Economia

Mediaset, Il trust di Vivendi impugna le delibere dell'assemblea

Simon, la fiduciaria che custodisce i titoli dei francesi  ha chiesto al Tribunale di impugnare due delibere dell'assemblea del 27 giugno scorso e di "accertare e dichiarare" il suo diritto a partecipare e votare alle assemblee

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MILANO - Simon fiduciaria, il trust che per conto di Vivendi detiene il 19,19% del capitale di Mediaset, si è rivolto al Tribunale di Milano per impugnare due delibere dell'assemblea dei soci del Biscione del 27 giugno scorso e per 'accertare e dichiarare' il suo diritto a partecipare e votare alle assemblee di Mediaset. Lo comunica il gruppo tv in una nota. In occasione dell'assemblea del 27 giugno scorso, Mediaset decise di non far esercitare a Simon Fiduciaria il diritto di voto collegato alle azioni di Vivendi, in quanto il gruppo di Cologno ritiene la partecipazione acquistata 'in violazione del contratto su premium'.

Nel dettaglio, come indicato nella nota di Mediaset, Simon Fiduciaria si è rivolta al Tribunale di Milano chiedendo in via cautelare di 'sospendere l'esecuzione delle delibere assunte nell'assemblea ordinaria dei soci di mediaset in data 27 giugno 2018' in relazione alla 'proposta di istituzione di un piano di incentivazione e fidelizzazione a medio-lungo termine' e alla 'autorizzazione al consiglio di amministrazione dell'acquisto e alienazione di azioni proprie, anche al servizio di piani di "stock option" e di altri piani di incentivazione e fidelizzazione a medio-lungo termine basati su azionì. Mentre nel merito, il trust chiede di annullare le già citate delibere e di 'accertare e dichiarare il diritto di Simon fiduciaria a partecipare, con pienezza di diritti amministrativi, alle assemblee, ordinarie e straordinarie, dei soci di Mediaset nonché a esercitare tutti i diritti amministrativi inerenti le azioni di Mediaset di cui essa è intestataria". Mediaset specifica che non sono oggetto di impugnazione le delibere relative all'approvazione del bilancio di esercizio 2017, alla relazione sulla remunerazione, alla nomina del cda e all'adeguamento del compenso della società di revisione".