MILANO - Bolloré prepara l'uscita dal patto di sindacato di Mediobanca. La sua Financière du Perguet, titolare del 7,9% del capitale di Mediobanca, ha infatti inviato "lettera di disdetta anticipata con efficacia primo gennaio 2019" dal patto, secondo quanto comunicato dalla stessa Mediobanca. La soglia di validità del patto di sindacato di Mediobanca, che vincolava al momento il 27,49% del capitale, era stata fissata al 25% e senza il gruppo Bollorè, che aderiva con il 7,9%, il patto si scioglierà automaticamente il 1 gennaio 2019. Secondo quanto si apprende, fino al 31 dicembre la situazione resterà ferma e in questi tre mesi i soci valuteranno se fare un patto più leggero o no.
"Dopo quasi vent'anni di adesione all'Accordo - viene spiegato dai francesi - la scelta è collegata al crescente impegno finanziario del gruppo Bolloré in Vivendi". Nessun disimpegno per quanto riguarda la partecipazione in portafoglio però. Bollorè non è intenzionato a vendere e conferma "l'intenzione di mantenere in portafoglio la partecipazione", seppur al di fuori del patto, ed esprime "soddisfazione per gli eccellenti risultati conseguiti dal gruppo Mediobanca, convinto sostegno all'attuale strategia e pieno supporto al suo management".
La reazone in Borsa del titolo Mediobanca è improntata alla debolezza, seppure sia una giornata complicata per tutto il settore finanziario (segui il titolo) e per Piazza Affari in generale. Il tema dello smantellamento dell'accordo di sindacato è da tempo sul tavolo dei pattisti, e nei giorni scorsi erano stati i Pesenti, presenti con la holding Italmobiliare allo 0,98% di Piazzetta Cuccia, ad anticipare la disdetta. La mossa di Bolloré anticipa i tempi rispetto alle attese, che erano per un immobilismo di massima ancora durante il 2019, per poi arrivare a una nuova configurazione alla fine del prossimo anno in vista del passaggio (dal 2020) della banca d'affari alla governance monistica e alla indicazione del cda da parte del board uscente. In Mediobanca, Unicredit è primo socio all'8,4% del capitale e in prospettiva è un venditore della quota.
"Dopo quasi vent'anni di adesione all'Accordo - viene spiegato dai francesi - la scelta è collegata al crescente impegno finanziario del gruppo Bolloré in Vivendi". Nessun disimpegno per quanto riguarda la partecipazione in portafoglio però. Bollorè non è intenzionato a vendere e conferma "l'intenzione di mantenere in portafoglio la partecipazione", seppur al di fuori del patto, ed esprime "soddisfazione per gli eccellenti risultati conseguiti dal gruppo Mediobanca, convinto sostegno all'attuale strategia e pieno supporto al suo management".
La reazone in Borsa del titolo Mediobanca è improntata alla debolezza, seppure sia una giornata complicata per tutto il settore finanziario (segui il titolo) e per Piazza Affari in generale. Il tema dello smantellamento dell'accordo di sindacato è da tempo sul tavolo dei pattisti, e nei giorni scorsi erano stati i Pesenti, presenti con la holding Italmobiliare allo 0,98% di Piazzetta Cuccia, ad anticipare la disdetta. La mossa di Bolloré anticipa i tempi rispetto alle attese, che erano per un immobilismo di massima ancora durante il 2019, per poi arrivare a una nuova configurazione alla fine del prossimo anno in vista del passaggio (dal 2020) della banca d'affari alla governance monistica e alla indicazione del cda da parte del board uscente. In Mediobanca, Unicredit è primo socio all'8,4% del capitale e in prospettiva è un venditore della quota.