MILANO - Mediobanca ha chiuso il primo trimestre dell'esercizio 2018-2019 con un utile netto di 245,4 milioni di euro, in calo del 18,4% rispetto ai 300,9 milioni realizzati nello stesso periodo dell'esercizio precedente. La flessione - spiega una nota di Piazzetta Cuccia - e' dovuta all'assenza in questo periodo di plusvalenze da cessioni azionarie (lo stesso periodo dell'esercizio precedente contemplava tra l'altro la plusvalenza realizzata per la cessione della partecipazione in Atlantia pari a 90 milioni di euro). Il dato e' superiore al consensus degli analisti che prevedeva un utile netto del periodo pari a 220 milioni. La ridotta consistenza nel portafoglio Mediobanca di titoli di Stato fa sì che l'istituto al 30 settembre confermi gli indici patrimoniali dello scorso giugno, malgrado uno spread notevolmente aumentato da allora: il Common equity tier 1 si attesta al 14,18%, rispetto al 14,24% di tre mesi prima, e fa della banca d'affari la più patrimonializzata tra quelle vigilate in Italia.
Nel dettaglio i ricavi crescono in tutte le componenti con le commissioni a +12% trainate dal wealth management mentre il margine di interesse segna un +4% anno su anno, grazie al solido sviluppo del credito al consumo.
In progresso anche gli utili da partecipazioni (+9% anno su anno) e la negoziazione (+5% anno su anno). Il book value della partecipazione in Generali salda a 3,1 miliardi in calo rispetto al 30 giugno (3,2 miliardi) per effetto delle minori riserve da valutazione (-205 milioni) parzialmente compensate dagli utili di periodo. L'ad di Mediobanca, Alberto Nagel, ha parlato della partecipazione nella compagnia triestina, di cui l'istituto ha il 13,2%: "Generali è molto importante per il contributo al nostro risultato economico. Siamo molto attenti e sosteniamo le opzioni di sviluppo dell'utile netto sia organiche che extra organiche con l'ovvio caveat che il nostro auspicio è che questa crescita comunque non alteri la caratteristica di Generali di essere un campione con basi e radici italiane ma con una presenza molto internazionale". Sui recenti arrotondamenti dei soci privati Caltagirone e Del Vecchio, che in due hanno raggiunto l'8%, Nagel ha aggiunto: "Il rafforzamento dei soci italiani è positivo".
I risultati trimestrali vedono inoltre la crescita degli impieghi (+9% anno su anno e +3% trimestre su trimestre a 42 miliardi di euro) e delle masse della clientela (Total Financial Asset +14% anno su anno e +2% trimestre su trimestre a 65 miliardi di euro), con 'net new money' di 1,9 miliardi di euro nel trimestre.
La crescita della raccolta è del 2% trimestre su trimestre a 50 miliardi per l'andamento positivo dei depositi (+1,7 miliardi) ed il rifinanziamento della raccolta cartolare. Si conferma eccellente la qualità degli attivi (attività deteriorate/impieghi: lorde 4,5%, nette 2%), costo del rischio stabile sui livelli contenuti (56 punti base). Le rettifiche su crediti calano del 9,5%.
Prosegue il potenziamento del franchisee nel Wealth Management (consulenti finanziari di CheBanca! in crescita di 18 nel trimestre a 244) e nel Consumer (15 filiali aperte negli ultimi 12 mesi di cui 9 leggere). Lo Specialty Finance chiude il trimestre con un risultato netto di 10,3 milioni in forte aumento rispetto allo scorso anno (+45,1%). Contemporaneamente i costi di struttura crescono del 24,1% (da 8,7 a 10,8 milioni) scontando in particolare le crescenti spese di incasso per la gestione dei portafogli Npl.
Nel dettaglio i ricavi crescono in tutte le componenti con le commissioni a +12% trainate dal wealth management mentre il margine di interesse segna un +4% anno su anno, grazie al solido sviluppo del credito al consumo.
In progresso anche gli utili da partecipazioni (+9% anno su anno) e la negoziazione (+5% anno su anno). Il book value della partecipazione in Generali salda a 3,1 miliardi in calo rispetto al 30 giugno (3,2 miliardi) per effetto delle minori riserve da valutazione (-205 milioni) parzialmente compensate dagli utili di periodo. L'ad di Mediobanca, Alberto Nagel, ha parlato della partecipazione nella compagnia triestina, di cui l'istituto ha il 13,2%: "Generali è molto importante per il contributo al nostro risultato economico. Siamo molto attenti e sosteniamo le opzioni di sviluppo dell'utile netto sia organiche che extra organiche con l'ovvio caveat che il nostro auspicio è che questa crescita comunque non alteri la caratteristica di Generali di essere un campione con basi e radici italiane ma con una presenza molto internazionale". Sui recenti arrotondamenti dei soci privati Caltagirone e Del Vecchio, che in due hanno raggiunto l'8%, Nagel ha aggiunto: "Il rafforzamento dei soci italiani è positivo".
I risultati trimestrali vedono inoltre la crescita degli impieghi (+9% anno su anno e +3% trimestre su trimestre a 42 miliardi di euro) e delle masse della clientela (Total Financial Asset +14% anno su anno e +2% trimestre su trimestre a 65 miliardi di euro), con 'net new money' di 1,9 miliardi di euro nel trimestre.
La crescita della raccolta è del 2% trimestre su trimestre a 50 miliardi per l'andamento positivo dei depositi (+1,7 miliardi) ed il rifinanziamento della raccolta cartolare. Si conferma eccellente la qualità degli attivi (attività deteriorate/impieghi: lorde 4,5%, nette 2%), costo del rischio stabile sui livelli contenuti (56 punti base). Le rettifiche su crediti calano del 9,5%.
Prosegue il potenziamento del franchisee nel Wealth Management (consulenti finanziari di CheBanca! in crescita di 18 nel trimestre a 244) e nel Consumer (15 filiali aperte negli ultimi 12 mesi di cui 9 leggere). Lo Specialty Finance chiude il trimestre con un risultato netto di 10,3 milioni in forte aumento rispetto allo scorso anno (+45,1%). Contemporaneamente i costi di struttura crescono del 24,1% (da 8,7 a 10,8 milioni) scontando in particolare le crescenti spese di incasso per la gestione dei portafogli Npl.