Iren, investimenti per oltre 3 miliardi al 2023
Luca Pagni, di LUCA PAGNI
MILANO - Negli ultimi anni, l'azienda si era concentrata per migliorare l'efficienza e alzare la qualità dei servizi per la clientela. Una operazione necessaria dopo che i contrasti tra i soci di controllo, per lo più di natura politica, hanno rallentato lo sviluppo industriale e i risultati economici. Con il nuovo piano industriale, il gruppo Iren potrà così occuparsi di innovazione, digitalizzazione e sviluppo delle competenze, pur mantenendo lo stesso livello di indebitamento. In questo modo, grazie a una generazione di cassa via via più sostenuta potrà aumentare anche la remunerazione dei soci, a cominciare dai Comuni azionisti.
Sono queste, in sintesi, la maggiori novità del nuovo piano industriale di Iren, una delle maggiori multiutility italiane, controllate dai comuni di Genova, Torino, Piacenza, Parma e Reggio (azionariato pubblico che si dovrebbe a breve allargare anche a La Spezia). Il nuovo piano che vale fino…
Sono queste, in sintesi, la maggiori novità del nuovo piano industriale di Iren, una delle maggiori multiutility italiane, controllate dai comuni di Genova, Torino, Piacenza, Parma e Reggio (azionariato pubblico che si dovrebbe a breve allargare anche a La Spezia). Il nuovo piano che vale fino…
MILANO - Negli ultimi anni, l'azienda si era concentrata per migliorare l'efficienza e alzare la qualità dei servizi per la clientela. Una operazione necessaria dopo che i contrasti tra i soci di controllo, per lo più di natura politica, hanno rallentato lo sviluppo industriale e i risultati economici. Con il nuovo piano industriale, il gruppo Iren potrà così occuparsi di innovazione, digitalizzazione e sviluppo delle competenze, pur mantenendo lo stesso livello di indebitamento. In questo modo, grazie a una generazione di cassa via via più sostenuta potrà aumentare anche la remunerazione dei soci, a cominciare dai Comuni azionisti.
Sono queste, in sintesi, la maggiori novità del nuovo piano industriale di Iren, una delle maggiori multiutility italiane, controllate dai comuni di Genova, Torino, Piacenza, Parma e Reggio (azionariato pubblico che si dovrebbe a breve allargare anche a La Spezia). Il nuovo piano che vale fino al 2023, è stata presentato a Milano alla comunità finanziaria dall'amministratore delegato Massimiliano Bianco, chiamato quattro anni fa per rilanciare l'azienda. Bianco ha garantito per i prossimi cinque anni investimenti per 3 miliardi (con 500 milioni in aggiunta rispetto al precedente piano): serviranno per generare un aumento dei margini che andranno a superare il miliardo di euro e un ulteriore miglioramento della politica dei dividendi, con un incremento del 20 per cento nel 2018 (con cedola che arriverà a 8,4 centesimi per azione) e successivamente del 10% annuo.
L'azienda punta anche su una accelerazione delle operazioni di fusione e aggregazione, in particolare nel settore ambientale. Nel piano di
Iren non è stato conteggiato nella crescita della reddittività, un'ebitda addizionale di 100 milioni, riferibili a una ventina di operazioni di M&a nelle aree di riferimento, di cui 10 milioni legati a deal praticamente in dirittura d'arrivo. 'E' un target che ha un'alta probabilità di successo anche prima della fine del piano - ha sottolineato l'ad Bianco - continuiamo a essere leader nel consolidamento, oggi in pipeline abbiamo operazioni piccole o molto piccole che messe assieme tuttavia ci portano a un valore complessivo interessante.
Un piano industriale, sottolinea ancora una nota, "fortemente orientato allo sviluppo, che prevede una crescita nel servizio idrico integrato, attraverso lo sviluppo della rete e la realizzazione di impianti di trattamento delle acque, nel settore ambientale, con l'obiettivo di incrementare la capacità di trattamento e riciclo dei materiali raccolti, nelle attività a favore dei clienti, nel teleriscaldamento, e nella riconferma delle attuali concessioni in scadenza con le gare per la distribuzione gas, per il servizio idrico integrato e l'igiene urbana".
Sono queste, in sintesi, la maggiori novità del nuovo piano industriale di Iren, una delle maggiori multiutility italiane, controllate dai comuni di Genova, Torino, Piacenza, Parma e Reggio (azionariato pubblico che si dovrebbe a breve allargare anche a La Spezia). Il nuovo piano che vale fino al 2023, è stata presentato a Milano alla comunità finanziaria dall'amministratore delegato Massimiliano Bianco, chiamato quattro anni fa per rilanciare l'azienda. Bianco ha garantito per i prossimi cinque anni investimenti per 3 miliardi (con 500 milioni in aggiunta rispetto al precedente piano): serviranno per generare un aumento dei margini che andranno a superare il miliardo di euro e un ulteriore miglioramento della politica dei dividendi, con un incremento del 20 per cento nel 2018 (con cedola che arriverà a 8,4 centesimi per azione) e successivamente del 10% annuo.
L'azienda punta anche su una accelerazione delle operazioni di fusione e aggregazione, in particolare nel settore ambientale. Nel piano di
Iren non è stato conteggiato nella crescita della reddittività, un'ebitda addizionale di 100 milioni, riferibili a una ventina di operazioni di M&a nelle aree di riferimento, di cui 10 milioni legati a deal praticamente in dirittura d'arrivo. 'E' un target che ha un'alta probabilità di successo anche prima della fine del piano - ha sottolineato l'ad Bianco - continuiamo a essere leader nel consolidamento, oggi in pipeline abbiamo operazioni piccole o molto piccole che messe assieme tuttavia ci portano a un valore complessivo interessante.
Un piano industriale, sottolinea ancora una nota, "fortemente orientato allo sviluppo, che prevede una crescita nel servizio idrico integrato, attraverso lo sviluppo della rete e la realizzazione di impianti di trattamento delle acque, nel settore ambientale, con l'obiettivo di incrementare la capacità di trattamento e riciclo dei materiali raccolti, nelle attività a favore dei clienti, nel teleriscaldamento, e nella riconferma delle attuali concessioni in scadenza con le gare per la distribuzione gas, per il servizio idrico integrato e l'igiene urbana".