Economia

Snam, accordo in Cina per conquistare il mercato del gas

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MILANO - La Cina, in questo momento, è il più grande mercato del mondo. E l'energia non fa eccezione, vista la crescita esponenziale della domanda per sostenere lo sviiluppo industriale, così come l'espansione delle aree metropolitane, mano a mano che la popolazione si sposta dalle campagne alle aree urbane. Basterrebbe questo per spiegare l'accordo appena sottoscritto dal gruppo Snam con la società Beijing Gas.

Sulla carta si tratta solo di un "memorandum of understanding": in pratica, un documento con cui le parti si impegnano a studiare possibili iniziative in comune. Nulla di concreto, in buona sostanza, ma visto il soggetto e il mercato di riferimento, si tratta di un accordo ad alto valore politico. Per quale motivo? Innanzitutto la controparte: Beijing Gas opera nell'area metropolitana di Pechino, con 22mila chilometri di gasdotti e 6 milioni di clienti: per le dimensioni cinesi potrebbe sembrare relativamente piccolo, ma servendo la regione della capitale ha un'importanza strategica di non poco conto. Inoltre, entrare nel mercato cinese è ancora molto complicato e impossibile nei servizi strategici senza un accordo con il governo o società controllate. In questo modo, Snam riesce a mettere un piede nella seconda economia mondiale, provando a individuare opportunità di crescita.

Un accordo facilitato anche dal fatto che il socio di controllo di Snam è la Cassa Depositi Prestiti, attraverso Cdp Reti: si tratta della holding che detiene il pacchetto di maggioranza anche di Terna e che è a sua volta partecipata da State Grid of China, la più grande utility del colosso asiatico (oltre 1,2 di dipendenti).

Il memorandum - come si legge nella nota ufficiale -  prevede di valutare "possibili collaborazioni in Cina, in particolare nel biometano e nello stoccaggio di gas naturale". Per Snam - che nei giorni scorsi ha aperto per la prima volta una sede a Pechino - è una opportunità per trovare nuovi business. Per il governo cinese è quello di avere un'utility europea leader del mercato, che possa sviluppare un settore ancora arretrato: al momento non esiste in Cina un grande gruppo nella distribuzione del gas, ma una miriade di imprese locali.

La Cina ha indicato il gas come fonte essenziale del proprio energy mix per sostituire gradualmente la produzione elettrica a base di carbone (oggi al 60%). La domanda di gas è prevista in crescita del 60% al 2040 (dato IEA). Questa crescita richiederà importanti investimenti in infrastrutture di stoccaggio gas. Oggi la Cina ha una capacità di stoccaggio pari a solo il 2% della domanda, confrontato al 20% per l’Italia.

 "Questa iniziativa - ha commentato l'ad del gruppo Snam, Marco Alverà - apre la strada a una collaborazione tra Snam e Beijing Gas nello sviluppo di nuove fonti di energia rinnovabile e nelle infrastrutture di stoccaggio. Siamo interessati a sviluppare progetti in Cina, un paese la cui domanda di gas triplicherà da qui al 2040, contribuendo a un mix energetico più sostenibile".