Economia

Unicredit chiude il contenzioso con Caius sui cashes

L'istituto rinuncia alla causa avviata a inizio agosto e il fondo verserà una somma per porre fine alla controversia

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MILANO - Si chiude il contenzioso tra Unicredit e il fondo Caius sulla corretta contabilizzazione dei cashes, bond convertibili emessi dalla banca nel 2009. Le parti, si legge in una nota congiunta, hanno raggiunto "un accordo transattivo e definitivo" che chiude il contenzioso e che prevede, tra l'altro, che Caius prenda "atto della posizione assunta da Unicredit, ossia di aver agito correttamente" nella classificazione dei suoi strumenti di capitale e che il fondo versi "un importo omnicomprensivo" a favore della banca.

La nota ricorda che lo scorso 6 agosto Unicredit aveva fatto causa a Caius chiedendo 90 milioni di euro di danni "in conseguenza delle iniziative assunte" dal fondo in materia di trattamento contabile dei titoli cashes e conseguenti effetti negativi sul capitale regolamentare della banca.
L'accordo transattivo - i cui termini sono "confidenziali" - prevede, da un lato, la rinuncia da parte di Unicredit alla causa civile e dall'altro che Caius "senza che ciò comporti riconoscimento di responsabilità, faccia la seguente dichiarazione pubblica per mettere fine alle preoccupazioni sollevate da Caius in relazione ai Cashes".

Il fondo viene così costretto a ricordare che "in data 20 luglio 2018, l'Autorità Bancaria Europea ("ABE") non ha accolto la richiesta di Caius di aprire un'indagine per violazione del diritto U.E. rispetto al trattamento regolamentare dell'operazione Cashes". Caius prende inoltre "atto della posizione assunta da UniCredit, ossia di aver sempre agito correttamente in relazione alla classificazione dei suoi strumenti di capitale sulla base delle approvazioni e delle indicazioni fornite a UniCredit stessa da parte delle autorità competenti".

Il fondo, che "conferma inoltre di aver versato un importo omnicomprensivo" alla banca, rinuncia a "intraprendere ulteriori iniziative pubbliche, legali o regolamentari" e "ad astenersi da ulteriori discussioni o dichiarazioni pubbliche in relazione a UniCredit o ai suoi strumenti finanziari". In conformità a tale posizione, "Caius ha chiuso con effetto immediato il sito internet" con cui contestava il trattamento dei Cashes.
"Caius - conclude la nota di ammenda - continua a ritenere che UniCredit sia un leader del settore bancario europeo con una solida capitalizzazione. Nessuna comunicazione o dichiarazione pubblica effettuata da Caius in relazione all'operazione CASHES era finalizzata a suggerire il contrario, né allora né successivamente".