività a favore dei clienti, nel teleriscaldamento, e nella riconferma delle attuali concessioni in scadenza con le gare per la distribuzione gas, per il servizio idrico integrato e l'igiene urbana".
Sono queste, in sintesi, la maggiori novità del nuovo piano industriale di Iren, una delle maggiori multiutility italiane, controllate dai comuni di Genova, Torino, Piacenza, Parma e Reggio (azionariato pubblico che si dovrebbe a breve allargare anche a La Spezia). Il nuovo piano che vale fino al 2023, è stata presentato a Milano alla comunità finanziaria dall'amministratore delegato Massimiliano Bianco, chiamato quattro anni fa per rilanciare l'azienda. Bianco ha garantito per i prossimi cinque anni investimenti per 3 miliardi (con 500 milioni in aggiunta rispetto al precedente piano): serviranno per generare un aumento dei margini che andranno a superare il miliardo di euro e un ulteriore miglioramento della politica dei dividendi, con un incremento del 20 per cento nel 2018 (con cedola che arriverà a 8,4 centesimi per azione) e successivamente del 10% annuo.
L'azienda punta anche su una accelerazione delle operazioni di fusione e aggregazione, in particolare nel settore ambientale. Nel piano di
Iren non è stato conteggiato nella crescita della reddittività, un'ebitda addizionale di 100 milioni, riferibili a una ventina di operazioni di M&a nelle aree di riferimento, di cui 10 milioni legati a deal praticamente in dirittura d'arrivo. 'E' un target che ha un'alta probabilità di successo anche prima della fine del piano - ha sottolineato l'ad Bianco - continuiamo a essere leader nel consolidamento, oggi in pipeline abbiamo operazioni piccole o molto piccole che messe assieme tuttavia ci portano a un valore complessivo interessante.
Un piano industriale, sottolinea ancora una nota, "fortemente orientato allo sviluppo, che prevede una crescita nel servizio idrico integrato, attraverso lo sviluppo della rete e la realizzazione di impianti di trattamento delle acque, nel settore ambientale, con l'obiettivo di incrementare la capacità di trattamento e riciclo dei materiali raccolti, nelle attività a favore dei clienti, nel teleriscaldamento, e nella riconferma delle attuali concessioni in scadenza con le gare per la distribuzione gas, per il servizio idrico integrato e l'igiene urbana".