Economia

Pernigotti, spunta un fondo indiano tra i pretendenti

L'offerta sarebbe in competizione con quella di Sperlari, interessata non solo al marchio, ma anche all'acquisto dello stabilimento piemontese, con il mantenimento degli attuali livelli occupazionali

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MILANO - Scambio di deleghe al vertice della Pernigotti, società del cioccolato in mano turca.

Il presidente Ahmet Toksoz e il fratello Zafer, già amministratore delegato, si sono di fatto scambiati le deleghe per - spiega la società - seguire meglio operativamente la gestione dell'azienda in Italia. Ahmet Toksoz rinuncia alla presidenza ma rimane in cda con deleghe operative, mentre il fratello Zafer assume la presidenza stessa. Spiega la società, "per consentire una migliore gestione operativa, essendo Ahmet Toksoz impegnato soprattutto all'estero e, al contempo, avendo Zafer un ruolo più presente in Italia".

L'avvicendamento cade nel pieno delle manovre in corso sul destino dell'azienda dolciaria di Novi Ligure che la proprietà turca dei fratelli Toksoz ha annunciato di voler chiudere. Sono due le manifestazioni di interesse giunte finora. C'è quella di Sperlari che è interessata non solo al marchio, ma anche all'acquisto dello stabilimento piemontese, con il mantenimento degli attuali livelli occupazionali. E quella di un fondo indiano. L'incontro con Sperlari, gruppo cremonese specializzato nella produzione di caramelle, torrone, torroncini, mostarda e dolcificanti, controllato dal gruppo tedesco Katjies international gmbh, è fissato per il 4 gennaio, mentre non sono ancora circolate indiscrezioni su eventuali riunioni con il fondo estero. Sul punto, però, sempre l'azienda precisa che non risulta un incontro per il 4 gennaio: "La strategia scelta dall'azienda continua ad essere quella di terziarizzare in italia la produzione, preferibilmente individuando partner industriali interessati all'acquisizione o alla gestione degli asset produttivi a novi ligure, nel tentativo di ricollocare il maggior numero possibile di lavoratori".

Intanto, la proprietà turca ha individuato nella Sernet l'advisor per supportare l'azienda nel processo di reindustrializzazione del sito di Novi Ligure, che è la condizione richiesta dal governo per avviare la cassa integrazione nell'hub piemontese. Il prossimo incontro con l'esecutivo è fissato per l'8 gennaio al ministero del lavoro: in quell'occasione si valuterà se le condizioni per far partire gli ammortizzatori - già previsti per dicembre - siano mature. I rapporti tra governo, parti sociali e proprietà si sono rivelati tesi in più di una circostanza per la riottosità della famiglia turca Toksoz a voler cedere il marchio, insieme con l'azienda. Scelta ritenuta inopportuna da esecutivo e sindacati.