MILANO - I media nipponici dicono di una Francia in pressing col Giappone per arrivare a una fusione tra Renault e Nissan, mentre resta ancora in piedi il caso dell'ex presidente Carlos Ghosn, ma il ministro dell'Economia di Parigi, Bruno Le Maire, dichiara ufficialmente che "non è sul tavolo" alcuna modifica dell'attuale alleanza tra i due giganti.
Secondo quanto riferito dal quotidiano economico giapponese Nikkei e dall'agenzia di stampa Kyodo, citando fonti vicine al dossier, una delegazione francese avrebbe evocato l'ipotesi durante colloqui a Tokyo, questa settimana, con esponenti di Renault e Nissan, già legate da un'importante partnership guidata, fino a poche settimane fa, dal manager Carlos Ghosn, finito nei guai con la giustizia.
La via della fusione, secondo quanto scrive Kyodo, sarebbe ben vista dal presidente Emmanuel Macron. Nikkei, dal canto suo, scrive che la francese Renault vorrebbe indicare il nome del prossimo presidente della giapponese Nissan, che però starebbe sbarrando la strada ad una maggior ruolo di Parigi.
Renault è controllata al 43% da Nissan, cosa che ha permesso il salvataggio della casa automobilistica francese 20 ani fa. Nissan, inoltre, possiede anche il 34% di Mitsubishi Motors, l'ultima nell'alleanza nata nel 1999.
Lo Stato francese, da parte sua, è il primo azionista di Renault, con il 15,01% del capitale e circa il 22% dei diritti di voto. Nissan ha il 15% delle azioni più importanti, ma senza diritto di voto. Un cambio in questa delicata architettura, di cui Carlos Ghosn era la chiave di volta, potrebbe significare la perdita di influenza di Renault nell'alleanza.
Le due case automobilistiche, assieme, sono diventate un colosso dell'industria automobilistica mondiale nel 2017 con 10,6 milioni di veicoli venduti, di cui 3,76 da Renault e 5,81 da Nissan. Diversi all'interno dell'azienda giapponese ritengono che l'attuale struttura dell'alleanza non si traduca in un beneficio per loro che, per statuto, sono guidati da un rappresentante di Renault.
Secondo quanto riferito dal quotidiano economico giapponese Nikkei e dall'agenzia di stampa Kyodo, citando fonti vicine al dossier, una delegazione francese avrebbe evocato l'ipotesi durante colloqui a Tokyo, questa settimana, con esponenti di Renault e Nissan, già legate da un'importante partnership guidata, fino a poche settimane fa, dal manager Carlos Ghosn, finito nei guai con la giustizia.
La via della fusione, secondo quanto scrive Kyodo, sarebbe ben vista dal presidente Emmanuel Macron. Nikkei, dal canto suo, scrive che la francese Renault vorrebbe indicare il nome del prossimo presidente della giapponese Nissan, che però starebbe sbarrando la strada ad una maggior ruolo di Parigi.
Renault è controllata al 43% da Nissan, cosa che ha permesso il salvataggio della casa automobilistica francese 20 ani fa. Nissan, inoltre, possiede anche il 34% di Mitsubishi Motors, l'ultima nell'alleanza nata nel 1999.
Lo Stato francese, da parte sua, è il primo azionista di Renault, con il 15,01% del capitale e circa il 22% dei diritti di voto. Nissan ha il 15% delle azioni più importanti, ma senza diritto di voto. Un cambio in questa delicata architettura, di cui Carlos Ghosn era la chiave di volta, potrebbe significare la perdita di influenza di Renault nell'alleanza.
Le due case automobilistiche, assieme, sono diventate un colosso dell'industria automobilistica mondiale nel 2017 con 10,6 milioni di veicoli venduti, di cui 3,76 da Renault e 5,81 da Nissan. Diversi all'interno dell'azienda giapponese ritengono che l'attuale struttura dell'alleanza non si traduca in un beneficio per loro che, per statuto, sono guidati da un rappresentante di Renault.